Anniversario125 anni del Segel-Club Oevelgönne

YACHT

 · 13.06.2026

I fondatori della SCOe durante una gita in barca a vela; in primo piano: Arthur Weiss.
Foto: DSV/SCOe

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I soci del Club Velico Oevelgönne di Amburgo del 1901 (SCOe) festeggiano quest’anno i 125 anni di storia del club. La Federazione Velica Tedesca (DSV) celebra questo anniversario con un ritratto sul proprio sito web. Leggetelo qui di seguito anche su YACHT online, per gentile concessione della DSV:

​Continuiamo a navigare insieme

I soci dello SCOe hanno dovuto ricostruire il loro club praticamente da zero ben due volte. Ma poiché l’impegno e il fare da sé sono da sempre nel DNA dello SCOe, l’associazione dell’Elba con sede a Köhlfleet costituisce, anche nel suo 125° anniversario, una vivace comunità per grandi e piccini, velisti amatoriali e agonisti.

Come tutto ebbe inizio…

Il giorno di Capodanno del 1901, Bernhard Schulz, Hermann Pohlmann, Albert Heinze, Georg Löffler, Arthur Weiss, Willi Ludwig e Martin Derner si riunirono per un aperitivo mattutino al locale “Robert Fischer” a Oevelgönne, che all’epoca apparteneva ancora all’Altona prussiana. I sette appassionati di vela decisero solennemente di fondare un’associazione «con l’unico scopo di promettere amicizia reciproca, di restare sempre uniti e di aiutarsi a vicenda in ogni occasione» : era nato il Segel-Club Oevelgönne von 1901 e.V.

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Per preservare l’intimità e lo spirito di cameratismo desiderati, gli amici decisero di non accogliere altri membri. Questo proposito durò però poco: le derive «Elbe», «Kille» e «Seemöve», acquistate poco dopo, attirarono giovani interessati e nel 1912 il blocco alle nuove adesioni fu ufficialmente revocato.

… e come andò a finire

Già nel 1913 la giovane associazione, situata sulle rive dell’Elba, all’epoca ancora molto tranquille, contava 65 soci e 24 imbarcazioni. Nel 1914 il club organizzò un programma velico completo: regate associative sull’Elba, oltre alla partecipazione alla regata federale. Si presentarono al via cinque imbarcazioni dello SCOe, che vinsero tutte dei premi.

Poi arrivò la svolta della Prima guerra mondiale. 17 soci dello SCOe morirono al fronte e tutte le imbarcazioni del club dovettero essere vendute per mancanza di fondi. Il club dovette reinventarsi – e lo fece grazie all’impegno, alla coesione e al lavoro volontario. Nel 1922 si contavano nuovamente 61 soci e 15 imbarcazioni; furono introdotte le regate interne.

In quegli anni i soci solcavano regolarmente il Mare del Nord e il Mar Baltico, talvolta in condizioni estremamente avverse. Ne è un esempio il viaggio di Arthur Ott, che nel 1925 salpò alla volta di Helgoland a bordo della sua yolla di 5,5 metri, la “Irmgard”.

Nel 1926 seguì il passo successivo di grande importanza, il trasferimento sull’altra sponda dell’Elba: una sede propria sul Köhlfleet a Finkenwerder. Rampa di alaggio, binari, pontoni, ponte di marea, sistema di boe, un pontile di 50 metri e un capannone per le barche furono realizzati quasi interamente con le proprie forze. Due terzi dei soci erano artigiani, per lo più disoccupati a causa della crisi economica e motivati a dare una mano. La prima sede del club era una piccola casa di legno, affettuosamente soprannominata «Wanzenbude».

Con la nomina di Adolf Hitler a Cancelliere del Reich nel 1933, anche all’interno dello SCOe molte libertà vennero meno. Le associazioni sportive furono «allineate» al regime, e il presidente dell’associazione doveva essere membro del NSDAP. Nel 1933 nessun membro dello SCOe faceva parte del partito nazista, per cui un rappresentante del NSDAP per gli sport acquatici si autoproclamò «capo dell’associazione». Un anno dopo, lo SCOe fu costretto a fondersi con un’altra associazione velistica e ricevette un nuovo statuto. Questo prevedeva, tra l’altro, che i soci di età inferiore ai 35 anni dovessero svolgere un’ora di esercizi di atletica leggera la domenica mattina presso la sede del club. Si continuava a praticare la vela sul Köhlfleet e sul basso Elba. Nel 1936 si tenne per la prima volta la regata «Rund um Pagensand», che nel 2026 festeggerà il suo 90° anniversario.

