ItaliaLa Costa degli Dei – da Tropea a Capo Vaticano

Jan Jepsen

 · 13.09.2026

Italia: la Costa degli Dei – da Tropea a Capo VaticanoFoto: Jan Jepsen
La spiaggia di Tropea con il centro storico che la sovrasta.
La Costa degli Degli, sulla costa calabrese, non è una zona di navigazione come le altre. Il percorso non è la meta: le distanze sono troppo brevi perché lo siano. Nella seconda parte ci si dirige verso Tropea e poi verso Capo Vaticano.

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Questa è la seconda parte del resoconto di viaggio lungo la Costa degli Dei, nel sud-ovest dell’Italia. Potete leggere la prima parte qui. La maggior parte degli skipper di barche a noleggio nella regione sceglie la costa settentrionale della Sicilia oppure le Isole Eolie a nord Con il suo spettacolare paesaggio vulcanico come meta, la “Costa degli Dei” è invece poco conosciuta, e a torto!

All’ancora al largo di Tropea

La domenica pomeriggio si sente già da lontano il trambusto sulla spiaggia di Tropea. A debita distanza, gettiamo l’ancora in acque di un turchese cristallino, a quattro o cinque metri di profondità. Alla colonna sonora si aggiunge uno spettacolo mozzafiato. Tropea è arroccata su un altopiano roccioso. Ci si rende conto di quanto sia alto al più tardi quando si sale la scalinata che dalla marina conduce direttamente al tortuoso centro storico. Come sempre, la bellezza ha il suo prezzo.

La passeggiata serale rasenta il sovraffollamento turistico. E bisogna proprio apprezzare i camerieri che sventolano il menu davanti ai ristoranti. Ciò non toglie però che dalla terrazza in fondo al Corso Vittorio Emanuele si goda una vista meravigliosa sul simbolo della città: la scogliera antistante con la chiesa di Santa Maria dell’Isola. Ricca di emozioni, l’equipaggio torna a bordo.

Un oracolo del dio Mercurio

La prossima meta, ancora prima dell’arrivo delle prime navi da crociera, è Capo Vaticano. Il promontorio della profezia. Già nell’antichità era un punto di riferimento ben visibile per i naviganti tra la Sicilia e la terraferma. Il Mar Tirreno era considerato pericoloso dai Greci a causa delle sue tempeste e delle sue correnti, motivo per cui promontori come Capo Vaticano venivano spesso attribuiti significati mitici.

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Si narra che lì si trovasse un oracolo dedicato al dio Mercurio. I marinai vi si recavano in cerca di predizioni per sapere se avessero dovuto osare la pericolosa traversata. Noi, in modo relativamente più modesto, cerchiamo piuttosto le splendide baie dove fare il bagno.

Scogliera a Capo Vaticano

La scogliera è costituita da rocce granitiche chiare che si innalzano fino a 100 metri di altezza. In fondo, alla loro base nel mare, si aprono minuscole insenature – alcune così nascoste che sono raggiungibili solo con il tempo calmo, in gommone o tuffandosi in acqua. La famosa Praia di Fuoco, ad esempio, Grotticelle o Santa Maria: tutte risplendono come macchie turchesi ai piedi della scogliera a picco.

Chi getta l’ancora qui al mattino può godersi una tranquillità quasi assoluta e acque cristalline. Il fondale è costituito da sabbia fine con sporadiche lastre rocciose e digrada in modo uniforme. L’ancora tiene bene, ma quando si getta l’ancora è bene mantenere una distanza sufficiente dai vicini, perché quando il vento cambia direzione le piccole insenature possono diventare rapidamente anguste. Verso il pomeriggio, durante la stagione, le imbarcazioni da escursione a pieno carico portano con sé un forte moto ondoso e un certo fermento. Quindi, levare l’ancora e andarsene subito. Meglio approfittare delle correnti termiche residue e fare una traversata più lunga verso sud!

Tra i pescatori di pesce spada

Oltre il promontorio, la costa si ritira. Qui non c’è molto che induca a fermarsi. In compenso, incontriamo ora le prime imbarcazioni della flotta dedita alla pesca del pesce spada, chiamate “passarelle” o “spadare”, che hanno sede nei pressi dello Stretto di Messina. Grazie alla loro peculiare sagoma sono facilmente riconoscibili: un lungo braccio di prua su cui si può camminare, oltre a un alto albero con una vedetta da cui si avvista la preda.

Per i pescatori è importante che la visibilità sia buona e che le acque siano calme, in modo da poter individuare le ombre dei pesci spada mentre nuotano sotto la superficie e poterli poi arpionare. La stagione di pesca va da maggio a settembre, quando i pesci migrano attraverso lo Stretto di Messina.

Per noi velisti questo significa soprattutto: tenere gli occhi ben aperti e cambiare rotta per tempo. Infatti le imbarcazioni sono lente nelle manovre e non gradiscono essere distratte – né dalla rotta, né dal compito che svolgono con grande concentrazione. Chi si avvicina troppo rischia di ricevere sguardi di disapprovazione

Parte 1 del reportage
Lo trovate qui!
La seconda parte del reportage seguirà a breve!


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Jan Jepsen

Jan Jepsen

Freier Autor

Jan Jepsen, freier Autor, Fotograf, Schriftsteller, Krimiautor - in Hamburg Övelgönne (schon mit Gummistiefeln) auf die Welt gekommen. Er hat das Reisen früh zu seinem Beruf gemacht. Seitdem schreibt und segelt er sich durch die Welt. Am liebsten und längsten für die YACHT - mit über 100 Reportagen in knapp 40 Jahren. Sein ewiges Motto: „Hier bin ich ja sowieso – schön ist es auch anderswo.“

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