Team Malizia«Non le rivedrete mai più così!»

Tatjana Pokorny

 · 07.07.2026

Si parte con il test di sbandamento a 90 gradi: Boris Herrmann indica la direzione della nuova “Malizia 4”. È presente anche la skipper del modello precedente, la “Malizia – Seaexplorer”: Frankie Clapcich (a sinistra).
Foto: tati
Appena varata e già in modalità “capovolgimento”? Non era proprio così, come suggerivano a prima vista le immagini giunte martedì da Lorient. La nuova imbarcazione di Boris Herrmann e del Team Malizia doveva superare il test di sbandamento a 90 gradi previsto dalla classe IMOCA. L’atmosfera, dapprima tesa e poi allegra, la diceva lunga.

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A Lorient, presso La Base, il programma di “Malizia 4” prosegue a ritmo serrato. Dopo che l’albero era già stato montato poche ore dopo il varo lunedì pomeriggio, a bordo dell’imbarcazione, in serata sono state effettuate le prove di carico statiche. Martedì mattina sono poi seguiti i momenti emozionanti del le prove di inclinazione a 90 gradi previste per la classe Imoca.

Prova di sbandamento a 90 gradi: la gru ha avuto un breve sussulto, mentre la “Malizia 4” no

«Non la rivedrete mai più!», ha annunciato il co-skipper Will Harris con tono al tempo stesso ottimista e sicuro di sé. Il capovolgimento deve rimanere appannaggio delle prove ufficiali e, ovviamente, non è previsto per le prossime regate. Dopo un iniziale intoppo della gru, la procedura si è svolta senza intoppi. «Malizia 4», sotto la direzione del direttore tecnico Pierre-François «Pifou» Dargnies, si è comportata secondo i piani, superando il test a pieni voti.

Una volta chiarito questo punto, l’atmosfera nel Team Malizia è passata da tesa e concentrata a allegra e divertente. La scuderia di Boris Herrmann ha approfittato di questo appuntamento fisso anche per una sessione fotografica e per un po’ di divertimento a margine. Così, lo stesso Boris Herrmann ha camminato in equilibrio lungo l’albero, posizionato trasversalmente a 90 gradi, mentre lo ispezionava. La co-skipper Cole Brauer lo ha seguito.

Alla fine, i velisti si sono radunati sul fianco della scocca che si ergeva verso l’alto per scattare delle foto di gruppo un po’ particolari, prima che Will Harris e Cole Brauer si tuffassero dall’alto, come da un trampolino di cinque metri, nel bacino portuale di La Base a Lorient. Mentre la barca giaceva nel porto con una forte inclinazione, sulla parte inferiore dello scafo era possibile leggere su entrambi i lati, a grandi lettere bianche, una domanda importante per Boris Herrmann e il suo team: «What’s under your boat – Cosa c’è sotto la tua barca?»

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Un messaggio di Malizia: “What’s under your boat?”

Il motivo per cui questo messaggio è così importante per il Team Malizia è stato spiegato dallo skipper al termine del test di virata a 90 gradi: «Nel 2024 eravamo a New York. Cornelius Eich (N.d.R.: responsabile del programma di partnership e sostenibilità del Team Malizia) aveva organizzato una conferenza alla Casa della Germania presso l’ONU, dedicata alla tutela degli oceani.»

All’epoca, sul palco insieme ai Maliziani, c’era Sylvia Alice Earle, la più importante oceanografa e attivista ambientale statunitense impegnata nella tutela dei mari. «Mi ha chiesto se, in realtà, mi capita mai di pensare a cosa ci sia sotto la barca», ricorda Boris Herrmann con grande vividezza. «Da lì nasce lo slogan. Sylvia Alice Earle è una sorta di David Attenborough dei mari». La domanda e le sue numerose risposte accompagnano il Team Malizia ora e in futuro.

Anche il libro di Boris Herrmann, “Die Welt unter meinem Boot” (Il mondo sotto la mia barca), pubblicato nell’ottobre 2025, ha affrontato approfonditamente la questione, fornendo risposte avvincenti. Con la domanda scritta sullo scafo della nuova “Malizia 4”, Herrmann intende continuare a ispirare le persone a interessarsi all’ambiente che le circonda e ai mari. Lui stesso e l’equipaggio, tuttavia, in questi giorni sono per il momento concentrati al 100% sulla nuova “Malizia 4”. Una prima prova in mare è già prevista per mercoledì, al più tardi giovedì.

Dopo il varo: poco tempo, tante sfide

Il tempo a disposizione per i test e la preparazione in vista degli impegni che si avvicinano rapidamente è limitato. Già all’inizio di agosto è in programma il primo trasferimento transatlantico verso New York, dove il 1° settembre la prima edizione dell'Ocean Race Atlantic ha inizio. Una volta superata la gara a squadre, a partire dal 1° novembre con la leggendaria Route du Rhum, la prima regata in solitaria con la nuova Imoca di Boris Herrmann. Se tutto andrà secondo i piani, “Malizia 4” avrà già attraversato l’Atlantico tre volte nel giro di circa quattro mesi e mezzo.

“Nato il 6 luglio” – il filmato di Malizia sul varo:

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Tatjana Pokorny

Tatjana Pokorny

Giornalista sportivo

Tatjana “tati” Pokorny è autrice di nove libri. Giornalista per la principale rivista di vela europea YACHT, lavora anche come corrispondente per l'Agenzia di stampa tedesca (DPA), l'Hamburger Abendblatt e altri media nazionali e internazionali. Nell'estate del 2024, Tatjana sarà in collegamento da Marsiglia per la sua nona Olimpiade consecutiva. Altri temi centrali sono l'America's Cup dal 1992, l'Ocean Race dal 1993, la Vendée Globe e altre regate nazionali e internazionali e i loro protagonisti. Disciplina preferita: ritratti e interviste a personaggi della vela. Quando ha iniziato a fare giornalismo sportivo, si occupava ancora intensamente di basket e di altri sport, ma la vela è diventata ben presto il suo obiettivo principale. Il motivo? L'ottimista dichiarato dice: “Non esiste un altro sport come questo, uno sport con personalità così interessanti e intelligenti, uno sport così vario, uno sport così pieno di energia, forza e idee. La vela è come una dichiarazione d'amore per la vita sempre rinnovata".

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