Nel 1939 la vita associativa si arrestò quasi del tutto; nel 1944 l’area dell’associazione fu gravemente danneggiata dai bombardamenti. I pochi rimasti sul posto, per lo più soci anziani, misero al sicuro come meglio poterono tutto ciò che era rimasto dopo i bombardamenti. Ci si rimise al lavoro e, con innumerevoli turni di lavoro, si ripulì l’area devastata e si sostituì la passerella in legno distrutta con una struttura in acciaio.

I fondi erano scarsi, il materiale quasi inesistente, ma la voglia di progettare, costruire e navigare era immutata. Fu così che negli anni del dopoguerra nacque una leggendaria flotta di derive Blitz in acciaio. Georg Sievert, socio del club e soprannominato Schöttel, mise a disposizione la sua officina: si piegavano le ordinate, si stampavano le lamiere, si rivettavano i componenti. Con mezzi limitati e grande ingegnosità si creò una flotta leggendaria. «Alla fine, le otto imbarcazioni furono sorteggiate tra i costruttori», racconta il presidente dello SCOe, Sven-Ove Baumgartner.

Nel 1948 fu indetta nuovamente la regata associativa “Rund um Pagensand”, che in seguito divenne un appuntamento fisso con il nome di Regata di Pagensand: un evento sportivo di grande rilievo, ma anche un’occasione di incontro sociale.

Gli anni Sessanta: il porto di Amburgo era in pieno boom e aveva bisogno di più spazio. Così il porto turistico di Amburgo sul Köhlfleet dovette cedere il posto a un impianto di raffinazione del petrolio. Molte associazioni si trasferirono nel nuovo porto turistico nella vicina Wedel. Anche la flotta estiva dello SCOe si trasferì a Wedel nel 1967, presso lo Schlengel K. L’area sul Köhlfleet rimase tuttavia il centro sociale dell’associazione. Furono costruiti nuovi capannoni e, contemporaneamente, si rafforzò l’impegno a favore delle giovani leve: un gruppo di bambini che praticavano l’Opti, feste per bambini nell’area – la vela divenne uno sport per famiglie e per la comunità. Diverse generazioni di giovani membri dello SCO trascorsero il loro tempo libero in quell’area selvaggia e tentacolare, costruendo capanne e case sugli alberi, finché, negli anni Novanta, l’Autorità Portuale di Amburgo non si appropriò di gran parte del terreno.

Negli anni Ottanta e Novanta lo SCOe ha vissuto un periodo di grande splendore sportivo: la bandiera blu-bianca-rossa era ben visibile alla Kieler Woche, alla Travemünder Woche, alla regata di Sandhamn e ai campionati internazionali – con derive OK, FD, Sharpie, incrociatori e barche a chiglia.

​Molti soci ricordano ancora vividamente il progetto di costruzione della barca a vela all’inizio degli anni 2000. La barca a vela itinerante per giovani “Möwe” è stata costruita in gran parte con il lavoro dei soci stessi e finanziata grazie alla generosa donazione di un socio del club. «Tutti gli alberi, i pennoni e le parti in acciaio inossidabile sono stati realizzati dai nostri soci», ricorda il presidente Baumgartner, «e prima del varo sul Köhlfleet praticamente tutto il club era al cantiere navale Jensen 24 ore su 24 per completare il cutter». Oggi, anche dopo la fine del boom dei cutter sull’Elba, la «Möwe» è un elemento importante delle attività giovanili. Non solo viene utilizzata attivamente per la navigazione a vela, ma a bordo i giovani imparano anche come riparare, verniciare e mantenere in buono stato il legno.

Il club oggi

​Giusto in tempo per l'anniversario, la club house risplende di nuovo splendore grazie al nuovo pavimento, alle pareti chiare al posto dei rivestimenti scuri e ai servizi igienici rinnovati. Anche in questo caso, la parte del leone è stata fatta dai soci.

