Tatjana Pokorny
· 03.10.2026
La SailGP, la lega mondiale, e il suo presidente Russell Coutts lo definiscono un “campanello d’allarme”, ciò che era stato innescato dall'eliminazione del timoniere americano poco prima dell'undicesima prova della sesta stagione. Taylor Canfield si era infortunato in un incidente stradale e non ha potuto partecipare. Il tentativo di nominare Harry Melges come timoniere sostituto era fallito per due motivi: da un lato, perché anche Melges si era infortunato; dall’altro, perché Melges non possedeva la licenza necessaria.
Alla fine, Martine Grael ha preso il comando il foiler americano F50 sul Lago di Ginevra, poiché la brasiliana e il suo team Mubadala Brazil si erano separati poco prima e la due volte campionessa olimpica nella classe 49erFX era libera. «L’infortunio di Taylor Canfield è stato un chiaro segnale d’allarme per i team, che devono preparare meglio le loro riserve», ha ammonito ora il direttore di SailGP Russell Coutts.
Coutts ha poi aggiunto: «Fortunatamente anche i brasiliani avevano appena apportato alcune modifiche alla formazione e Martine era disponibile come riserva, sebbene avesse avuto solo pochi giorni per integrarsi nella squadra e familiarizzare con il loro sistema di navigazione, il che era tutt’altro che ideale». Nel suo articolo sull’argomento, la Lega ha citato ulteriori esempi di lacune simili nelle squadre.
Nella quarta stagione, infatti, la squadra canadese non ha potuto partecipare alla seconda giornata di gare ad Auckland, dopo che il timoniere Billy Gooderham si era infortunato durante la prima giornata di gare. Proprio questa settimana, il timoniere svizzero Sebastien Schneiter (Explora Swiss Journeys) ha annunciato sui social media di essersi fratturato un piede, aggiungendo però che «tra qualche settimana sarà di nuovo in forma al 100%».
A vantaggio degli svizzeri c’è il fatto che, prima della volata finale di stagione del 21 e 22 novembre a Dubai e della grande finale del 28 e 29 novembre ad Abu Dhabi, la lega si sta concedendo una pausa più lunga, che potrebbe essere sufficiente per la guarigione del piede di Schneiter.
Nel suo intervento sulla situazione dei piloti di riserva, la Lega sottolinea inoltre che quattro squadre si trovano a dover fare a meno di piloti di riserva in possesso almeno di una licenza provvisoria. Oltre alla squadra svizzera, vengono citate la squadra statunitense, il Team D.S. Automobiles France e anche il Team Germany by Deutsche Bank.
Mentre tutte le altre squadre dispongono almeno di un timoniere di riserva con licenza provvisoria, la squadra canadese NorthStar è l’unica ad avere due membri dell’equipaggio con licenza completa. Oltre al due volte campione olimpico Giles Scott, sugli “Ahörner” può prendere il timone in qualsiasi momento anche il regolatore delle ali Paul Campbell-James.
«Alcune squadre hanno lavorato in particolare sui propri piani di emergenza per timonieri, regolatori d’ala e controllori di volo: si tratta di un aspetto fondamentale per tutte le squadre per il resto di questa stagione e per quella successiva, affinché siano pronte a gareggiare nel caso in cui uno dei loro atleti chiave si ammali o si infortuni», ha affermato Coutts, aggiungendo poi:
Secondo Coutts, questa evoluzione rappresenta «l’inizio di una nuova era», caratterizzata da proprietari privati e da un approccio più professionale nella gestione delle squadre. «Poiché la maggior parte delle squadre dispone ormai di sponsor importanti e investitori professionali, ci si aspetta che siano pronte a gareggiare e che, grazie alla composizione dei propri organici, siano preparate ad affrontare ogni eventualità.»
Secondo Coutts, nemmeno i due migliori team della stagione di SailGP – gli australiani Bonds Flying Roos e gli spagnoli Los Gallos – sono immuni da questo rischio. «Entrambe sono estremamente forti con la loro formazione titolare, ma non sono sicuro di quanta profondità abbiano queste squadre al momento», ha osservato Coutts, ponendo la questione come una domanda provocatoria. E ha subito fornito lui stesso la risposta: «Se uno dei loro giocatori chiave dovesse infortunarsi o ammalarsi, ciò avrebbe probabilmente ripercussioni drammatiche sulle loro prestazioni».
