Steffi von Wolff
· 23.09.2026
Di solito non si va volentieri ai funerali. Ma io dico sempre che queste cerimonie non si tengono per il defunto, bensì per i suoi cari. La presenza di ciascuno dimostra quanto si fosse stimato il defunto. Proprio come oggi. Un funerale a Eckernförde. Un amico di lunga data di mio marito, appassionato di vela. Si indossa il nero, ci si comporta con compostezza, si cantano docilmente tutte le canzoni e si recita il Padre Nostro. Il pastore parla in termini molto elogiativi di Hans. Era una persona irreprensibile, sempre disponibile per tutti con i suoi modi tranquilli e ponderati. Soprattutto quando si trattava di andare in barca a vela.
So però che era anche un po’ sbadato. Ad esempio, nel 1984 Hans una volta gettò l’ancora senza fissare la cima alla barca. Oppure, dopo tre birre, gli capitava spesso di confondere la tribordo con la babordo. Ci sono diverse storie del genere. In realtà mi sarebbe piaciuto se una di queste fosse stata raccontata qui. Cose del genere alleggeriscono l’atmosfera. Ma forse gli altri non la vedono in modo così spensierato.
Si prosegue. Il parroco descrive Hans nel suo discorso come un buon marito e dice che ha esaudito ogni desiderio di sua moglie Grete. «Ogni desiderio va bene», mi sussurra mio marito. «Ha fatto di tutto per Grete. Le portava persino il caffè a letto ogni mattina e cose del genere.» – «Pssst.» – «Ma è vero. Inoltre, lui ha…» – «Pssst!» La discrezione non è mai stata il suo forte. E poi dovrebbe prendere esempio dal suo amico velista Hans.
A un certo punto cantiamo l’ultima canzone, ci alziamo e poi ci dirigiamo in un ristorante al porto. Lì ci accolgono dei camerieri dall’aria seria che ci servono dei “Tote Tanten”. «Tranquilli e posati», dice York con un sorriso. «Irreprensibili. Vi ricordate di «Gotland Runt»? Quando Hans aveva dato di matto e siamo riusciti a cavarcela da soli, anche se aveva navigato da schifo, ma ovviamente sapeva comunque sempre tutto meglio di noi?» Annuiti collettivi e «hahaha», «hohoho». Vengono serviti dei panini farciti.
Erwin guarda i panini. «Li ha preparati apposta Hans, quel cretino», dice poi. Aggrotto la fronte. Che c’è di male nei panini farciti? «Sapeva benissimo che adoro la carne macinata con le cipolle.» Ora Erwin ha le lacrime agli occhi. «E sapeva benissimo che per me una generosa dose di cipolla è l’essenziale. Ora guardate questi panini.» Gli trema il labbro inferiore. I panini sono davvero farciti abbondantemente. «Ah, Hans», dice Erwin. «Vecchio mio! Non ti dimenticherò mai!» Ora mi vengono le lacrime anche a me. Tutti guardano. «Ma niente Gouda con i cetriolini.» Ludwig. «Beh, non eravamo proprio amici intimi. Almeno c’è anche il Camembert.»
«Solo perché una volta ti ha rubato quella Karina. È successo a Sandhamn, eravamo in giro con la «Forever together».» – «Si chiamava Kaja. Ed è successo a Mariehamn.» La birra arriva in grandi bicchieri. Si brinda. E poi si parte con «Ve lo ricordate…?» Naturalmente il «Ve lo ricordate…?» ha la sua ragion d’essere. Ma è faticoso per chi non c’era quando è successo ciò di cui si parla. In questo caso, tutte le donne dei narratori del «Ve lo ricordate…?». Ma siamo abituati alle delusioni.
Ora tutti i compagni sono seduti insieme e ridacchiano a crepapelle al ricordo di quando Manni si è schiantato contro l’albero mentre volava con lo Spi. Si continua a strillare ricordando una certa Carlotta e una certa Jacqueline, che in Francia… beh… si sono «rendute felici». «Grete e Hans stavano già insieme!», urla Norbi, che, a quanto so dai racconti, è la persona più indiscreta che si possa immaginare. In questo momento ne sta davvero facendo onore. Ma poi, come dal nulla, Grete: «Devi raccontarlo correttamente, però, Norbi. Cioè che anche noi avevamo una storia insieme.» Norbi arrossisce. «Ma solo per poco.» Oh oh.
