Protezione del mareI ranger pattuglieranno presto il Mar Baltico e il Mare del Nord?

Ursula Meer

 · 28.09.2026

Protezione del mare: i ranger pattuglieranno presto il Mar Baltico e il Mare del Nord?Foto: Nico Krauss
Nel Mare di Wadden e lungo la costa del Mar Baltico vigono rigide norme di navigazione. Il loro rispetto sarà presto verificato dai ranger in acqua?
Tre Länder intendono istituire un nuovo sistema di ranger per le acque costiere tedesche. Quello che a prima vista sembra un progetto locale di tutela ambientale nel Parco Nazionale del Wattenmeer, a un esame più attento si rivela un’iniziativa di notevole portata – e potrebbe interessare i velisti sia nel Mar del Nord che nel Mar Baltico. Finora le federazioni di sport acquatici non sono state consultate e la portata effettiva del progetto non è stata ancora resa nota al pubblico.

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Inizialmente si parlava di una nuova autorità di controllo nel Mare di Wadden: ranger incaricati di sorvegliare le aree protette dall’acqua. Alla fine di maggio, in occasione di una conferenza internazionale, il ministro dell’Ambiente dello Schleswig-Holstein, Tobias Goldschmidt, aveva annunciato l’intenzione di impiegare, in collaborazione con la Bassa Sassonia e Amburgo, dei ranger con imbarcazioni nelle acque del parco nazionale. Il termine «polizia del Mare di Wadden» ha fatto il giro delle cronache, suscitando l’attenzione dei pescatori costieri e degli appassionati di sport acquatici del Mare del Nord. Di cosa si occupano questi ranger? Quali poteri hanno? Chi ha preso questa decisione e a chi è stato chiesto il parere?

Le risposte a queste domande sono complesse. Documenti finora non resi pubblici dimostrano che non si tratta solo del Wattenmeer. Il progetto in programma si chiama MaRa e mira a sviluppare un sistema di ranger marini per l’intera rete delle aree marine protette tedesche. Comprende quindi il Mare del Nord e il Mar Baltico. È già stata presentata una richiesta di finanziamento alla Fondazione federale tedesca per l’ambiente. Una decisione è imminente.

​Ranger a terra – presto anche in acqua?

Chiunque abbia mai visitato il Mare di Wadden conosce i ranger del parco nazionale: accompagnano le escursioni sulle distese fangose, spiegano ai visitatori perché le foche hanno bisogno di spazio e proteggono le colonie di uccelli nidificanti dai turisti troppo curiosi. Finora lo hanno fatto esclusivamente sulla terraferma. Ma presto questa situazione potrebbe cambiare.

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Lo Schleswig-Holstein, la Bassa Sassonia e Amburgo prevedono di impiegare in futuro i ranger anche in acqua – con imbarcazioni – nelle aree protette del Mar del Nord e del Mar Baltico tedeschi. È già stata presentata una richiesta di finanziamento a tal fine. Resta ancora da vedere se ciò comporterà nuove regole, nuovi controlli o addirittura nuove zone vietate agli appassionati di sport acquatici. Il dibattito al riguardo è appena iniziato.

​Come si è arrivati a questo punto

Il punto di partenza politico risale all’ottobre 2023. A Cuxhaven, i ministri dell’Ambiente Tobias Goldschmidt (Schleswig-Holstein) e Christian Meyer (Bassa Sassonia), insieme al senatore all’Ambiente di Amburgo Jens Kerstan, hanno firmato un documento di posizione congiunto – la cosiddetta Dichiarazione di Cuxhaven. In tale documento si sono espressi a favore della costituzione, in collaborazione con il governo federale e l’Ufficio federale per la protezione della natura, di una squadra di ranger marini – dotata di imbarcazioni e delle attrezzature necessarie, responsabile non solo delle acque costiere, ma espressamente anche della zona economica esclusiva, ovvero l’area marina fino a 200 miglia nautiche al largo delle coste tedesche.

