Ocean Race AtlanticQuesto video di Malizia mostra l'intera traversata dell'Atlantico

Lars Bolle

 · 16.09.2026

Ocean Race Atlantic: questo video di Malizia mostra l'intera traversata dell'AtlanticoFoto: Team Malizia
Le migliori riprese dei reporter a bordo sono visibili nel video.
Oltre 3.000 miglia nautiche, un foil danneggiato, fino a 110 miglia nautiche di ritardo e, alla fine, solo cinque minuti dal podio: il video-resoconto dell’Ocean Race Atlantic racconta la prima regata della nuova “Malizia 4” come un dramma in alto mare in dodici minuti. Chi desidera vivere la nuova IMOCA di Boris Herrmann non solo tramite il tracker, ma proprio nel vivo dell’azione, dovrebbe guardarlo.

Argomenti in questo articolo

Il video dell’Ocean Race Atlantic mostra ciò che le classifiche non riescono a trasmettere: il momento in cui un vantaggio si dissolve. Il lavoro sottocoperta, mentre l’acqua penetra nella barca. I minuti di apprensione dopo lo schianto notturno. E le immagini di una barca che, nonostante il foil di sinistra danneggiato, riprende velocità e riesce quasi a raggiungere la vetta.

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Dall’esordio a New York direttamente in vetta

Già dai primi minuti è chiaro quanto sia ardua l’impresa. Sei team IMOCA partono per la traversata dell’Atlantico verso Lorient. La “Malizia 4” è in acqua da appena due mesi e deve subito affermarsi contro una concorrenza ben affiatata. Insieme a Boris Herrmann navigano Justine Mettraux, Cole Brauer e il navigatore Julien Villion. L’equipaggio non solo vanta nomi di spicco, ma unisce anche esperienza in solitaria, routine in mare aperto e competenza nella pianificazione della rotta.

Le immagini della partenza al largo di New York e della navigazione verso la linea di partenza, situata molto al largo, creano un tranquillo contrasto con ciò che seguirà. La regata non inizia con la consueta confusione della linea di partenza, ma con un avvicinamento cauto attraverso un’area popolata da numerosi mammiferi marini. Solo dopo si parte davvero.

Ed ecco come si comincia: la “Malizia 4” vince la prima Il momento clou della gara e si conclude dopo il primo giorno. Il video cattura queste prime scene veloci, in cui Boris Herrmann è al timone e la nuova imbarcazione sfreccia sull’acqua. Sono proprio queste sequenze a rendere affascinante questa retrospettiva.

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Prima l’acqua nella barca, poi lo schianto sul foil

Le scene più intense del film sono proprio quelle in cui il piano non va più a buon fine. Durante una dura navigazione di bolina, un coperchio di ispezione del serbatoio di zavorra anteriore si stacca. L’acqua penetra nella zona di prua. L’equipaggio sostituisce senza esitare il coperchio perso con uno proveniente dalla cisterna di poppa, pompa fuori l’acqua e rende nuovamente utilizzabile la zavorra di prua.

Le immagini non mostrano una scena eroica di riparazione, bensì un momento concreto e raro a bordo. Dimostrano quanta improvvisazione sia ancora necessaria anche su una nuova IMOCA high-tech. La Vantaggio iniziale della “Malizia 4” viene relativizzato: questa semplice riparazione dimostra che in mare può succedere di tutto in qualsiasi momento.

La vera svolta avviene nella quarta notte. Secondo quanto riferito dal team, il foil di sinistra entra in collisione con un mammifero marino o un pesce di grandi dimensioni. L’equipaggio deve virare, verificare il danno e mettere in sicurezza il cilindro idraulico. È possibile proseguire la navigazione, ma il foil non è più pienamente utilizzabile.

Le conseguenze sono state devastanti: da una posizione di vantaggio si è passati a un ritardo di ben 110 miglia nautiche. Il La collisione e il danno al foil sono stati documentati già da tempo. Il film, però, rende tangibili gli eventi: l’incertezza subito dopo l’impatto e la concentrazione di un equipaggio che, sotto pressione, deve trovare una soluzione provvisoria.