«Ansgar, fai un giro di acquavite per tutti!», ordina Grete battendo il pugno sul tavolo. «Voglio che brindiamo a mio marito!» Tutti esultano. Grete è davvero una tipa in gamba. Poi arriva Ansgar con i bicchieri. «Vi ricordate quella cameriera a Enkhuizen, dove eravamo tutti insieme, quella che ci ha semplicemente lanciato le platesse fritte? E che poi si è unita a noi a bere!» – «Ansgar, un altro giro!» E vi ricordate questo e vi ricordate quello.
«Ah, questo sarebbe piaciuto a Hans!», dice poi qualcuno. «Peccato che non possa più vederlo.» Si alzano i bicchieri: «A Hans! Ti auguriamo ogni bene!»
«Vi ricordate quando indossavamo tutti quei vestiti rossi e attraversavamo la strada mano nella mano?», dice Bernward. «Siamo sempre stati uniti, anche a terra!»
«Oh sì!» Tutti annuiscono e sorridono con un po’ di malinconia. «Erano tempi fantastici. Quando tagliavamo gli spazzolini da denti per risparmiare peso!»
«È vero! È stata un’idea di Hans!»
«Il buon Hans!»
Ora sono tutti molto silenziosi e guardano il piano del tavolo, e all’improvviso percepisco che c’è ancora un grande spirito di coesione e una sorta di affetto che probabilmente sono nati grazie alla vela. È bello vedere i ragazzi così, anche se sono tristi. I ricordi li uniscono, per sempre. Una convivenza del genere in barca può essere anche molto impegnativa. Ma ce l’hanno sempre fatta tutti insieme.
Walter sospira. «O quando Hans era appeso in cima all’albero per riparare l’indicatore di vento, c’era un vento di forza sette!» – «No, nove!» – «Sciocchezze, undici!» – «Tutte sciocchezze, c’era bonaccia.»
«Comunque sia, è sempre stato fantastico essere in viaggio con voi, ogni singola navigazione è stata un evento, ragazzi!», esclama Per.
Poi ci si stringe ancora di più, anche se ormai è quasi impossibile. Vengono serviti di nuovo birra e acquavite. Si brindano per la dodicesima volta. «A Hans! Ti auguriamo ogni bene per il tuo ultimo viaggio a lungo raggio!»
Poi si guardano l’un l’altro, i vecchi compagni, quelli che ci sono ancora. Ricordano i bei tempi, quando erano giovani e sono invecchiati insieme. Per loro la vela era il senso della vita e lo è ancora.
Sì. Anche i funerali hanno il loro lato positivo. Si brindano, si riflette e si è grati per ciò che è stato. E si spera che non sia ancora finita. Che si possa restare ancora un po’ qui, con i colleghi che nel corso dei decenni sono diventati fratelli. E quando qualcuno se ne va, ci si stringe ancora di più. E si pensa a quanto fosse bello tutto questo!
Cime delle onde unisce le esperienze di navigazione sul Mar Baltico e sullo Skagerrak a riflessioni personali sulla vita. Menso Heyl racconta di navigazioni notturne, punti di ancoraggio e incontri nei porti da cui nascono amicizie.
Stagione velistica raccoglie i resoconti di viaggio, i ricordi e le riflessioni di Wilfried Erdmann relativi a oltre quattro decenni trascorsi in mare. La gamma spazia da brevi uscite in barca a grandi viaggi in mare, dalla navigazione su derive e barche a noleggio alla navigazione in condizioni di tempesta. Il volume illustra chiaramente quanto la storia personale possa essere strettamente legata alla vela – e perché le esperienze vissute con amici e compagni di bordo abbiano un impatto che va ben oltre una singola crociera.
Alcuni equipaggi non condividono solo le crociere, ma un’intera vita. Cosa ha tenuto unita la vostra amicizia velistica più longeva nel corso di tutti questi anni? Raccontatecelo nei commenti.

Freie Autorin