David Ingelfinger
· 11.08.2026
L'olandese Laura Dekker è stata la persona più giovane della storia a compiere il giro del mondo in solitaria in barca a vela. Tra l'agosto 2010 e il gennaio 2012, la sedicenne ha circumnavigato il globo in tappe successive. Il suo percorso l'ha portata dall'allenamento con l'Opti alla navigazione da diporto sull'Atlantico. Già prima della partenza, la sua età aveva suscitato grande attenzione da parte dei media, tanto che un tribunale ne aveva ritardato la partenza di quasi un anno. Il suo record non è mai stato riconosciuto ufficialmente. In questa serie presentiamo i velisti e le veliste in solitaria più straordinari della storia che hanno circumnavigato il mondo.
Dekker è nata nel 1995 a Whangārei, in Nuova Zelanda, durante un viaggio in barca a vela di sette anni intrapreso dai suoi genitori. Ha trascorso i primi anni della sua vita a bordo. Per Dekker, quindi, la barca è stata fin dall’inizio una parte fondamentale della sua vita. In occasione del suo sesto compleanno ha ricevuto il suo primo Optimist, che ha iniziato a governare da sola già dopo poco tempo.
In seguito si è aggiunta una “Hurley 700”. Con quella, nel 2007, Dekker ha navigato per sei settimane in solitaria con il suo cane nel Mare di Wadden. Nel maggio 2009 è arrivata l’impresa in mare aperto. All’età di 13 anni ha navigato da Maurik, nei Paesi Bassi, passando per Maassluis fino a Lowestoft, in Inghilterra, in solitaria attraverso il Mare del Nord e attraversando le rotte di navigazione molto trafficate del Canale della Manica.
Quando, nell’agosto 2009, è stato reso pubblico il progetto di un giro del mondo in solitaria in barca a vela, è intervenuto l’Ufficio olandese per la tutela dei minori. Un tribunale ha inizialmente limitato l’affidamento dei genitori, affinché uno psicologo infantile potesse valutare l’idoneità di Dekker. Alla fine di ottobre 2009, il tribunale della famiglia di Utrecht ha deciso in via definitiva che avrebbe potuto partire non prima dell’estate 2010. Una traversata così lunga avrebbe potuto mettere a rischio la sua salute e il suo sviluppo mentale, si leggeva nella motivazione.
Solo alla fine di luglio 2010 il tribunale della famiglia di Middelburg ha posto fine alla tutela con effetto immediato. Il caso ha suscitato polemiche ben oltre l’ambito della vela; anche la rivista YACHT ne ha parlato la disputa sulla loro prevista crociera.
Per il viaggio, suo padre acquistò una “Jeanneau Gin Fizz”. Il due alberi francese era armato a ketch e lungo circa 12 metri. Dekker riprese il nome “Guppy” dalle sue barche precedenti. L’armamento si prestava bene alla navigazione in solitaria e da diporto, poiché lo yacht era stato ottimizzato appositamente per i viaggi a lungo raggio. Grazie a un sistema Iridium, trasmetteva la sua posizione, consentendo alla sua famiglia nei Paesi Bassi di seguire la rotta.
Dopo mesi di controversie con le autorità olandesi, nell’estate del 2010 Laura Dekker ha finalmente potuto salpare. Insieme al padre, ha navigato inizialmente dai Paesi Bassi a Portimão per mettere alla prova il suo yacht “Guppy” durante una lunga prova in mare. Da lì ha proseguito poi verso Gibilterra. Lì, il 21 agosto 2010, la quattordicenne ha dato il via al suo giro del mondo in solitaria.
Il suo itinerario l’ha condotta inizialmente alle Isole Canarie e a Capo Verde. A dicembre ha attraversato l’Atlantico a bordo della “Guppy” fino a Sint Maarten. Dopo diverse tappe nei Caraibi e il passaggio attraverso il Canale di Panama, è seguita la tappa più lunga del suo viaggio: dalle Isole Galápagos ha navigato per circa 2.960 miglia nautiche fino a Hiva Oa, nell’arcipelago delle Marchesi – una traversata che ha completato in 18 giorni. Ciò corrisponde a una media di circa 164 miglia nautiche al giorno, ovvero poco meno di sette nodi di velocità rispetto al fondale.
Nel corso del suo viaggio attraverso il Pacifico e l’Oceano Indiano, Dekker ha dovuto affrontare numerose sfide. Per percorrere le circa 770 miglia nautiche dalle Marchesi a Tahiti le ci è voluta circa una settimana. Venti mutevoli, scogliere, traffico marittimo e poche ore di sonno hanno reso questa tappa particolarmente impegnativa. Successivamente ha proseguito la navigazione verso Tonga – circa 1.400 miglia nautiche in dodici giorni – e ha continuato il suo viaggio passando per le Fiji e Vanuatu.
Il 25 agosto 2011 Dekker è arrivata a Darwin. Lì ha incontrato suo padre; insieme hanno superato la “Guppy”. A Darwin Laura Dekker ha inoltre festeggiato il suo sedicesimo compleanno.
La tappa più impegnativa doveva ancora arrivare. Dopo la sosta a Darwin, Dekker ha fatto rotta verso ovest attraverso l’Oceano Indiano. Davanti a lei si prospettava la traversata più lunga del suo viaggio: circa 5.540 miglia nautiche che l’hanno condotta, senza soste, per 47 giorni fino a Durban, in Sudafrica. In questa tappa ha reso note le sue posizioni con un ritardo di circa due settimane, per timore della pirateria nell’Oceano Indiano. Dekker ha riferito di condizioni che variavano tra bonaccia assoluta e vento forte e spesso mutevole, oltre che di mare agitato.
Da Port Elizabeth ha proseguito il viaggio verso sud. Il 26 novembre 2011 ha superato Capo Agulhas, il punto più meridionale dell’Africa e del suo viaggio. Il giorno dopo, in condizioni meteorologiche avverse, ha doppiato il Capo di Buona Speranza e ha raggiunto Città del Capo, dove era ormeggiata anche la flotta della Volvo Ocean Race.
La tappa finale ha coperto oltre 5.600 miglia nautiche senza scali, da Città del Capo ai Caraibi. Il 21 gennaio 2012, verso le 15:00 ora locale, Dekker è entrata nella baia di Simpson Bay a Sint Maarten, all’età di 16 anni e 123 giorni. Tuttavia, non ha mai voluto tornare nei Paesi Bassi.
Dekker è quindi la persona più giovane ad aver circumnavigato il mondo in solitaria, superando l’australiana Jessica Watson. La Watson aveva completato la sua circumnavigazione nel maggio 2010 senza scali e in 210 giorni, ma al termine dell’impresa era più grande di età. Dekker non ha ottenuto alcun titolo ufficiale. Il World Sailing Speed Record Council aveva eliminato la “categoria giovani” a seguito del dibattito sulla cosiddetta mania per la gioventù; anche il Guinness dei primati non ha riconosciuto la traversata come record.
Già a metà del 2011 suo padre aveva dichiarato che per sua figlia non era tanto il record a contare, quanto piuttosto il tour stesso. Fino ad oggi naviga in giro per il mondo e, in qualità di direttrice della “Laura Dekker World Sailing Foundation”, trasmette le sue esperienze alla prossima generazione di giovani velisti.

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