Navigare sotto la pioggiaCosa devono controllare gli skipper prima di salpare

Lars Bolle

 · 29.08.2026

Navigare sotto la pioggia: cosa devono controllare gli skipper prima di salpareFoto: Virginia Wiest
Sgradevole: con un “sciabordio” del genere, è meglio restare in porto, no?
La pioggia, di per sé, non è un motivo valido per non salpare. La situazione diventa critica quando all’umidità si aggiungono scarsa visibilità, raffiche di pioggia, temporali o un equipaggio sovraccarico di lavoro. Chi, prima di salpare, verifica le condizioni meteorologiche, i porti di ripiego e le procedure a bordo, prende la decisione migliore.

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Per il fine settimana del 29 e 30 agosto 2026, il Servizio meteorologico tedesco prevede piogge a livello regionale. Sono possibili piogge leggere soprattutto in alcune zone della costa del Mare del Nord e nello Schleswig-Holstein. In altre parti del Paese il cielo sarà in parte nuvoloso o sereno.

La pioggia cambia il corso di una giornata in barca a vela. Ma, in un primo momento, è una questione di comfort. Una pioggia costante accompagnata da vento moderato, buona visibilità e un equipaggio preparato è qualcosa di completamente diverso da una fascia di rovesci con raffiche di vento o da una cellula temporalesca. Prima di salpare, quindi, la domanda non dovrebbe essere se pioverà. Ciò che conta è cosa altro porta con sé la pioggia.

Prima le condizioni meteorologiche, poi la decisione

La distinzione più importante è la seguente: si tratta di una pioggia costante e tranquilla, di singoli rovesci o di un temporale in arrivo? In caso di pioggia prolungata, a risentirne è soprattutto la visibilità. Le lenti degli occhiali si appannano, i camion e gli altri veicoli scompaiono prima nella foschia e l’equipaggio rallenta e si raffredda di ora in ora. I rovesci, invece, possono portare rapidamente più vento, raffiche e un brusco cambiamento della visibilità.

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In caso di temporali, la situazione è diversa. In questi casi, tra i possibili sviluppi figurano i cambiamenti improvvisi della direzione del vento, le raffiche a valanga, le piogge intense e il rischio di fulmini. L'articolo "Temporale in mare" spiega perché proprio la raffica che si forma davanti alla cellula può essere determinante per lo yacht. Chi non è in grado di valutare con certezza la situazione dei temporali nella zona di navigazione dovrebbe rinviare la tappa o pianificarla in modo tale da poter raggiungere rapidamente un porto al riparo.

L’analisi delle previsioni non deve limitarsi a un semplice simbolo meteorologico. Sono importanti la direzione del vento e le raffiche, la direzione di avanzamento dei rovesci, le previsioni sulla visibilità, gli avvisi e la possibilità che la situazione peggiori nel corso della giornata. Per la situazione attuale, la Previsioni del DWD per sabato e Domenica un orientamento regionale approssimativo. In mare, il radar, il bollettino della zona e la vista verso l'esterno rimangono fondamentali.

In caso di visibilità ridotta, la riserva di sicurezza deve aumentare

La pioggia può ridurre notevolmente la visibilità, anche in assenza di nebbia. Soprattutto in canali navigabili stretti, all’imbocco dei porti o in zone con traffico commerciale, questo diventa rapidamente un fattore determinante. In tali circostanze, lo yacht necessita di una maggiore distanza di sicurezza, di più tempo e di una rotta che non si basi sull’ultimo avvistamento possibile di una boa.

La Consigli di YACHT sulla navigazione in condizioni di scarsa visibilità sono utili anche in caso di pioggia battente: la carta nautica e i dispositivi elettronici devono essere sincronizzati, il timoniere deve guardare attivamente davanti a sé e ai lati, e la velocità deve essere adeguata alla visibilità. Chi sotto la pioggia si limita a guardare il plotter, perde di vista il traffico.

Per quanto riguarda la navigazione lacustre, in caso di visibilità ridotta, è inoltre necessario attenersi ai segnali acustici vigenti e alle disposizioni relative all'equipaggiamento. L'Amministrazione delle vie navigabili e della navigazione sottolinea nel suo Panoramica sui segnali visivi e acustici sottolinea espressamente che la sua descrizione non sostituisce il regolamento vigente in materia di rotte marittime né le regole per la prevenzione delle collisioni. Chiunque navighi in mare o in una rotta marittima dovrebbe conoscere, prima di salpare, le norme vigenti nella zona di navigazione interessata.

L'umidità rallenta i movimenti abituali

Un ponte bagnato non è solo scomodo. Le scarpe perdono più facilmente aderenza, i guanti diventano più scivolosi e, sotto il cappuccio, è più difficile capire gli annunci. Ciò vale soprattutto nei momenti in cui lo spazio è già limitato: durante la riduzione delle vele, all’ingresso in porto, all’attracco o quando ci si sposta a prua.