Perché vale la pena guardare questo video non solo per il risultato finale

La regata è stata serrata, tatticamente e tecnicamente complessa. Il video mostra numerose riprese girate direttamente a bordo: cambi di guardia sotto la pioggia, lavoro in indumenti protettivi, velisti con il casco nell’impetuoso Atlantico settentrionale e brevi momenti in cui persino l’igiene personale diventa una piccola pausa in una situazione di emergenza.

Tra una scena e l’altra si susseguono lunghe riprese oceaniche, quasi elegiache. Il moto ondoso, la schiuma e la luce mutevole conferiscono al film la necessaria ampiezza. Mettono in evidenza che un IMOCA non è solo un’imbarcazione a foil di 60 piedi, ma rimane per il suo equipaggio, per giorni, al tempo stesso luogo di lavoro, dormitorio e rifugio. È proprio l’alternanza tra velocità e silenzio, tra guasti tecnici e tramonti, a sostenere questa retrospettiva.

Chi vuole solo sapere chi ha vinto, troverà il risultato in una sola riga. Chi vuole capire perché un quarto posto sembri comunque un primo banco di prova superato con successo per questa squadra, troverà la risposta migliore nel video. La nuova «Malizia 4» era veloce, era in testa e, dopo la collisione, è rimasta in gara. Anche la Analisi dei tracker della Ocean Race Atlantic Confermato: in molte fasi simili caratterizzate da vento leggero o moderato, l’imbarcazione ha mostrato il profilo di velocità più elevato del gruppo di testa.

La rimonta fino a Lorient

Dopo l’incidente, la gara per Malizia non era affatto decisa. L’equipaggio ha dimezzato il proprio distacco e, nonostante lo svantaggio, ha vinto un altro sprint. Quando, in seguito, un’area di alta pressione ha nuovamente raggruppato il campo, le prime quattro imbarcazioni si trovavano ancora a meno di 50 miglia nautiche l’una dall’altra. La Rimonta dopo la collisione È una delle parti più avvincenti del film, perché qui rinasce la speranza senza che scompaia il limite imposto dalla barca.

Nella volata finale verso Lorient, gli IMOCA raggiungono velocità fino a 30 nodi. “United by the Ocean” vince davanti a “11th Hour Racing”. Il nuovo “DMG Mori Global One” difende il terzo posto, ma il “Malizia 4” lo segue a soli 300 secondi di distanza.


Suggerimenti di lettura

Boris Herrmann e la corsa intorno al mondo accompagna il Team Malizia nell’Ocean Race e offre uno sguardo dietro le quinte che un tracker di regata non può mostrare. Il volume illustrato tratta della preparazione, dello sviluppo dell’imbarcazione, dell’affiatamento dell’equipaggio e degli alti e bassi in mare.

Boris Herrmann, esploratore marino si concentra sulle esperienze di Boris Herrmann alla Vendée Globe. Testi personali e un ricco corredo fotografico raccontano della solitudine, delle difficoltà e delle esperienze a contatto con la natura nelle regate d’altura. Per i lettori che, dopo aver visto il video, desiderano immergersi ancora più a fondo nell’atmosfera delle lunghe giornate sull’oceano, il volume offre un approccio diverso e più personale.


Quale scena del video illustra secondo lei al meglio ciò che contraddistingue le moderne regate d'alto mare: il danno al foil, i lavori di riparazione o la rimonta nel finale di gara?

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Lars Bolle

Lars Bolle

Caporedattore Digitale

Lars Bolle è caporedattore Digital e uno dei cofondatori della presenza online di YACHT. Ha lavorato per molti anni come redattore nella sezione Test & Technology e ha coperto molti eventi velici. Il suo curriculum velico personale spazia dalla vela agonistica in dinghy (campione tedesco nel 1992 nel Finn Dinghy) alle crociere in dinghy storiche e moderne e ai viaggi charter.

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