Fabian Boerger
· 13.10.2026
L'8 giugno 2019 avrebbe dovuto essere una bella giornata. La goletta pilota “No. 5 Elbe” era appena tornata ad Amburgo dopo una permanenza di diversi mesi nel cantiere navale di Hvide Sande, in Danimarca. Nuove tavole esterne, una nuova poppa, una struttura dello scafo restaurata con cura: il refit era costato 1,5 milioni di euro. A bordo c’erano 43 persone quando la nave navigava sul basso Elba.
Alle 13:54, nei pressi di Stadersand, due vele di prua si sono strappate. Mentre l’equipaggio era impegnato a risolvere il problema, la “No. 5 Elbe” si trovava secondo il successivo rapporto d'indagine sul lato sbagliato del canale navigabile. La nave portacontainer “Astrosprinter”, che proveniva in senso opposto, non è riuscita a virare. Si è verificata una collisione.
Il rapporto completo sull'incidente Per saperne di più sull'Ufficio federale per le indagini sugli incidenti marittimi, leggete qui.
Sebbene la dinamica dell’incidente sia descritta in dettaglio nel rapporto della BSU, la questione della responsabilità non è ancora stata chiarita in via definitiva. Una cosa è certa: otto delle 43 persone a bordo hanno riportato ferite lievi nell’incidente. La scona pilota, gravemente danneggiata, è riuscita a raggiungere la foce dello Schwing, ma si è incagliata poco prima del molo ed è affondata.
Quella che affondò nell’Elba non era una semplice barca a vela. Costruita nel 1883 presso la H. C. Stülcken Wwe ad Amburgo, la goletta a gaff servì per tre decenni come nave di trasporto per i piloti nella foce dell’Elba e nella Baia Tedesca. Dopo essere stata dismessa nel 1924, la nave passò, attraverso diverse tappe, in mani americane e fu ribattezzata «Wander Bird».
Lo skipper Warwick M. Tompkins attraversò così l’Atlantico 13 volte e nel 1936/37 doppiò Capo Horn. I suoi figli Ann e Warwick, di quattro e sei anni, facevano parte dell’equipaggio. Nel 2002 la Fondazione Hamburg Maritim ha riportato la goletta da Seattle ad Amburgo; nel 2016 è stata inserita nell’elenco dei monumenti storici di Amburgo.
Dopo l’incidente è seguita l’operazione di recupero, poi di nuovo il cantiere navale di Hvide Sande. La chiglia era spezzata, è stato necessario sostituire diverse ordinate, rinnovare circa 130 metri di rivestimento esterno e riparare la murata di sinistra. Secondo i dati forniti dall’associazione “Amici della goletta pilota n. 5 Elbe”, i costi complessivi per il recupero e il restauro ammontavano a oltre due milioni di euro, sostenuti, tra l’altro, da fondi federali, da un contributo della Città Libera e Anseatica di Amburgo e da donazioni private.
Da allora, i membri volontari dell’associazione di sostegno hanno ricostruito gli interni, l’attrezzatura e gli impianti tecnici della nave. Alla fine di settembre del 2026 la nave ha solcato nuovamente l’Elba a vela per la prima volta. L'associazione comunica che il progetto non è ancora completato. Tuttavia, l'uscita è servita a verificare cosa funziona già e dove c'è ancora margine di miglioramento.
Chi desidera approfondire la storia della goletta e il suo ritorno sull’Elba troverà nella mediateca dell’ARD un’adeguata fonte di approfondimento.
La Documentario della NDR “La fenice dell’Elba – Le 7 vite della nave-scuola dei piloti di Amburgo” della serie “Die Nordstory” è disponibile dal 9 ottobre 2026. Il documentario ripercorre sia la movimentata storia di questa nave storica sia il lungo processo di ricostruzione seguito all’incidente.

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