OpinioneAzioni per il clima a vela – ipocrite o indispensabili?

YACHT

 · 25.07.2026

Opinione: Azioni per il clima a vela – ipocrite o indispensabili?
Settimana dello YACHT – Il resoconto

Cari lettori e lettrici,

Oggigiorno le iniziative a favore del clima condotte su barche a vela vengono troppo spesso liquidate come attivismo o greenwashing. Negli ultimi anni si sono svolte diverse traversate in barca a vela a nome della tutela ambientale. Che si tratti della traversata dell’Atlantico di Greta Thunberg a bordo della «Malizia II» o del tour di protesta della Deutsche Umwelthilfe con Luisa Neubauer a bordo della «Malizia Explorer» nel giugno 2026, gli yacht vengono sempre più spesso utilizzati come palcoscenici politici. Le immagini delle proteste davanti alla piattaforma petrolifera «Mittelplate» o nel Wattenmeer garantiscono la massima visibilità alle tematiche ambientali, ma spesso incontrano resistenze presso gli attracchi.

Greenwashing sotto le spoglie della tutela del clima

Soprattutto nelle sezioni dei commenti sui social media si leggono regolarmente critiche: «Personalmente, per quanto ci provi, non riesco proprio a trovare alcun nesso tra la tutela del clima e le regate d’altura di alto livello». In un altro commento si legge: «È un peccato che la copertura mediatica si lasci trascinare nella propaganda politica. Il valore aggiunto in termini di contenuti rilevanti per la vela è assolutamente nullo». Per molti osservatori questi progetti appaiono evidentemente ipocriti. Da un lato, personaggi famosi navigano sotto bandiera verde, mentre sullo sfondo è in funzione un imponente apparato logistico, compresi i voli di andata e ritorno dell’intero equipaggio. Se si guarda al bilancio climatico puro di queste traversate, il risultato finale è negativo. Tutti i partecipanti guadagnano visibilità sotto la copertura della tutela del clima e della vela, mentre, secondo i critici, la causa non viene sostanzialmente aiutata.

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Molto più che semplici relazioni pubbliche

Le argomentazioni della controparte sono chiare. Chi si limita a considerare solo questa dimensione, a mio avviso, ha una visione troppo ristretta. Proprio i viaggi della «Malizia Explorer» non sono affatto semplici trovate pubblicitarie. L’imbarcazione funge essenzialmente da laboratorio galleggiante e, in quanto piccola piattaforma di spedizione, raggiunge regioni difficilmente accessibili alle grandi navi da ricerca tradizionali.

I dati provenienti da queste aree marine remote sono estremamente rari. Anche se la mole di dati raccolti può risultare esigua rispetto a quella dei grandi istituti, le conoscenze acquisite possono rivelarsi molto preziose per la ricerca climatica e marina. Ciò è stato confermato, tra gli altri, anche dal dott. Michael Naumann dell’Istituto Leibniz per la ricerca sul Mar Baltico di Warnemünde. Nell’ambito di un progetto, i ricercatori collaborano con pescatori e velisti per raccogliere dati dalle regioni più basse del Mar Baltico, difficilmente raggiungibili con le navi da ricerca.

Quando Luisa Neubauer sfrutta l’occasione di una crociera in barca a vela, svolge un’opera di sensibilizzazione classica a bordo e diffonde storie basate sui fatti riguardo allo stato ambientale dell’Antartide o alla vita in mare. In questo modo è possibile raggiungere un pubblico che, senza tali iniziative, rimarrebbe inaccessibile. L’effetto potenzialmente positivo sulla comprensione del cambiamento climatico da parte delle persone giustifica quindi l’impronta ecologica. Sebbene, come constatato, in queste spedizioni tale impronta risulti negativa, l’obiettivo generale ha un peso maggiore.

Anche la vela ne trae vantaggio

Anche al di là della politica e della scienza, queste crociere comportano notevoli prestazioni veliche. È molto impegnativo navigare per oltre un mese in tali acque. Il fascino di attraversare un paesaggio così ostile in modo climaticamente neutrale si riflette, infine, anche nei resoconti sulle spedizioni veliche.

Anche la vela può quindi trarre vantaggio da questa visibilità. Rappresenta un’alternativa sostenibile per gli spostamenti o i viaggi sull’acqua, soprattutto se si tiene conto della longevità delle barche a vela. Ciò offre l’opportunità di far conoscere questo modo di viaggiare anche a persone che altrimenti non avrebbero alcun contatto con la vela.

Se quindi si riesce a sensibilizzare l’opinione pubblica e la politica attraverso iniziative veliche sul tema della tutela ambientale, si ottiene un grande impatto con un’azione relativamente modesta. Che ciò possa funzionare lo ha dimostrato di recente il movimento Fridays for Future, nato dallo sciopero scolastico di Greta Thunberg. Un piccolo sasso può innescare rapidamente una grande valanga. Chi, d’istinto, si limita ad accusare questi eventi di ipocrisia, ragiona in modo troppo superficiale e, a mio avviso, semplicemente non ha compreso l’obiettivo generale di queste navigazioni.

David Ingelfinger

Tirocinante presso YACHT

Klimaaktionen unter Segeln sind ...
unverzichtbar und haben zudem eine starke Signalwirkung.
grundsätzlich sinnvoll, aber oft zu inszeniert.
eher Symbolpolitik.
reine PR.

Umfrage beendet


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