Cari lettori e lettrici,
Devo ammettere che, quando ho letto il titolo, mi è scappata una risata istintiva: proprio lungo il viale dei festeggiamenti della Kieler Woche, nel porto di Reventlou, Durante la Settimana di Kiel era esplosa una zattera di salvataggio.
Ma la risata mi è rimasta in gola mentre continuavo a leggere. «Botto nel porto, pioggia di detriti sui pontili…» Per fortuna del proprietario, quell’oggetto era stato stivato sul ponte, perché la forza dell’esplosione è stata comunque sufficiente a scagliare in aria intere parti dello yacht a vela. Alcuni gestori delle bancarelle sul lungomare vicino al pontile hanno poi segnalato danni ai propri tetti.
I vigili del fuoco e la polizia fluviale hanno rapidamente preso in mano la situazione, ma lo yacht ha subito danni ingenti e anche le imbarcazioni ormeggiate nelle vicinanze, su cui si è abbattuto il materiale sollevato, ne hanno risentito.
Il vicino di posto barca ha poi commentato l'accaduto. Tra le altre cose, ha descritto le condizioni dell'isola come antiquate: «da ben un quarto di secolo che non viene sottoposta a manutenzione».
In effetti, gli esperti hanno successivamente affermato che, sebbene un’esplosione del genere sia un evento assolutamente eccezionale – capita più spesso che una zattera di salvataggio non si attivi affatto a causa dell’invecchiamento – entrambi i casi possono essere esclusi grazie alla manutenzione periodica.
Con la mente passai in rassegna la mia attrezzatura di sicurezza. Un’isola non ne fa certo parte, ma ci sono giubbotti di salvataggio, estintori, munizioni di segnalazione e simili.
E come sempre, quando mi occupo di questo argomento, anche questa volta ho avvertito quel meccanismo inconscio di rimozione, una voce interiore che dice: «Va già tutto bene». Un autoinganno involontario, che probabilmente ha lo scopo di proteggermi da spese esorbitanti – perché una cosa è certa: quando si tratta di sicurezza, si può sempre fare di più, ma per farlo bisogna anche mettere mano al portafoglio. Spendere un sacco di soldi per attrezzature di cui, di norma, non si ha affatto bisogno.
Se si mantiene il senso della misura, è comprensibile. Quali siano questi limiti dipende dal singolo caso. Per le uscite in barca a vela di un giorno nelle acque vicine a casa non è necessario avere a bordo una zattera di salvataggio, ma anche in questo caso, in condizioni adeguate, il giubbotto da regata leggero non può sostituire un modello ad attivazione automatica dotato di collare anti-svenimento.
Naturalmente in Germania esistono disposizioni di legge che stabiliscono quali articoli debbano obbligatoriamente trovarsi a bordo per motivi di sicurezza. Nel settore marittimo, tali disposizioni derivano, ad esempio, dalle Regole di prevenzione delle collisioni e il Regolamento sulla navigazione marittima. Ad esempio, perché è prescritta una determinata illuminazione quando fa buio o in caso di scarsa visibilità. Oppure perché, in determinate circostanze, è obbligatorio essere in grado di segnalare e dare segnali.
Non esiste invece un elenco, sancito dalla legge, delle attrezzature di sicurezza quali giubbotti di salvataggio o estintori – che, secondo il legislatore, devono naturalmente essere presenti anche sulle imbarcazioni da diporto ad uso privato, al fine di garantire la diligenza richiesta nella navigazione.
Personalmente lo trovo giusto e opportuno, perché: nei paesi in cui la legge prevede tali elenchi, a bordo si trovano spesso dispositivi di sicurezza che hanno un unico scopo: soddisfare l’obbligo. Di conseguenza, i giubbotti di salvataggio e simili spesso soddisfano solo gli standard minimi e, nel peggiore dei casi, danno addirittura una falsa sensazione di sicurezza.
Preferisco che i responsabili siano costretti ad affrontare la questione in modo autonomo e a trovare una soluzione adeguata al proprio ambito di applicazione – zona di navigazione, equipaggio, uso abituale dell’imbarcazione – per quanto riguarda le attrezzature e le loro caratteristiche.
Di punti di riferimento, da queste parti, non mancano certo. L'opuscolo "Sicurezza in acqua" "etwa" è pubblicato dal 1978 dal Ministero federale dei trasporti, ormai in collaborazione con il Ufficio federale per la navigazione marittima e l'idrografia (BSH) e il Amministrazione delle vie navigabili e della navigazione (WSV). La rivista è gratuita, sia in formato digitale che cartaceo: è possibile ordinarla e farsela spedire. La lettura è vivamente consigliata: oltre alla sicurezza in tutte le sue sfaccettature (imbarcazione, attrezzatura, preparazione, comportamento ecc.), vengono trattati molti altri argomenti relativi ai principi di diligenza nautica.
Per quanto riguarda la sicurezza, nel capitolo 3 gli autori raccomandano un equipaggiamento adeguato alla zona di navigazione e alla durata del viaggio. Per la navigazione in mare viene fornito un elenco esplicito dell’equipaggiamento minimo raccomandato. Chi segue questi consigli rispetta i criteri di diligenza nautica previsti dal Ministero, dal BSH e dalla WSV, il che può rivelarsi di grande aiuto non solo in caso di emergenza, ma anche in caso di sinistri assicurativi o addirittura in sede giudiziaria.
La legge fornisce un quadro di riferimento grazie agli obblighi di equipaggiamento chiaramente definiti per le imbarcazioni da diporto ad uso commerciale. Queste sono soggette al regolamento sulla sicurezza delle navi e al regolamento sulle imbarcazioni da diporto. Tali norme recepiscono la Convenzione SOLAS (Convenzione internazionale per la salvaguardia della vita umana in mare) nel diritto tedesco. In Allegato 1 al § 5 del regolamento sulle imbarcazioni da diporto è presente un catalogo di attrezzature per le “imbarcazioni da diporto di grandi dimensioni” ad uso commerciale – ovvero «imbarcazioni da diporto con cabina e possibilità di pernottamento, adatte e destinate a navigare al di là della linea di base (mare costiero, acque costiere, alto mare), in particolare yacht a vela e a motore». Chiunque si attenga a questo catalogo delle dotazioni, in caso di emergenza non potrà essere biasimato, almeno dalle autorità ufficiali.
Il caso di Kiel dimostra però che l’attrezzatura migliore non solo non garantisce la sicurezza, ma può addirittura diventare un rischio per l’incolumità fisica e la vita se non se ne cura per anni. Questo dovrebbe quindi far parte della routine. Molte operazioni si possono eseguire da soli: spesso basta un controllo visivo o una verifica del funzionamento effettuata personalmente. Anche noi lo facciamo regolarmente Sono state pubblicate delle istruzioni al riguardo. Infine, per quanto riguarda gli intervalli di manutenzione dei mezzi di soccorso, il Associazione professionale dei mezzi di soccorso in mare e.V. sul proprio sito web.
Personalmente, ho colto l’occasione della notizia dell’esplosione della zattera di salvataggio per andare contro la mia voce interiore e ricontrollare tutto ciò che si trova a bordo prima della crociera estiva. E in questo contesto sono stato felice di avere a disposizione questa guida.
Lasse Johannsen
vicedirettore responsabile di YACHT
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