Il lavoro volontario non è solo un mezzo per raggiungere un fine, ma anche il collante che tiene unita la comunità. Nei locali del club in Antwerpenstraße, durante l’inverno i soci lavorano alle loro barche, si occupano della manutenzione della sede, bevono un caffè o semplicemente osservano insieme, da oltre il muro di protezione contro le piene, il vivace Köhlfleet. Per organizzare il rimessaggio invernale, il varo e il recupero delle imbarcazioni, i soci si riuniscono una volta al mese durante i mesi invernali.

La gestione oculata rimane una pratica consolidata. Un esempio: ogni deposito invernale è dotato di un proprio contatore elettrico e la fatturazione avviene per singolo socio. Affinché tutto avvenga in modo equo, c’è un «addetto ai contatori». Inoltre, lo SCOe dispone di un addetto al trattore, di un addetto al verricello e di diversi addetti ai capannoni, solo per citare alcune delle cariche ricoperte a titolo volontario.

​Oggi lo SCOe conta circa 250 velisti, tra cui bambini e ragazzi. Il club punta consapevolmente a mantenere un numero contenuto di soci. «L’associazione funziona perché tutti danno il proprio contributo», riassume il presidente Sven-Ove Baumgartner, meglio conosciuto come «Petrus». È alla guida del club dal 2002 e, «grazie a un ottimo gruppo di dirigenti», continua a ricoprire la carica con grande entusiasmo.

Il consiglio direttivo si impegna a coinvolgere sia gli anziani che i giovani: i primi con la rivista “Blinkfüer”, che esce sette volte all’anno, e con i ritrovi per anziani, i secondi con gli allenamenti di Opti e 420 sull’Elba. L’attenzione è rivolta a una formazione velistica a tutto tondo. «Non formiamo atleti di livello agonistico, altri lo sanno fare meglio», afferma Sven-Ove Baumgartner.

E del resto, anche la vela agonistica fa parte del DNA del club. I soci dello SCOe partecipano regolarmente a campionati internazionali con derive e barche a chiglia; con l’«Edelweiss» di Thomas Reinecke, una barca dello SCOe ha persino preso parte alla nuova edizione dell’Admiral’s Cup.

Uno sguardo al futuro

L'anno dell'anniversario dello SCOe avrà inizio il 1° gennaio 2026 alle ore 11 con un ricevimento celebrativo in Antwerpenstraße. In estate è prevista una grande festa per tutti i soci e gli amici del club. In autunno, la regata di Pagensand festeggerà il suo 90° anniversario con una grande festa a Wedel.

Lo SCOe, insieme ad altre associazioni veliche dell’Elba, si è prefissato l’obiettivo di rilanciare le regate sull’Elba. E i primi successi non si sono fatti attendere: l’«Elbe Super Sailing Tour», una nuova serie di regate, favorisce gli incontri e offre uno stimolo a gareggiare con gli altri. Anche se il campo di regata «non è sempre solo divertimento» (Baumgartner), l’obiettivo è quello di riallacciarsi ai grandi momenti degli anni Ottanta e Novanta sull’Elba.

«Prezzi imbattibili grazie al lavoro autonomo» rimarrà anche in futuro il credo dello SCOe. I capannoni in Antwerpenstraße rimarranno il fulcro dell’associazione. Per questo è fondamentale mantenere vivo lo spirito di impegno e di autonomia.

La proprietaria dell’area del club sul Köhlfleet è l’Autorità Portuale di Amburgo; la SCOe utilizza l’area gratuitamente grazie a un contratto quadro per lo sport. Qualora il porto dovesse essere nuovamente ampliato e l’area fosse necessaria, l’associazione dovrà liberare lo spazio entro sei mesi. Tuttavia, questo scenario sembra attualmente molto improbabile – «soprattutto perché il Comune dovrebbe metterci a disposizione un’area sostitutiva di dimensioni simili», afferma Sven-Ove Baumgartner.

Questo è il Club Velico di Oevelgönne

Il Segel-Club Oevelgönne von 1901 e.V. conta 250 soci, dispone di un rimessaggio invernale sul Köhlfleet di Amburgo e di posti barca estivi nel porto turistico di Amburgo a Wedel. I soci del club praticano principalmente la navigazione da diporto, ma partecipano anche a regate in diverse classi. I nuovi soci sono i benvenuti. Contatti: Segel-Club Oevelgönne von 1901 e.V., e-mail: vorstand@scoe.de, www.scoe.de


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