Antonia von Lamezan
· 11.09.2026
Al largo della Sardegna, i Salty Brothers hanno incrociato la propria scia: il giro del mondo in barca a vela era completato, il progetto comune era giunto al termine. Ora i tre amici sono tornati a vivere a terra. Nell’intervista con il conduttore Timm Kruse, Steph e Robi raccontano il loro giro del mondo in barca a vela, il prima e il dopo.
Steph e Robi hanno scoperto la loro passione per la navigazione oceanica già da adolescenti, a bordo di un veliero tradizionale. Quando l’idea di un giro del mondo in barca a vela si è fatta più concreta, anche il loro amico Nico si è unito all’avventura. Insieme hanno cercato a lungo uno yacht adatto. Dopo che la loro prima barca dei sogni si era rivelata difettosa, hanno finalmente trovato un Elan, che hanno attrezzato per il viaggio a lungo raggio.
Con corsi di vela, un addestramento di sopravvivenza in mare aperto e l'adeguata attrezzatura di sicurezza, l'equipaggio si è preparato al viaggio. All’inizio Nico aveva poca esperienza di navigazione, ma Steph e Robi lo hanno istruito durante le crociere fatte insieme. Ciononostante, il giro del mondo in barca a vela è rimasto un’avventura, perché nemmeno una preparazione meticolosa può proteggere da tutti i problemi. I Salty Brothers ne parlano nel podcast.
Una traversata del Pacifico di 31 giorni, condizioni meteorologiche avverse nel punto di ancoraggio e problemi tecnici lontani dal porto più vicino: durante il viaggio, i Salty Brothers hanno dovuto sopportare non poche difficoltà e improvvisare più volte. Non sono stati tanto i singoli incidenti quanto lo stress prolungato causato dalle lunghe traversate, dalle riparazioni e dagli imprevisti a spingere l’equipaggio, a volte, al limite. I tre hanno imparato a ridimensionare le proprie aspettative: i piani precisi si sono trasformati in «idee», poiché il tempo, la tecnologia e le condizioni in mare spesso dettavano la rotta da seguire.
Per tre anni Robi, Nico e Steph hanno convissuto in uno spazio ristretto, con caratteri, stati d’animo e idee diverse. Il loro principio fondamentale a bordo era: «La comunicazione è fondamentale». Già prima della partenza avevano concordato per iscritto come avrebbero voluto affrontare eventuali conflitti e situazioni difficili. In un’intervista con Timm Kurse raccontano in quali momenti la convivenza si è comunque rivelata una prova difficile e cosa hanno imparato su se stessi in questa esperienza.
Quando si tratta dei luoghi più belli, Robi e Steph pensano meno alle spiagge e alle baie dove gettare l’ancora e più agli incontri speciali con le persone. In particolare, l’apertura e la disponibilità degli sconosciuti li hanno sorpresi più e più volte e hanno plasmato la loro visione del mondo.
Il viaggio ha dimostrato loro quanto possa essere importante vivere il momento, rapportarsi agli altri con fiducia e non pianificare il proprio percorso con troppo anticipo. Ora devono capire come applicare queste esperienze alla vita quotidiana a terra.
Cosa rimane dopo tre anni in mare e l’equipaggio partirebbe di nuovo oggi con le stesse intenzioni? Steph e Robi parlano di false aspettative, esperienze formative e dei consigli che darebbero ad altri velisti d’altura. Anche la domanda se sia già ipotizzabile una nuova avventura viene affrontata nella puntata 89 di YACHT – il podcast sulla vela con Timm Kruse.
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