LA 28 alla provaBellezza del legno con acceleratore integrato

Lars Bolle

 · 22.09.2026

L'incrociatore leggero LA 28 con il gennaker da 65 metri quadrati sul lago Müritz.
Foto: YACHT/S. Hucho
Il mogano modellato si combina con un sartiame in carbonio, vele a membrana e un gennaker da 65 metri quadrati: il LA 28 è, sia dal punto di vista estetico che costruttivo, uno straordinario daysailer. Il test di YACHT illustra come è nato questo insolito progetto, quanto spazio offre e quali prestazioni raggiunge questo leggero piccolo incrociatore a vela.

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​Nell’autunno del 2015, il modello LA 28 aveva fatto scalpore sul mercato nautico tedesco, attirando tutti gli sguardi. La forma e i materiali hanno garantito a questa novità, presentata alla fiera Hanseboot, un flusso quasi ininterrotto di potenziali acquirenti. Non solo è ormai raro vedere imbarcazioni nuove in legno, ma anche il design particolare, con il ponte laterale fortemente arrotondato, l’attrezzatura in fibra di carbonio e le vele a membrana, rappresenta un mix di classicismo e modernità al quale difficilmente un velista può resistere.

L’ideatore della LA 28 è Lothar Fichtner di Waren an der Müritz. L'imprenditore nel settore dell'impiantistica industriale, ex velista da crociera e occasionale regatante, desiderava una barca da diporto con cui poter navigare nel Mediterraneo al largo di Maiorca, dove trascorre la stagione invernale. Doveva essere adatta alla navigazione in solitaria e disporre di zavorra sufficiente.


Valori misurati dall'LA 28

Velocità del vento: 6–10 kn (2–3 Bft.); altezza delle onde: 0,2 m; * Con gennaker,



A tal fine aveva già fatto restaurare uno Shark 24, un progetto da cui è nato un piccolo cantiere navale a Waren, in collaborazione con il maestro d’ascia Andreas Zehle, che in precedenza lavorava come falegname e verniciatore presso il cantiere navale Christen, noto per le sue veloci derive da regata degli anni ’20. Ma aveva perso il lavoro e ora, con Fichtner, aveva trovato un nuovo datore di lavoro. L’unione dei due si riflette anche nel nome dell’azienda: LA-Yacht sta per Lothar e Andi.

Inizialmente Fichtner aveva un piano completamente diverso per realizzare la sua barca destinata a Maiorca: acquistò lo scafo di un moderno jolla da crociera classe 20. Questo è stato allungato e ha fatto da stampo per una barca della classe 20, con la quale Fichtner intende navigare sul lago Müritz: si tratta della prima vera nuova costruzione del cantiere. «All’inizio l’obiettivo era solo quello di mantenere le persone al lavoro», spiega Fichtner, che in seguito ha assunto anche due operai specializzati, «non si possono certo lasciar andare artisti del genere nella lavorazione del legno». Lo stampo della 20er avrebbe poi dovuto essere ulteriormente modificato e dotato di bordi più alti, e la barca progettata avrebbe dovuto ricevere una chiglia simile a quella del Far East 26, che Fichtner aveva ordinato in Cina.

Tuttavia, poiché nutriva dei dubbi sul fatto che tutto potesse combaciare perfettamente, si rivolse a Martin Menzner della Berckemeyer Yacht Design di Laboe, un esperto riconosciuto nel settore. A quanto pare non è stata una cattiva decisione: Menzner, infatti, dovette frenare l’entusiasmo di Fichtner, spiegando che la 20er non aveva volume sufficiente per una chiglia del genere.

Ma dato che l’imponente appendice con albero in carbonio e zavorra in piombo era ormai pronta, Fichtner incaricò Menzner di progettare proprio un’imbarcazione in grado di sostenere quella chiglia. Inoltre, doveva essere un vero e proprio richiamo visivo, poiché il giovane cantiere aveva bisogno di attirare l’attenzione. Per il suo progetto, Menzner si è ispirato alle forme dei moderni multiscafi, con le loro prua a wavepiercer e i ponti arrotondati che riducono la resistenza al vento. «Sono convinto che questi elementi stilistici entreranno sempre più a far parte della normale costruzione di yacht», afferma Menzner.

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Gli angoli arrotondati creano spazio sottocoperta

La caratteristica più evidente, la transizione arrotondata dallo scafo al ponte, è un vero piacere per gli occhi e per il tatto. Quasi nessun visitatore della fiera ha potuto resistere alla tentazione di accarezzare con la mano quella curvatura ben modellata. L’obiettivo di attirare l’attenzione è stato quindi raggiunto.