Il progetto ha attirato l’attenzione dell’opinione pubblica solo molto più tardi: alla fine di maggio del 2026, in occasione della 15ª Conferenza governativa trilaterale sulla protezione del Wattenmeer, tenutasi a Esbjerg, in Danimarca, Goldschmidt ha ribadito la richiesta di Ha proposto la creazione di un corpo di ranger marini, comprese le imbarcazioni, e ha collegato tale proposta alla richiesta di un maggior numero delle cosiddette “zone a utilizzo zero” nel Mare di Waddenr, ovvero aree in cui sarebbe vietato qualsiasi utilizzo da parte dell'uomo.

L’Associazione regionale dei pescatori Weser-Ems ha reso noto che dietro a tali annunci si cela già una concreta richiesta di finanziamento presentata alla Fondazione federale tedesca per l’ambiente (DBU). In un comunicato stampa del 4 settembre 2026, l’associazione ha scritto: «Secondo le informazioni disponibili finora, la Fondazione federale tedesca per l’ambiente dovrebbe finanziare inizialmente i preparativi». Non è chiaro da dove l’associazione abbia ottenuto questa informazione, nonostante, secondo quanto da essa stessa dichiarato, non fosse stata informata in merito nel corso del dialogo sulla pesca a livello regionale. Una richiesta presentata poco dopo dalla rivista YACHT ai ministeri dell’ambiente dei tre Länder costieri in merito al contenuto della domanda di finanziamento è rimasta senza risposta.

Negli ultimi giorni, sulla base di un comunicato della dpa, la notizia ha avuto risonanza a livello nazionale. Il Ministero dell’Ambiente della Bassa Sassonia aveva confermato all’agenzia l’esistenza della richiesta presentata dalla DBU. I media riportano all’unisono le notizie relative ai piani riguardanti i ranger marini nel Mare di Wadden. Il progetto, tuttavia, ha una portata più ampia.

Il progetto: più grande di quanto si sapesse finora

YACHT ha ricevuto una breve descrizione del progetto. Il titolo è: “Ranger marini per un’efficace rete di aree marine protette nel Mare del Nord e nel Mar Baltico tedeschi."

Il progetto, denominato in breve MaRa, va quindi ben oltre il Wattenmeer. Il richiedente è la “Fondazione Paesaggi Naturali Nazionali”, una società a responsabilità limitata senza scopo di lucro che ha presentato la domanda alla DBU insieme alle amministrazioni delle aree protette dei Länder costieri coinvolte, all’Ufficio federale per la protezione della natura e all’Università per lo sviluppo sostenibile di Eberswalde. Dal 2025 la DBU dispone di un proprio fondo per la tutela della natura marina, che stanzia ogni anno circa dieci milioni di euro. Una decisione in merito al finanziamento di MaRa è attesa per questo autunno. Durata prevista del progetto: 24 mesi; inizio previsto: gennaio 2027.

Cosa prevede concretamente MaRa – e cosa no

Secondo la breve descrizione del progetto, la prima fase non prevede la creazione immediata di un servizio di ranger, bensì una fase di progettazione e sviluppo. In primo luogo si dovrà verificare dal punto di vista tecnico se e in che modo i ranger marini possano essere impiegati in modo sensato, quali compiti, qualifiche e competenze dovrebbero avere e quali condizioni quadro organizzative, giuridiche e finanziarie occorrerebbe creare a tal fine.

Tra i possibili compiti, il documento cita la gestione delle aree protette, il monitoraggio, l’educazione ambientale, la gestione dei visitatori e la comunicazione con gli utenti dello spazio marino.

Nella fase di progettazione si dovrà inoltre chiarire quali forme di collaborazione con i settori della pesca, della tutela ambientale, del turismo, degli sport acquatici e di altri soggetti siano opportune e necessarie. Non è ancora chiaro quale forma potrebbe assumere tale collaborazione. L’obiettivo finale è quello di arrivare a un progetto solido, non a un modello di attuazione già pronto.