La conseguenza è semplice: preparare le manovre in anticipo. Bisogna mettere una mano di terzaroli finché l’equipaggio è ancora abbastanza asciutto, la visibilità è sufficiente e non c’è fretta. Anche parabordi, cime di ormeggio e ganci da barca dovrebbero essere pronti prima di entrare in porto. Se l’acquazzone arriva solo una volta entrati nella stretta baia o davanti alla chiusa, non si avrà più una mano libera per cercare freneticamente nella cassetta di bordo.

Altrettanto importante è una chiara ripartizione dei compiti. Chi è al timone, comanda. Chi si occupa delle cime sa in anticipo quali sono. E chi rimane sottocoperta chiude i boccaporti e, se necessario, prepara indumenti caldi e asciutti. L’errore più comune non è quello di salpare quando piove. È quello di pianificare le operazioni come se tutto rimanesse asciutto e ben visibile.

Rimanere all’asciutto senza sigillare la nave

I vestiti bagnati e i portelli chiusi trasformano rapidamente una lunga giornata di pioggia in un problema di umidità. L'articolo "Soluzioni contro l'umidità sottocoperta" mostra come sia possibile combinare ventilazione e protezione dalla pioggia. Una capottina o una tenda non garantiscono solo comfort, ma impediscono anche che l’acqua piovana e quella che gocciola dall’impermeabile finiscano continuamente nella cabina.

Prima di salpare, vale la pena fare un breve giro di ispezione: boccaporti, finestre e scaloni sono fissati in modo tale da poter essere chiusi rapidamente in caso di acquazzone? I sistemi di drenaggio del pozzetto funzionano correttamente? C’è uno spazio dove riporre giacche e pantaloni bagnati senza che finiscano sui cuscini o nella cuccetta? Soluzioni pratiche per le scalette aperte, l’acqua stagnante sul ponte e il telone si trovano nei Consigli pratici per la pioggia.

In questo caso vale la regola: la ventilazione rimane fondamentale. Chi chiude ermeticamente la barca quando piove e poi ammucchia gli indumenti impermeabili bagnati a prua non fa altro che spostare il problema. È preferibile predisporre un percorso d’aria protetto e uno spazio asciutto e ben ventilato, possibilmente al di fuori della zona giorno.

La crociera richiede un piano B semplice

Una giornata di pioggia non richiede una tappa particolarmente impegnativa. Percorsi brevi, porti conosciuti e un’alternativa rendono la scelta più facile. Ciò vale in particolare per gli equipaggi con bambini, con poca esperienza o che hanno appena preso in noleggio una barca. Anche un equipaggio affiatato può perdere la concentrazione dopo diverse ore trascorse al freddo e sotto la pioggia.

Il piano B deve essere concreto. Dire semplicemente «se necessario, torniamo indietro» non basta. È meglio stabilire, prima di salpare, un momento in cui rivalutare la situazione: dopo il primo acquazzone, prima di una traversata in mare aperto o, al più tardi, un’ora prima del porto di destinazione.

Una giornata al porto rimane in ogni caso un’opzione sensata. Il testo «Spazzato dal vento» descrive con umorismo questa sosta forzata. Per quanto riguarda la pianificazione della crociera, vale invece un principio più pragmatico: chi rimane in porto in presenza di una combinazione sfavorevole di vento, visibilità ed equipaggio non ha perso una giornata di navigazione. In questo modo si evita che una tappa in condizioni avverse si trasformi in una manovra rischiosa.

Le quattro domande da porsi prima di salpare

Prima di lanciare le cime, bastano quattro domande sincere:

DomandaSe la risposta è incerta
Continuerà a piovere o si aggiungeranno rovesci, raffiche di vento o temporali?Accorciare la tappa o restare in porto.
La visibilità è sufficiente per il bacino, il traffico e l’ingresso al porto?Prevedere più tempo, scegliere un percorso sicuro oppure rimandare.
L'equipaggio è in grado di eseguire in tutta sicurezza le operazioni di riduzione della velatura, navigazione e ormeggio anche in condizioni di freddo e umidità?Ridurre i compiti, arrivare prima o non andare in scadenza.
Esiste un porto alternativo realistico?Regolare la rotta e la destinazione prima di salpare.

Consiglio di lettura

Condizioni meteorologiche in mare spiega i fondamenti della meteorologia dal punto di vista dei velisti e dei diportisti. Tra gli argomenti trattati figurano, tra l’altro, le aree di alta e bassa pressione, i fenomeni meteorologici locali, il moto ondoso e la pianificazione meteorologica della crociera. Il libro aiuta a non considerare le previsioni di pioggia in modo isolato, ma a tenere conto dell’andamento del vento e delle condizioni della zona di navigazione nelle proprie decisioni prima di salpare.


Qual è stata la sua esperienza: quando per lei la pioggia è solo una questione di abbigliamento impermeabile e a partire da quali condizioni meteorologiche lo yacht rimane in porto?

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Lars Bolle

Lars Bolle

Caporedattore Digitale

Lars Bolle è caporedattore Digital e uno dei cofondatori della presenza online di YACHT. Ha lavorato per molti anni come redattore nella sezione Test & Technology e ha coperto molti eventi velici. Il suo curriculum velico personale spazia dalla vela agonistica in dinghy (campione tedesco nel 1992 nel Finn Dinghy) alle crociere in dinghy storiche e moderne e ai viaggi charter.

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