YACHT
· 10.05.2025
Cari lettori,
La diffusione di specie invasive come la temuta cozza quagga rappresenta una grave minaccia per la biodiversità, la qualità dell'acqua e le infrastrutture, in particolare nelle nostre acque interne. Le cozze possono bloccare le condutture idriche, destabilizzare in modo permanente gli ecosistemi e spostare le specie autoctone. Il problema è ormai noto e le sue conseguenze non possono più essere ignorate nemmeno dagli ultimi scettici. Oggi una cosa è chiara: è urgente agire, subito!
In molte regioni, le autorità stanno valutando l'introduzione di misure per contenere la diffusione di questi minacciosi invasori. In Svizzera, molti cantoni hanno già risposto introducendo il cosiddetto Ship Reporting and Cleaning Requirement (SMRP), particolarmente rilevante per le imbarcazioni da diporto. La nuova ordinanza mira a garantire che le imbarcazioni trasportate tra diversi specchi d'acqua siano accuratamente pulite e ispezionate prima di entrare in acqua nella nuova destinazione, al fine di prevenire l'ulteriore diffusione di specie invasive. Queste misure sembrano sensate, poiché le cozze quagga si attaccano facilmente alle imbarcazioni, alle trasmissioni o alle eliche e possono quindi essere introdotte involontariamente in nuove acque. In particolare, le minuscole larve delle cozze vengono spesso trasportate perché sono appena visibili all'occhio.
Tuttavia, sorge anche la domanda: a cosa servono le norme di pulizia e controllo se i mitili hanno già colonizzato un corpo idrico in gran numero? In questi casi, le misure di pulizia sono di aiuto limitato, poiché la popolazione si è stabilita nel corpo idrico interessato. Il lago di Costanza, ad esempio, è particolarmente colpito dall'invasione di quagga. I regolamenti sono quindi un buon strumento di prevenzione, ma non una soluzione per le acque già contaminate.
I diportisti e le autorità competenti devono invece collaborare strettamente per trovare soluzioni sensate, coordinate a livello regionale e, soprattutto, promettenti per tutte le acque e le zone. Se non si riesce a combattere l'invasione di cozze in modo sostenibile, c'è la minaccia di norme e misure ancora più severe, forse addirittura la chiusura delle acque interne fortemente colpite, che equivarrebbe a un divieto de facto di tutte le forme di sport acquatici.
I marinai, i surfisti e i diportisti a motore devono quindi adattarsi alle nuove regole e misure e sostenerle attivamente, anche se comportano ulteriori restrizioni e disagi. Ma anche la ricerca e la scienza hanno un compito. Soprattutto sono necessarie nuove soluzioni per il controllo biologico delle cozze. È molto probabile che presto verranno presentati metodi e applicazioni in grado di ridurre o forse addirittura eradicare le popolazioni invasive.
La lotta alla cozza quagga è quindi un problema complesso che riguarda non solo le autorità, ma anche gli appassionati di sport acquatici in particolare. Le misure attualmente adottate, come la segnalazione obbligatoria e la pulizia delle imbarcazioni, sono un passo nella giusta direzione, ma sono necessari molti più sforzi e cooperazione per prevenire la diffusione a lungo termine. Gli skipper devono essere consapevoli di dare un contributo importante rispettando le misure di pulizia e prevenzione. La soluzione del problema richiede un approccio olistico. Siamo tutti chiamati in causa!
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