Cosa significa dal punto di vista giuridico

Per i velisti, una questione è probabilmente fondamentale: in futuro i ranger marini potrebbero far rispettare le norme agli appassionati di sport acquatici? Michael Stoldt, consulente legale della DSV e responsabile del dipartimento Ambiente e Diritto presso la Federazione tedesca di vela, fornisce una risposta chiara nell’intervista rilasciata a YACHT: no – almeno non sulla base dell’attuale quadro giuridico.

Il punto cruciale è la competenza: l’intero Mare di Wadden è una via navigabile federale. I tre Länder costieri non possono emanare autonomamente divieti o limitazioni d’uso per gli appassionati di sport acquatici in tale area. Le restrizioni alla navigazione per motivi di tutela ambientale possono essere regolamentate esclusivamente tramite un regolamento del Ministero federale dei trasporti, in coordinamento con il Ministero federale dell’ambiente. I Länder non potrebbero istituire autonomamente le zone a utilizzo zero richieste pubblicamente da Goldschmidt. A tal fine sarebbe necessaria una richiesta dei Länder alla Federazione e un nuovo regolamento sulla navigazione da parte del Ministero federale dei trasporti.

I ranger stessi possono osservare, documentare e informare le autorità; tuttavia, secondo la normativa vigente, non possono intervenire in veste ufficiale, ad esempio emettendo multe per infrazioni amministrative.

Inoltre, la gestione delle aree protette e le norme di navigazione sono due cose diverse. Per le vie navigabili federali nel Mare di Wadden si applica la Regolamento sulla navigazione nel Mare del Nord. Non subirà modifiche a seguito del progetto Ranger. Nel gennaio 2026 il governo federale ha inoltre dichiarato che un Al momento non è prevista alcuna modifica del regolamento. Per eventuali Norme di navigazione nelle aree protette del Mar Baltico Occorre inoltre tenere conto delle competenze relative alle vie navigabili federali. Lo ha sottolineato Michael Stoldt, consulente legale della DSV, nel Intervista di YACHT sulla tutela del Mar Baltico spiegato.

Volontariato anziché divieti: un modello collaudato

Durante la conversazione, Stoldt ricorda un modello che ha funzionato bene nel Wattenmeer per molti anni: accordi volontari tra le autorità per la tutela della natura e le associazioni di sport acquatici, nati intorno alla svolta del millennio, quando la normativa sui parchi nazionali è stata completamente riformata. Il livello di rispetto delle norme era elevato, mentre le violazioni erano minime – come confermato dall’amministrazione del parco nazionale nel corso di regolari incontri annuali. Stoldt ritiene che la pressione del traffico che i ranger dovrebbero monitorare nel Wattenmeer sia minima: «Chi naviga in quella zona sa bene quanto poco movimento ci sia in realtà».

Tuttavia, finora le federazioni e le associazioni di sport acquatici non sono state coinvolte nella pianificazione del MaRa. Stoldt esprime quindi una chiara aspettativa: se si dovessero realizzare strutture concrete relative agli sport acquatici, spera «che allora ci coinvolgano anche noi».

​Perché anche i velisti del Mar Baltico dovrebbero prestare particolare attenzione

Sulla costa del Mar Baltico dello Schleswig-Holstein, la questione dell’assistenza e della gestione dei visitatori nelle aree protette non è affatto astratta. Da marzo 2026, in quella zona sono in vigore tre nuove riserve naturali marine: tra la baia di Gelting e la foce del fiume Schleim, nella parte meridionale della baia di Hohwacht e a ovest di Fehmarn. Sono state definite nell’ambito del Piano d’azione per la tutela del Mar Baltico 2030, dopo il fallimento dei progetti per la creazione di un parco nazionale del Mar Baltico.