La curvatura nasconde però molti altri aspetti interessanti, che si rivelano solo una volta entrati nell’abitacolo. L’altezza del bordo libero può essere nascosta molto bene grazie alla curvatura. Il ponte può così trovarsi più in alto: il risultato è una sovrastruttura piatta e molto discreta, pur garantendo, per una barca da diporto di queste dimensioni, un’enorme altezza interna. Lo stesso risultato si sarebbe potuto ottenere con una transizione inclinata tra scafo e ponte, simile a quella della Bente, 24 anni, «ma volevamo dimostrare di cosa sono capaci i costruttori di barche e realizzare inoltre una bella imbarcazione, ecco perché abbiamo optato per l’incollaggio sagomato», spiega Menzner.

In questo processo vengono incollati uno sopra l’altro diversi strati di impiallacciatura di mogano, cosa impossibile con pieghe brusche. L’impiallacciatura si romperebbe: un motivo in più, quindi, per le forme arrotondate. Allo stesso tempo, questo elemento stilistico ha reso necessario un metodo di produzione non convenzionale. Non si costruiscono prima lo scafo e il ponte per poi unirli, ma si incollano al centro i lati sinistro e destro già completi.

Pochissimo comfort, ma quattro posti letto a tutti gli effetti

Grazie al ponte relativamente rialzato, è possibile sedersi comodamente sulle cuccette per cani nel salone, anche sotto il ponte laterale, dove l’altezza libera è di 73 centimetri. Ciò è tanto più importante in quanto la LA 28 non offre altrimenti quasi nessun comfort; si tratta infatti di una barca da diurna, sebbene dotata di quattro posti letto a tutti gli effetti e di un mini-salone. L’altezza libera in piedi in quest’area è tuttavia di appena 1,35 metri, ma non se ne vorrebbe di più.

Sul tavolo da disegno c’è anche una variante con la sovrastruttura prolungata di circa 50 centimetri verso poppa. In questo modo è possibile ricavare un piccolo bagno. Già nella versione base, il fornello trova posto sui ripiani accanto al pozzetto della chiglia.

Questo vano, piuttosto atipico per una barca a chiglia, è necessario per poter ritrarre la chiglia durante il trasporto su rimorchio. La testa della pinna della chiglia si inserisce in questo alloggiamento come un piede in una scarpa. Quando l’imbarcazione viene posizionata sul rimorchio con una gru, dopo aver allentato i bulloni di fissaggio, la pinna scivola verso l’alto attraverso l’alloggiamento. In una variante successiva dovrebbe funzionare in modo simile una chiglia sollevabile, in cui è possibile ridurre il pescaggio da 1,75 a 1,1 metri tramite un paranco. Tuttavia, in entrambe le versioni non è possibile ritrarla completamente a causa della mancanza di altezza all’interno dell’imbarcazione.

Agile nonostante la chiglia e la disposizione del ponte adatta alla navigazione in solitaria

La chiglia, del peso di 600 chilogrammi, costituisce quasi la metà del peso dell’imbarcazione; di conseguenza, questo piccolo incrociatore è in grado di sostenere una superficie velica altrettanto ampia. Ciononostante, è talmente rigido che anche i velisti meno esperti dovrebbero riuscire a manovrarlo senza difficoltà. A causa dell’obiettivo prefissato Facilità d'uso con una sola mano Il fiocco è autovirante, il timoniere deve solo manovrare la randa. In questo modo, la LA 28 naviga di bolina stretta, raggiungendo angoli di virata inferiori a 45 gradi.

Il vero acceleratore, e al contempo fonte di divertimento, è però il gennaker da 65 metri quadrati. Poiché l’imbarcazione, con un peso complessivo di poco superiore a una tonnellata, è molto leggera in rapporto alla sua lunghezza, reagisce immediatamente alle raffiche di vento e trasforma la spinta in velocità. Con l’aumentare del vento, la scotta del gennaker può essere fissata a uno dei verricelli sulla sovrastruttura, operazione necessaria poiché il gennaker sviluppa allora una notevole tensione. Nonostante un vento leggero di due o tre forze, l’indicatore di velocità ha spesso raggiunto valori a due cifre.

