Fabian Boerger
· 05.10.2026
Quando 253 yacht di epoche diverse salpano all’unisono, il Golfo di Saint-Tropez si trasforma in un palcoscenico galleggiante dedicato alla storia della vela. Quest’anno l’impressionante varietà dei partecipanti spaziava dai maestosi yacht di Classe J ai classici storici, fino alle moderne imbarcazioni da regata ad alte prestazioni. A ciò si è aggiunto il fatto che l’elegante Saint-Tropez si è presentato al meglio al termine della settimana di regate. Il sole e un vento da est costante hanno garantito condizioni ideali. Una cornice perfetta per un evento che ha entusiasmato sia i velisti che i visitatori.
Ancora una volta ha impressionato il numero straordinario di yacht d’eccezione. Tra i pezzi forti figuravano il nuovo “Northstar III” progettato da Judel/Vrolijk per Peter Duben, il Wallycento “V” (ex “Tango”), tre repliche della Classe J, la goletta a tre alberi «Atlantic» lunga 65 metri e la «Tuiga», costruita nel 1909, ammiraglia dello Yacht Club de Monaco. Secondo gli organizzatori, l’evento ha attirato ogni giorno circa 75.000 visitatori nel porto e lungo le passeggiate sul lungomare.
Anche numerose personalità di spicco della vela internazionale si sono unite agli equipaggi. Tra questi c’erano Paul Cayard, Jochen Schümann e Boris Herrmann. Lo skipper della Malizia ha navigato insieme a Pierre Casiraghi, membro della famiglia principesca monegasca, a bordo della leggendaria “Tuiga”. Con il supporto della star australiana dell’America’s Cup Jimmy Spithill, il team ha avuto la meglio sulla concorrenza nella propria classe, che comprendeva, tra gli altri, la “Mariella” e la “Hallowe’en”.
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Con 80 imbarcazioni, la flotta tradizionale ha rappresentato ancora una volta uno dei momenti salienti della manifestazione. Suddivise in dieci gruppi, queste imbarcazioni storiche hanno disputato quattro regate, trasformando il Golfo di Saint-Tropez in un museo vivente della storia della vela. Non c’è modo migliore per descrivere questo carattere speciale che con una citazione attribuita a Éric Tabarly:
«Les Voiles de Saint-Tropez è come una passeggiata tra le pagine di un libro sulla storia marittima.»
La star francese della vela era considerata un appassionato sostenitore della regata originaria “La Nioulargue”, da cui nel 1999 è nata l’attuale “Les Voiles de Saint-Tropez”.
Particolare attenzione è stata inoltre riservata ai tre yacht della Classe J. I loro arrivi e partenze al “Quai Suffren” erano regolarmente accompagnati da folle di curiosi. Non appena questi imponenti yacht mollavano gli ormeggi, i visitatori alzavano i loro smartphone per immortalare le spettacolari manovre.
In acqua, “Svea”, “Rainbow” e “Hanuman” hanno dato vita a gare di altissimo livello nel corso di sei regate. Alla fine ha avuto la meglio la svedese «Svea» del cofondatore di Skype Niklas Zennström. Nemmeno un DNF temporaneo, dovuto alla rottura del moschettone della scotta del genoa, è riuscito a impedirle di aggiudicarsi la vittoria finale.
Gli organizzatori hanno già in serbo progetti ambiziosi per il futuro. Il presidente della Société Nautique de Saint-Tropez (SNST), Pierre Roinson, ha dichiarato:
«Per il 2027 speriamo di vedere ancora più imbarcazioni della Classe J. Inoltre, mi piacerebbe organizzare un duello tra lo “Shamrock” e l’“Endeavour”, gli unici due yacht della Classe J degli anni ’30 ancora esistenti.»
Anche dal punto di vista sportivo ci sono state notizie positive per la Germania. Nella moderna flotta composta da 123 imbarcazioni, il dott. Harald Bruning ha vinto il gruppo IR3 con il suo Farr 30 «Topas». Dopo cinque regate, ha relegato al secondo posto l’imbarcazione statunitense «Pride» di William Graves.