Dalla breve descrizione non emerge se il progetto MaRa prenda in esame queste tre aree, altre aree protette sul Mar Baltico o, in una prima fase, solo le possibilità di collaborazione.

I pescatori si sentono ignorati

La pesca costiera reagisce in modo simile. Nel suo comunicato stampa del 4 settembre 2026, l’Associazione regionale dei pescatori Weser-Ems scrive che il progetto non è stato affrontato «nemmeno in una frase secondaria» durante il dialogo sulla pesca recentemente concluso in Bassa Sassonia. Il presidente dell’associazione, Dirk Sander, ha dichiarato: «Ci aspettiamo che il governo regionale illustri in modo esaustivo quali siano i piani per le acque costiere. Un dialogo si basa sull’apertura e sulla fiducia. Il settore della pesca non si sente informato su questa questione».

Dietro a tutto ciò si nasconde una delusione dal punto di vista della politica economica: la Commissione per il futuro della pesca 2025, istituita dal governo federale, aveva raccomandato di coinvolgere maggiormente la pesca costiera nelle attività di monitoraggio ambientale all’insegna della “diversificazione”. Ora, secondo l’accusa dell’associazione, proprio questi compiti dovrebbero essere affidati a una nuova struttura statale di ranger da istituire.

Come alternativa, i pescatori e i pescatori part-time della Bassa Sassonia stanno valutando un modello ispirato a quello dei “Sea Ranger” del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, dove, a partire dall’autunno 2023, i pescatori possono conseguire una qualifica supplementare come guardie forestali marine e assumere così compiti di monitoraggio e tutela.

Il ministro dell’Ambiente della Bassa Sassonia, Meyer, cerca di mediare: nel progetto relativo ai Marine Ranger si dovrebbe valutare anche la possibilità di coinvolgere i pescatori di granchi interessati come partner qualificati per escursioni naturalistiche, gite per avvistare le foche o passeggiate sulle distese fangose, ha spiegato alla dpa.

Cosa devono sapere ora i velisti

Per la prossima crociera, i piani del progetto non subiscono per il momento alcuna modifica. Nel Mare del Nord e nel Mar Baltico si applicano le norme vigenti delle rispettive aree protette. Ciò che cambia è il quadro politico: quella che nel 2023 è nata a Cuxhaven come “Iniziativa del Mare di Wadden”, nel 2026 è diventata un progetto concettuale per entrambi i mari costieri tedeschi – con un orizzonte temporale che va ben oltre l’attuale legislatura. Se da ciò deriveranno effettivamente imbarcazioni di pattuglia nel Mare del Nord e nel Mar Baltico, e con quali compiti e poteri, verrà deciso in un processo che sta appena prendendo slancio.

Per i velisti, già nella fase di progettazione si pone la questione pratica di chi, in futuro, fornirà informazioni sulle norme di sicurezza in acqua, documenterà le osservazioni e dialogherà con gli equipaggi. La breve descrizione menziona espressamente gli sport acquatici come soggetti con cui elaborare possibili forme di cooperazione. Resta da vedere se e quando le federazioni e le associazioni di sport acquatici parteciperanno a questo processo.

Quali compiti potrebbero svolgere utilmente i Marine Ranger nel Mar Baltico e in quali ambiti gli appassionati di sport acquatici dovrebbero essere coinvolti fin dall’inizio nel processo decisionale?

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Ursula Meer

Ursula Meer

Redakteurin Panorama und Reise

Ursula Meer ist Redakteurin für Reisen, News und Panorama. Sie schreibt Segler-Porträts, Reportagen von Booten, Küsten & Meer und berichtet über Seenot und Sicherheit an Bord. Die Schönheit der Ostsee und ihrer Landschaften, erfahren auf langen Sommertörns, beschrieb sie im Bildband „Mare Balticum“. Ihr Fokus liegt jedoch auf Gezeitenrevieren, besonders der Nordsee und dem Wattenmeer, ihrem Heimatrevier.

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