Jochen Rieker
· 09.08.2026
Parte 1 mette in evidenza il design, la qualità costruttiva e le insolite soluzioni di dettaglio del nuovo yacht in alluminio.
Con un peso a vuoto di 15 tonnellate e 18 tonnellate a pieno equipaggiamento, lo Stem è alla pari con il nuovo Boreal 52 e il tedesco BM 50. L’Allures 51.9 e l’Ovni 490 pesano il 15% in più. Questo, insieme al piano velico piuttosto generoso, conferisce allo yacht in alluminio di produzione italiana una posizione di rilievo nel mercato delle imbarcazioni d’altura. Il suo albero a tre salinge di Seldén si erge per 21,80 metri sopra la linea di galleggiamento. Rispetto ai 24,90 metri di un Hallberg-Rassy 50, non è particolarmente alto. Tuttavia, il genoa 1 dello Stem, con una superficie di 72,9 metri quadrati, compensa senza difficoltà questa differenza.
È facilmente regolabile anche verso il basso. La vela di stagione opzionale, pensata come alternativa in caso di maltempo, misura solo 21,9 metri quadrati. Su richiesta, questo fiocco può essere regolato tramite una guida autovirante.
La navigazione con questa barca si è rivelata piacevolmente semplice. La Stem 50 risponde bene al timone ed è ben bilanciata. È possibile mantenerla in rotta con correzioni minime. Di bolina, vira di oltre 90 gradi e raggiunge una velocità media di 5,6 nodi con vento di forza 4 sulla scala di Beaufort: non proprio esuberante, ma superiore alla media per il segmento delle imbarcazioni d’alto mare.
Con un angolo di 50-55 gradi rispetto al vento vero, la barca prende davvero velocità, guadagna quasi un nodo e sembra decisamente più a suo agio. Con rotta al traverso ha raggiunto senza sforzo gli 8,0 nodi o più e, con il Code Zero a 110 gradi di angolazione del vento vero, ha raggiunto gli 8,5 nodi. Con vento e mare più intensi, con il genoa e la randa spiegata al massimo ha raggiunto i 10 nodi, mantenendo però il suo comportamento tranquillo e la sua tenuta di mare.
La stessa sensazione di solidità si percepisce anche sottocoperta, dove regna sempre un silenzio rassicurante. Scendendo la scaletta di accesso alla cabina, la plancia di navigazione si trova proprio di fronte, il che consente una facile comunicazione con l’equipaggio a coperta. I due bagni situati su entrambi i lati sono estremamente pratici in mare, poiché non è necessario percorrere lunghe distanze con l’abbigliamento da mare fradicio.
A prua, a dritta, si trova il divano a forma di U con un grande tavolo da salotto; di fronte, la cucina. Pur essendo di dimensioni generose, è progettata in senso longitudinale – una scelta non convenzionale per uno yacht d’alto mare, dato che a prua di dritta solo il supporto dell’albero offre un punto d’appoggio. Le ampie finestre della tuga e dello scafo conferiscono una sensazione di ariosità, ulteriormente accentuata da un'altezza libera da terra compresa tra 1,96 e 2,01 metri. E poiché la prua offre una visuale verso prua grazie a due finestre incassate nella sovrastruttura di prua, è possibile navigare in tutta sicurezza dall’interno. Gli interni risultano confortevoli e lussuosi, con un aspetto piacevolmente diverso da quello usuale sugli Explorer. Il legno di rovere chiaro crea un bel contrasto con le finiture e i telai neri.
Durante il test sono emersi alcuni difetti tipici dei prototipi. Ad esempio, uno spazio vuoto tra la scaletta e la sala macchine causava un livello di rumore superiore alla media nel salone, che raggiungeva già i 70 decibel a una velocità dell’imbarcazione di soli 5 nodi – mentre il motore diesel Yanmar Common Rail da 80 PS consente una velocità di crociera di 8 nodi.
Resta ancora da risolvere il problema delle cuccette strette nelle cabine di poppa. All’altezza delle spalle sono larghe solo 1,22 metri. Il cantiere navale prevede di alzare i cuscini, una misura che sarebbe utile anche per la cabina di prua, dove la cuccetta risulta troppo bassa e angusta.
Sebbene non sia ancora così matura come gli yacht in alluminio di marche più affermate, la Stem 50 va ad arricchire in modo interessante il segmento di mercato in continua crescita degli yacht explorer. Si tratta della versione elegante e decisamente veloce di un’imbarcazione da mare aperto, indicata anche per traversate oceaniche occasionali – a differenza dei modelli in alluminio più robusti destinati alle alte latitudini, che hanno un aspetto completamente diverso.
Per sapere come sono definiti i prezzi indicati al 2026, legga qui.
Con un prezzo base di poco inferiore a 1,18 milioni di euro, è, in termini relativi, piuttosto conveniente. Si può considerare un’offerta di lancio con cui il cantiere intende affermarsi nel settore della vela. L’occasione migliore per vedere dal vivo lo Stem 50 si presenterà allo Yachting Festival di Cannes all’inizio di settembre, dove sarà senza dubbio una delle anteprime più attese della fiera.
Struttura in alluminio di prima qualità
Elevata sicurezza
/(-) Chiglia fissa profonda
Sistema di timoneria sensibile
Schema velico più flessibile con il fiocco stagionale
Prestazioni adeguate
Configurazione variabile dell'abitacolo
Lavorazioni in legno di pregio
Dispensa senza appoggio
Le cuccette di poppa sono troppo strette
Componenti di alta qualità
Dotazione di base completa
La Stem viene consegnata dal cantiere senza vele. La randa e il genoa in Hydranet Radial costano 33.000 euro, mentre con il fiocco di strallo e il Code Zero il prezzo sale a 58.000 euro.
Stem Marine, Strade Ghiaie 12/D, 43014 Medesano, Italia; www.stemmarine.it
Direttamente dal cantiere navale
A metà strada tra un’imbarcazione da esplorazione, uno yacht da crociera e le prestazioni elevate, lo Stem 50 si distingue per le sue caratteristiche uniche. È proprio questo mix a renderlo interessante o, alla fine, comporta troppi compromessi? Partecipate alla discussione.

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