Grandi prestazioni, prezzo elevato

L'attrezzatura in carbonio, la chiglia e il timone in carbonio, la zavorra in piombo e gli accessori di altissima qualità firmati Harken hanno inciso sul prezzo. Lo stesso vale per la complessa lavorazione artigianale e i materiali costosi come il mogano e la resina epossidica. In cambio, però, si ottiene un daysailer finora unico nel suo genere, con il fascino di un'imbarcazione in legno, che non mancherà di attirare l'attenzione in qualsiasi zona di navigazione.


Recensione di YACHT sul LA 28

​Un daysailer che fa parlare di sé per il suo design e per la sua struttura in legno. Questo piccolo incrociatore sportivo, realizzato con finiture di alta qualità, è facilmente manovrabile anche dai principianti grazie alla notevole quantità di zavorra e alla facilità di conduzione.

Progettazione e ideazione

Design originale

Leggero grazie all'incollaggio a stampo

Pericolo di scivolamento nella curva del ponte

Prestazioni di navigazione e assetto

Ottime prestazioni di navigazione

Utilizzabile con una sola mano

Disposizione ben studiata delle ferramenta

Abitazioni e qualità delle finiture

Costruzione navale di prim’ordine

Quattro cuccette a tutti gli effetti

Salone angusto a causa della chiglia a cassone

Attrezzatura e tecnologia

Ferramenta di alta qualità

Minimalismo su misura per le barche da diporto


La LA 28 in dettaglio

La sagoma dello scafo ricorda chiaramente quella di un catamarano, mentre la struttura della cabina passa quasi inosservata.Foto: YACHTLa sagoma dello scafo ricorda chiaramente quella di un catamarano, mentre la struttura della cabina passa quasi inosservata.

​Caratteristiche tecniche della LA 28

  • Progettista: Martin Menzner
  • Categoria di progettazione CE: C
  • Lunghezza della fusoliera: 8,50 m
  • Larghezza: 2,50 m
  • Pescaggio: 1,75 m
  • Peso: 1,3 t
  • Zavorra/percentuale di zavorra: 0,6 t/46 %
  • Randa: 22 m²
  • Foc'a auto-virante: 15 m²
  • Macchina: È possibile montare un motore diesel, un Saildrive elettrico o un motore elettrico ad anello

Struttura dello scafo e del ponte

Legno di mogano incollato sagomato, due semiscafi incollati al centro. Paratie e elementi interni in compensato.


Lothar Fichtner è deceduto a metà luglio 2026. Ingegnere meccanico nato nel 1953 a Wernigerode, è stato un imprenditore di successo e un appassionato velista. Dopo una carriera nel settore della produzione di rubinetteria, durante la quale ha scalato i ranghi passando dal reparto vendite fino a diventare amministratore delegato e socio, contribuendo allo sviluppo dell’azienda, dopo il ritiro dalla vita professionale si è dedicato sempre più alla vela. La passione per questo sport lo accompagnava però già fin da giovane. L’avventura velistica in famiglia è iniziata con una barca Piraten costruita da lui stesso; in seguito, Fichtner è stato attivo, tra l’altro, come velista da regata nella classe Shark 24, partecipando a campionati mondiali ed europei.

Nel corso dei decenni, il lago Müritz è diventato il fulcro della sua vita velistica. Dal 1978 ha trascorso lì molto tempo in acqua con la sua famiglia; in seguito si è dedicato anche alle regate con i suoi yacht Hanse. Infine, Fichtner ha unito la sua esperienza tecnica e imprenditoriale alla sua passione per la costruzione navale e ha fondato un proprio cantiere navale a Waren. Lì è stato realizzato, tra gli altri, il LA 28 «La Luna», con il quale ha partecipato ancora lo scorso anno alla Copa del Rey a Maiorca. Nel 2015 YACHT aveva testato uno dei modelli del cantiere di Fichtner. In occasione della sua scomparsa, rendiamo ora accessibile questa prova, finora non pubblicata online.


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Una daysailer in legno e carbonio, dalla costruzione complessa, è un’affascinante opera di arte navale o un lusso in cui costi e benefici non sono più proporzionati? Scrivete la vostra opinione nei commenti.

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Lars Bolle

Lars Bolle

Caporedattore Digitale

Lars Bolle è caporedattore Digital e uno dei cofondatori della presenza online di YACHT. Ha lavorato per molti anni come redattore nella sezione Test & Technology e ha coperto molti eventi velici. Il suo curriculum velico personale spazia dalla vela agonistica in dinghy (campione tedesco nel 1992 nel Finn Dinghy) alle crociere in dinghy storiche e moderne e ai viaggi charter.

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