Boris Herrmann e il suo team hanno avuto pochi giorni dopo il varo della nuova “Malizia 4” Solo cose positive da raccontare. Si è parlato di “amore al primo colpo di vela”. E di una “prima settimana incredibilmente fluida e impressionante”. Ed era proprio così, a un’osservazione più attenta sul posto. Il varo è stato seguito dal test di sbandamento a 90 gradi, durante il quale solo la gru ha avuto un breve momento di esitazione, ma non il bolide nero e rosso del Team Malizia.
Già due giorni dopo il varo, “Malizia 4” era pronta per la prima prova in mare. Mercoledì sera, a sole 36 ore dal varo, con venti leggeri provenienti dalla Bretagna, la barca è uscita nell’ora blu verso la zona di navigazione tra Lorient e l’Île de Groix. La breve navigazione è stata sufficiente per testare i foil e le vele. L’equipaggio ha issato una volta ogni vela disponibile, ha verificato i sistemi e si è fatto una prima idea della nuova imbarcazione.
Per l’equipaggio, ma anche per i numerosi curiosi presenti sulle rive, la prova in mare ha offerto un altro momento clou visivo, impossibile da non notare: la nuova imbarcazione si è mostrata per la prima volta in acqua con la sua nuova livrea completa. È stato un momento speciale anche per l’equipaggio, che per molti mesi aveva potuto ammirare il design cromatico ideato da Jean-Baptiste Epron solo su rendering, maschere di verniciatura e foto della costruzione.
Venerdì, poi, anche il vento nella baia di Lorient e nella zona circostante si è fatto un po’ più intenso. Il Team Malizia ha approfittato della brezza più forte per il primo volo. Per la prima volta si è navigato sui foil. Boris Herrmann e il suo team sono rimasti soddisfatti del risultato dopo due anni di lavorazione più che soddisfatto. Lo skipper ha reagito con gioia e allegria, dicendo: «E se funzionasse?»
“Malizia 4” si è alzata dolcemente sui suoi foil. Già al primo tentativo è riuscita a compiere un volo di impressionante stabilità. Per tutti i padri e le madri che hanno lavorato così intensamente per oltre due anni alla realizzazione di questa imbarcazione, è stato uno dei momenti più importanti. Un altro aspetto degno di nota di questa prima settimana è stato il modo in cui i primi passi del team con la nuova IMOCA si sono svolti secondo i piani, nonché la rapidità con cui l’imbarcazione è stata resa operativa ad alto livello.
Alla squadra sono bastati solo cinque giorni dal varo al primo decollo riuscito. La precisione con cui si è proceduto, in modo rapido e mirato, riflette anche il programma serrato che la squadra intende assolutamente rispettare, poiché la prima grande regata con la partenza sulla nuova Ocean Race Atlantic Il 1° settembre a New York si avvicina e la nuova imbarcazione deve ancora essere trasportata lì. Quindi navigare, planare, volare, imparare e ottimizzare sono le priorità del momento.
Per la prossima settimana è previsto, ad esempio, anche un interessante test in collaborazione con la più recente vincitrice della Vendée Globe, la “Macif”. La snella “Malizia 4” – più stretta di circa un metro rispetto alla sua predecessora “Malizia 3”, che naviga con minore resistenza e con foil più robusti e leggermente più allungati – sembra pronta per i prossimi passi nella sua ancora giovane vita.
Il previsto appuntamento potrebbe fornire una prima indicazione sulla capacità di “Malizia 4” di portare a termine il compito assegnato ai progettisti fin dall’inizio: superare non solo la sua predecessora con vento in poppa e in condizioni di forte pressione, ma anche la regina del Vendée Globe «Macif», in acque calme e con venti leggeri, potrebbe darla. Non è ancora chiaro chi prenderà il posto dell’attuale «Macif». È certo, però, che Sam Goodchild riceverà l’anno prossimo una nuova Imoca per la sua seconda Vendée Globe.
Sarà opera di Guillaume Verdier e dovrebbe assomigliare piuttosto al progetto radicale appena presentato per il Team DMG Mori. Il loro nuovo scafo ha fatto grande impressione grazie al bustle e alle cisterne laterali di zavorra d'acqua. Lo stesso vale per il Team Malizia. «Si tratta davvero di un progetto molto, molto radicale», ha dichiarato Boris Herrmann a Lorient.
Per quanto riguarda le nuove imbarcazioni Verdier, tuttavia, l’orientamento preciso del progetto complessivo rimaneva ancora da definire, poiché i foil non erano ancora stati installati presso DMG Mori. «Non sappiamo ancora come saranno i loro foil. Molto dipenderà da questo», ha spiegato Boris Herrmann. Lo skipper della «Malizia 4» non ha nascosto di essere rimasto sorpreso, come l’intera famiglia IMOCA, dalla radicalità del design della DMG Mori.
«Dobbiamo aspettare e vedere come si evolve la situazione. La barca sembra essere stata costruita appositamente per l’Ocean Race», ha commentato Boris Herrmann descrivendo le sue prime impressioni. The Ocean Race è la regata a squadre intorno al mondo più famosa, che Boris Herrmann vorrebbe vincere con il Team Malizia. Per il momento, dal punto di vista quantitativo, non si è ancora radunata una concorrenza particolarmente numerosa. Dal punto di vista qualitativo, però, è quantomeno molto interessante. Prima di allora, però, c’è il prossimo vertice IMOCA di quest’anno: la Ocean Race Atlantic a settembre.

Giornalista sportivo