La sua osservazione non sorprende però, se si pensa a velisti d’eccezione come Tom Slingsby (Bonds Flying Roos) o Diego Botin (Los Gallos). Sono loro le stelle e i punti di riferimento nell’attuale panorama della SailGP e difficilmente potrebbero essere sostituiti ad hoc con atleti di pari livello. Tuttavia, secondo Coutts, episodi come l’infortunio di Canfield avrebbero riportato ancora una volta al centro dell’attenzione la promozione e l’allenamento di nuovi atleti, nonché l’intera gestione delle squadre.
Il che, a sua volta, “accelererà le opportunità per i giovani atleti emergenti”. Ne sono convinti sia la lega che il suo presidente. “È incredibilmente entusiasmante per lo sport”, ha affermato Coutts. Il neozelandese ha inoltre sottolineato come problematica la struttura demografica sempre più anziana degli atleti di punta in questa disciplina.
A questo proposito, Russell Coutts ha affermato con una chiarezza quasi brutale: «C’è tutta una serie di giovani atleti di grande talento, in grado di competere ai massimi livelli. Non dovremmo vedere atleti di punta sulla quarantina o sulla cinquantina che scendono in acqua su queste imbarcazioni. Una cosa del genere non si vedrebbe mai in Formula 1 o nella maggior parte degli altri sport professionistici.»
Coutts ha inoltre fatto riferimento agli ambiziosi piani di crescita della lega, che potrebbero prevedere un calendario con oltre 20 eventi in una sola stagione. Il suo prossimo monito: «È possibile che gli stessi atleti non riescano a dare il meglio di sé in tutte queste competizioni. Potrebbero dover fare una pausa in determinate fasi della stagione per mantenersi in forma in vista delle gare più importanti verso la fine della stagione.»
Questo cambiamento nella mentalità delle squadre fa parte di una “trasformazione” più ampia, che “in questo sport non si era mai osservata prima su questa scala”, ha osservato Coutts. E ancora: «Gli investitori professionisti e i proprietari delle squadre chiederanno ai propri dirigenti di adottare un approccio più professionale nel reclutamento e nell’allenamento degli atleti. Prevedo che in futuro le squadre dedicheranno molto più impegno alla ricerca di talenti, all’ingaggio e alla formazione della prossima generazione di atleti di punta».
È solo alla fine dell’articolo che lo stesso Coutts affronta il problema che ha contribuito a causare l’attuale carenza di giovani talenti: la mancanza di opportunità di allenamento, che anche la Nazionale tedesca aveva spesso e chiaramente segnalato alla Lega. Come possono le squadre meno esperte, prive di sufficienti opportunità di allenamento, raggiungere il livello delle squadre di campionato attive da più tempo, se non sfruttano ogni occasione di allenamento con la loro prima squadra? Nelle poche occasioni disponibili, non c’era quasi spazio per la formazione dei talenti.
Se la squadra principale ha un disperato bisogno di ciascuna delle rare giornate di allenamento per la propria crescita, è praticamente impossibile inserire in campo anche nuovi talenti e riserve. Anche Coutts e la lega giungono a questa conclusione: «Fondamentale per tutto ciò è l’apertura della prima base di allenamento a lungo termine della SailGP presso l’“American Magic Performance and Innovation Center” di Pensacola».
"Per noi è un momento speciale poter disporre per la prima volta di tempo per allenarci." Erik Kosegarten-Heil
Il centro arriva in ritardo, ma ora finalmente si parte. È destinato a diventare “un fattore importante” nella formazione dei nuovi atleti. Entrerà in funzione questo mese e, secondo il modello «Pay to train», offrirà per la prima volta alle squadre la possibilità di effettuare test e allenamenti in autonomia e in modo mirato anche al di fuori dei weekend di gara e dei tempi di allenamento preliminari, che sono piuttosto limitati. Il Germany SailGP Team coglierà questa opportunità per la prima volta già nel mese di ottobre.
Russell Coutts ne è convinto: «In questo modo si potranno formare nuovi atleti». E non solo: come ben sa lui stesso – campione olimpico, vincitore dell’Admiral’s Cup, virtuoso del match race e cinque volte vincitore dell’America’s Cup, che durante la sua carriera agonistica era estremamente orientato al risultato – e come spera per il campionato: gli atleti emergenti possono «a loro volta esercitare pressione sugli atleti già affermati che finora non hanno dato prova di risultati, spingendoli a dare il meglio di sé».

Giornalista sportivo