Michael Good
· 20.07.2026
Quasi nessun altro marchio nel settore della costruzione di yacht suscita opinioni così contrastanti come Puffin Yachts. Ciò è dovuto innanzitutto al suo aspetto distintivo e originale, ma soprattutto al concetto davvero insolito di questo marchio olandese. Gli yacht della serie Puffin non cercano una via di mezzo accattivante, ma puntano piuttosto sull’originalità; hanno un aspetto imponente, potente e anticonformista. E in termini di peculiarità sono davvero difficili da eguagliare. Si possono apprezzare proprio perché sono così diversi. Oppure, proprio per questo, no.
Dietro Puffin Yachts c’è Olivier van Meer, proprietario del marchio e al tempo stesso progettista delle sue imbarcazioni. A partire dagli anni Novanta, sotto il nome di Puffin sono stati realizzati circa 75 yacht, dalle imbarcazioni da diporto compatte ai lussuosi yacht da crociera di formato XXL. Ciò che li accomuna non è tanto una determinata dimensione, quanto piuttosto l’impostazione uniforme come cutter delle Bermuda.
Caratteristici dei progetti di Olivier van Meer sono gli scafi con pronunciato tumblehome, con i bordi liberi fortemente rientranti a poppa, e la poppa a forma di cuore, dal profilo positivo. Anche la caratteristica tuga con i finestrini tipici del marchio, così come lo scafo voluminoso con la prua verticale rialzata e il salto di coperta ben visibile, ne caratterizzano l’aspetto. L’effetto visivo è sorprendente e al tempo stesso accattivante e richiama in modo particolare la classica tradizione olandese della costruzione navale da diporto. Un mix ben riuscito tra le tradizionali imbarcazioni a fondo piatto e i moderni yacht d’alto mare.
Finora gli yacht del marchio Puffin sono stati realizzati in gran parte come imbarcazioni su misura, secondo le indicazioni dei rispettivi armatori. Con un nuovo concetto di linea, oggi Puffin punta piuttosto su un approccio semi-seriale con tre modelli più o meno ben definiti: il Puffin 42, il Puffin 50 e il Puffin 58. All’interno di queste piattaforme prestabilite rimangono naturalmente ampie possibilità di personalizzazione, sia per quanto riguarda l’allestimento a coperta che, soprattutto, per gli interni. Nella misura in cui ciò sia fattibile dal punto di vista progettuale e costruttivo, il cantiere potrà e vorrà anche in futuro tenere conto e soddisfare il più possibile tutte le richieste speciali degli acquirenti.
Il Puffin 42 viene costruito su licenza presso la VMG Yachtbuilders di Enkhuizen, quindi nelle immediate vicinanze dello studio di progettazione di Olivier van Meer. Lo scafo è realizzato in alluminio resistente all’acqua di mare, saldato a ordinate circolari su un’ossatura portante costituita da ordinate e longheroni. La costruzione rispetta così i principi che da sempre caratterizzano il marchio Puffin: massima robustezza strutturale, elevata facilità di riparazione e idoneità a viaggi in mare impegnativi, ad esempio anche nel Mar Glaciale Artico. Al di sopra della linea di galleggiamento viene iniettata una schiuma isolante a cellule chiuse – un processo complesso che riempie tutte le cavità e mira così a eliminare tutti i ponti termici.
Tre paratie continue dividono il Puffin 42 in quattro zone separate l’una dall’altra: la prua di poppa, la sala macchine, la zona giorno e la prua di prua. In caso di allagamento, l’inaffondabilità dello yacht sarebbe così garantita. Rara è inoltre la flessibilità nella realizzazione: VMG Yachtbuilders può, su richiesta, realizzare gli yacht Puffin anche in vetroresina, proprio come quello testato dalla rivista YACHT nel 2017. Puffin 37. In linea di principio sarebbe possibile anche una versione con scafo e ponte in acciaio, ma in tal caso non sarebbe più realizzata da VMG, bensì da un’azienda fornitrice specializzata.
Secondo i dati forniti dal cantiere, circa l’85% di tutti i Puffin costruiti finora sono stati realizzati con chiglia lunga e deriva zavorrante integrata. Nel caso del Puffin 42, la deriva pesa circa 600 chilogrammi e funge quindi non solo da superficie laterale variabile, ma anche da supporto per la zavorra. Per garantire un ulteriore momento di stabilizzazione, circa quattro tonnellate di piombo vengono collocate in contenitori isolati nella parte più profonda della sentina. Nella versione con deriva zavorrante integrata è prevista una pala del timone guidata dallo skeg, anch’essa retrattile. In questo modo l’imbarcazione, con un pescaggio variabile da 1,27 a 2,73 metri, rimane adatta alla navigazione in acque poco profonde, un aspetto sempre importante per l’impiego in zone di navigazione impegnative.
In alternativa, il cantiere può costruire il Puffin 42 anche con chiglia fissa. Il pescaggio è allora di 2,20 metri. La chiglia non viene flangiata, ma saldata saldamente allo scafo come struttura in alluminio inizialmente cava. In una fase successiva della costruzione, la cavità viene riempita di piombo e sigillata. La zavorra risulta così completamente incapsulata nella struttura dello scafo, il che dovrebbe escludere il rischio della temuta elettrolisi. Con la chiglia fissa cambia anche la configurazione del timone: al posto della pala retrattile guidata da uno skeg, viene utilizzato un moderno profilo del timone indipendente e pre-bilanciato.
La seconda parte è dedicata alla prova sull’IJsselmeer, alle prestazioni di navigazione sorprendentemente buone e alle impressioni a sottocoperta.
Struttura in alluminio resistente all’acqua di mare (spessore del materiale: 6–15 mm). Scafo saldato con orditura a S su un’ossatura di ordinate e longheroni.
L'imbarcazione di prova è equipaggiata con un motore diesel a iniezione common rail a quattro cilindri del produttore Yanmar (4JH80) con trasmissione ad albero e elica a cinque pale a passo variabile. Il cliente può scegliere autonomamente il produttore e la potenza del motore da installare.
È proprio questa autonomia senza compromessi il punto di forza principale della Puffin 42 o è proprio questo l’aspetto che la rende troppo particolare per molti velisti? Scrivete la vostra opinione nei commenti.

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