Lo Swan 44 di Sparkman & Stephens occupa un posto speciale nella storia della manifestazione. Nel settembre 1981, la “Pride” disputò la sua prima regata a coppie contro lo yacht 12-mR “Ikra”. Da questo duello nacque la regata «La Nioulargue», dalla quale nel 1999 ebbe origine l’odierna «Les Voiles de Saint-Tropez».
Graves ha dimostrato la sua classe anche in altre occasioni. Nel Rolex Swan Cup 2026 a Porto Cervo Recentemente ha vinto la Legacy Division. Il presidente della SNST ha inoltre lasciato intendere che una nuova edizione dello storico duello tra “Pride” e “Ikra” figura nella lista dei desideri degli organizzatori. Tuttavia, non sono ancora stati resi noti piani concreti.
Nel gruppo IR4 si è distinto anche Arnt Bruhns del Norddeutscher Regatta Verein. Con il suo Swan 391 “Iskareen”, progettato da Ron Holland, si è classificato al secondo posto assoluto. L’esperto velista d’altura, che nel 2019 ha partecipato alla Transat Jacques Vabre insieme al fratello Sönke, ha coronato la sua serie con una vittoria nella quinta e ultima regata.
I risultati sono suddivisi in diverse classifiche: oltre alla classifica generale dei maxi-yacht, sono state stilate, tra le altre, le classifiche separate della Classe J, degli yacht tradizionali e delle moderne classi IRC. La tabella riporta i principali vincitori e le rispettive categorie.
| Flotta | Classifica | Vincitore |
| Maxi-yacht | Vincitore assoluto di tutte le classi Maxi | Blue Oyster (Andrew Fitzamurice / Luca Scoppa) |
| Maxi-yacht | Migliore della Classe J | Svea (Niklas Zennström) |
| Maxi-yacht | IMA Maxi Mediterranean Inshore Challenge Cup | V (Karel Komarek) |
| Yacht tradizionali | Big Boat | Elena di Londra |
| Yacht tradizionali | Yacht Grand Tradition | Tuiga |
| Yacht tradizionali | 12mR | Kiwi Magic |
| Yacht moderni | IRC 0 | Spirit Of Lorina |
| Yacht moderni | IRC 1 | Lisa R |
| Yacht moderni | IRC 2 | J Wow |
| Yacht moderni | IRC 3 | Topazio |
| Yacht moderni | IRC 4 | Overdose Neo |
Ulteriori informazioni A questo proposito troverete qui.
Anche il bilancio tracciato dagli organizzatori è stato decisamente positivo. Secondo quanto riferito, i riscontri ricevuti dagli equipaggi sono stati eccellenti e, grazie alle ottime condizioni meteorologiche, è stato possibile disputare tutte le regate in programma.
Secondo il direttore di regata Georges Korhel, per la prossima edizione l’attenzione si concentrerà soprattutto su due temi: da un lato, gli yacht IRC-0 particolarmente veloci, che quest’anno sono stati caratterizzati soprattutto dai TP52, potrebbero in futuro affrontare percorsi più lunghi. In secondo luogo, gli arrivi delle regate costiere Maxi dovrebbero essere spostati, per quanto possibile, nel Golfo di Saint-Tropez. Nel 2026 questi si sono conclusi ancora al largo di Pampelonne e non erano visibili agli spettatori nel porto.
Allo stesso tempo, secondo quanto da lui stesso dichiarato, Korhel sta preparando il passaggio graduale di consegne alla sua successora, Corinne Aubert. «Ricoprirà il ruolo di Principal Race Officer ai Giochi Olimpici di Los Angeles e vanta una grande esperienza», ha spiegato il direttore di regata di lunga data.
Lo sguardo è quindi già rivolto al 2027. Se si riuscisse davvero a far scontrare in un duello diretto le storiche rivali “Shamrock” ed “Endeavour”, si scriverebbe un altro capitolo della straordinaria storia de “Les Voiles de Saint-Tropez”.

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