Ormeggiare la barcaCome evitare errori pericolosi durante l'ormeggio

Fabian Boerger

 · 05.08.2026

Ormeggiare la barca: come evitare errori pericolosi durante l'ormeggioFoto: YACHT-Archiv
Durante le manovre di attracco possono verificarsi molti imprevisti. Il rischio di infortuni non va sottovalutato. Seguendo i consigli giusti, tuttavia, è possibile evitare la maggior parte dei pericoli.
​Un grave incidente nautico avvenuto a Rheinsberg dimostra quanto possa essere pericoloso un riflesso comune nei porti. Chi cerca di tenere la barca lontana dalla riva, dal pontile o dall’imbarcazione vicina usando i piedi, le gambe o le mani rischia di subire gravi lesioni. Sono invece fondamentali la preparazione, i parabordi e procedure chiare a bordo.

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​Fermare una barca può sembrare una cosa da poco, ma nei momenti di stress può rivelarsi una questione piuttosto delicata. Lo dimostra ora un Incidente a Rheinsberg, nel Brandeburgo: Secondo quanto riferito dalla polizia, un uomo di 51 anni è rimasto gravemente ferito mentre cercava di staccare la propria imbarcazione da diporto dall’ormeggio a riva spingendola con la propria forza fisica. Poco prima aveva perso il controllo del timone della sua imbarcazione e aveva cercato di evitare il peggio con le proprie forze. È stato trasportato in elicottero all’ospedale.

Il caso è estremo, ma il problema di fondo è all’ordine del giorno. Quando una manovra rischia di andare storta, molti skipper o membri dell’equipaggio reagiscono d’istinto con il corpo, anche se proprio questo diventa una fonte di pericolo.

​Non opporre mai la forza del corpo a quella della barca

Il principio fondamentale è il seguente: quando si è in barca, non si deve usare i piedi, le ginocchia, le mani o tutto il corpo per fermare o tenere a distanza l’imbarcazione. Già nel caso di piccoli yacht, in porto agiscono forze considerevoli, a maggior ragione in presenza di vento, corrente o movimento residuo. Chi cerca di spingere via l’imbarcazione dal pontile o da un’altra imbarcazione rischia di scivolare, di rimanere incastrato o di finire con gambe e piedi tra l’imbarcazione e un bordo fisso. È invece necessario controllare la distanza tramite manovre, cime e parabordi.

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I parafanghi non devono solo essere montati, ma devono anche essere posizionati correttamente

Quando si ormeggiano le imbarcazioni, i parabordi svolgono il lavoro vero e proprio. Per questo devono essere posizionati nel punto giusto. Il punto più largo dell’imbarcazione è fondamentale, poiché è lì che solitamente si genera la pressione maggiore al momento del contatto. Prima della manovra vale quindi la pena effettuare un breve controllo: l’altezza è corretta e i parabordi non sono né troppo avanti né troppo a poppa?

Altrettanto importante è scegliere il momento giusto. Chi li cala in modo sconsiderato prima di entrare in banchina rischia di ostacolare la manovra o di causare danni alla ringhiera. Dopo la partenza, i parabordi non necessari dovrebbero essere riportati a coperta.

Anche quando si scavalca, è la propria valutazione a fare la differenza

Molti infortuni non si verificano solo a causa del contatto con il pontile, ma già nel tentativo di risolvere frettolosamente una situazione. Tra questi vi sono il salto troppo precoce sul pontile durante l’attracco o il ritorno a bordo troppo tardivo durante la partenza.

Si salta solo se si è certi di poter controllare la distanza. In quel momento non conta l’impazienza a bordo, ma la propria valutazione della situazione. Chi non si sente sicuro non dovrebbe saltare. Ciò vale a maggior ragione nella zona ristretta tra la barca e il pontile, dove un passo falso può avere rapidamente gravi conseguenze.

Quando si è affiancati, meglio usare le cime piuttosto che la forza

Anche quando si effettua l’attracco lungo, la forza bruta raramente è d’aiuto. Spingere con le mani contro la ringhiera dell’imbarcazione vicina o esercitare forza con il gancio da barca può causare più danni che benefici. È più sensato guidare l’imbarcazione in modo controllato utilizzando cime e parabordi.

Lo stesso vale per le cime di ormeggio. Le cime devono essere srotolate con cura prima della manovra, in modo che non finiscano in acqua aggrovigliate. Altrettanto importante è il corretto instradamento a bordo. Una cima di ormeggio che passa all’interno della prua o della poppa può poi risultare d’intralcio.

Quando c'è vento, l'ordine è fondamentale

Soprattutto in presenza di vento laterale, un piccolo errore può trasformarsi rapidamente in un’inutile situazione di agitazione. In tal caso, occorre prima mettere in sicurezza il lato di bolina. Chi fissa per primo il lato di sottovento rischia che l’imbarcazione vada alla deriva verso quella ormeggiata accanto.

Molte situazioni critiche possono quindi essere disinnescate già prima della manovra: posizionare correttamente i parabordi, preparare le cime di ormeggio, chiarire le responsabilità e evitare tentativi di salvataggio rischiosi mettendo a rischio la propria incolumità. Sembra semplice, ma in porto spesso fa la differenza.

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Fabian Boerger

Fabian Boerger

Editore Notizie & Panorama

Fabian Boerger ist an der Lübecker und Kieler Bucht zuhause – aufgewachsen in diversen Jollen und an Bord eines Folkeboots. Seit September 2024 arbeitet er als Redakteur im Panorama- und News-Ressort und verbindet dort seine Leidenschaften für das Segeln und den Journalismus. Vor seiner Zeit bei Delius Klasing studierte er Politikwissenschaften und Journalistik, arbeitete für den Norddeutschen Rundfunk und das ZDF. Sein Volontariat machte er bei der MADSACK Mediengruppe (LN, RND). Jetzt berichtet er über alle Themen, die die Segelwelt bewegen – mit dem Blick des Praktikers und der Präzision des Journalisten.

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