Tatjana Pokorny
· 28.09.2026
Il percorso è sempre lo stesso dal 1978: anche quest’anno, a partire dal 1° novembre, la Route du Rhum condurrà i suoi partecipanti dalla città portuale bretone di Saint-Malo a Pointe-à-Pitre, nel dipartimento d’oltremare francese della Guadalupa, per un tragitto di 3542 miglia nautiche. Il percorso si snoda da est a ovest, passando per le Azzorre, attraverso l’Atlantico fino al Mar dei Caraibi.
Si prevede che questo evento diventerà un classico di fine autunno di questo sport offshore particolarmente impegnativo un gruppo di partecipanti davvero entusiasmante: 118 imbarcazioni, tra cui la Class40 costituisce il gruppo più numeroso. Nella lista delle iscrizioni figurano 8 Ultim-Gigantinnen, 23 Imocoa-Solisten, 49 skipper della Class40 e 11 Ocean Fifties. A questi si aggiungono 13 monoscafi d’epoca e 14 multiscafi d’epoca. Alla partenza ci saranno quasi tutti i nomi di spicco della scena offshore francese e internazionale.
Innanzitutto c'è Charles Caudrelier con la nuova “Gitana 18” al via. L’attesissima prima apparizione dell’ultima gigantesca Ultim della scuderia Rothschild è accompagnata da numerosi superlativi. Da un lato, Charles Caudrelier attuale detentore del titolo e grande tifoso la Rhum-Route, che si svolge solo ogni quattro anni, proprio come i Giochi Olimpici. Nella 12ª edizione del 2022, a bordo del “Maxi Edmond de Rothschild”, predecessore dell’Ultim, (“Gitana 17”) era stato il primo a infrangere la barriera dei 7 giorni, completando il percorso in 6 giorni, 19 ore, 47 minuti e 25 secondi.
«La Route du Rhum è la regata che mi sta più a cuore.» Charles Caudrelier
Di fronte alle speculazioni sulle potenzialità della nuova “Gitana 18”, Caudrelier ha tuttavia invitato alla cautela riguardo alla nuova imbarcazione: “È un obiettivo ambizioso dopo soli cinque o sei mesi di preparazione. Ma questo mi motiva». I suoi avversari sono i solisti della classe Ultim Tom Laperche («SVR-Lazartigue»), Armel Le Cléac’h («Maxi Banque Populaire XI»), Thomas Coville («Sodebo Ultim 3»), Anthony Marchand («Actual Ultim 4»), Louis Burton («Ultim Armand Thiery»), Guirec Soudée («Liamm») e Alexia Barrier («Idec Sport – CIC»). La francese punta a diventare la prima donna a portare a termine una regata in solitaria Rhum con un Ultim.
La classe IMOCA riserva molti spunti interessanti e una lunga serie di candidati al podio, anche se, ad esempio, Yoann Richomme, secondo classificato al Vendée Globe, sta ancora aspettando la sua nuova imbarcazione e non potrà partecipare a questa regata. Boris Herrmann, con la nuova “Malizia 4”, è tra i principali favoriti, così come il terzo classificato al Vendée Globe, Sébastien Simon, con la “Groupe Dubreuil – Air Caraïbes”, un modello Verdier ancora più recente.
La nuova “DMG Mori Global One” non partecipa alla Route du Rhum. Il team giapponese guidato dallo skipper Kojiro Shiraishi, senza partecipare alla regata in solitaria, si concentra sulla partenza dell’Ocean Race intorno al mondo, che avrà inizio il 17 gennaio ad Alicante. D’altra parte, Francesca Clapcich (“11th Hour Racing”), in vista della sua prima Vendée Globe, partecipa per la prima volta alla Route du Rhum con l’ex “Malizia 3” in una grande regata in solitaria.
La Route du Rhum è una delle regate più leggendarie del nostro sport. Sono davvero felice di essere di nuovo al via.” Boris Herrmann
Per il sei volte circumnavigatore del mondo, residente ad Amburgo e con una “seconda casa” a Lorient, la Route du Rhum rappresenta anche un’altra occasione molto gradita per mettere alla prova “Malizia 4”, che è stata varata solo il 6 luglio. Con l’Ocean Race Atlantic ha già superato la sua prima prova con il team. Boris Herrmann ha dichiarato: «La Route du Rhum sarà la mia prima regata in solitaria su questa barca e rappresenterà un passo molto importante in vista del Vendée Globe, nonché per l’intero programma agonistico del Team Malizia».
Un’esperienza di déjà-vu come nella Route du Rhum 2022 Nessuno nel team Malizia se lo augura. All’epoca, la “Malizia 3” era la nuova IMOCA, più o meno giovane come lo è ora la “Malizia 4”. Quattro anni fa, Boris Herrmann tagliò il traguardo solo al 24° posto con quella barca appena varata. La combinazione tra la rotta meridionale, ritenuta troppo rischiosa, che come per altri aveva portato a venti deboli, e un problema con l’alloggiamento del foil di dritta, aveva determinato quel risultato insoddisfacente.
Anche quattro anni fa la Route du Rhum aveva segnato il primo solo di Herrmann con una barca di nuova costruzione, prima che, poco dopo, prendesse il via ad Alicante l’Ocean Race intorno al mondo. La situazione si ripete, ma il risultato dovrebbe essere diverso a novembre, in occasione della 13ª edizione della Route du Rhum. Questa volta, la nuova “Malizia 4” ha già dato prova di sé nell’Ocean Race Atlantic. Sebbene leggermente rallentata da una collisione e da un danno al sistema di foil, la Neue era comunque veloce e ha mancato il podio per soli cinque minuti.
Dopo aver tagliato il traguardo della prossima Rhum Challenge, l’imbarcazione non tornerà a Lorient. “Malizia 4” verrà trasferita direttamente dalla Guadalupa ad Alicante. Nel porto di partenza dell’Ocean Race sono in programma sessioni di allenamento. Anche il team tecnico del Team Malizia sarà presente sul posto. A quasi esattamente quattro anni dalla prima partecipazione di Malizia alla più famosa regata a squadre intorno al mondo, Boris Herrmann e il suo equipaggio raccolgono la sfida per la seconda volta.
Una delle storie più tristi nel periodo che precede la Route du Rhum è il caso di Thomas Ruyant. Il francese era uno dei promotori del progetto di costruzione di tre nuove imbarcazioni insieme al team Malizia di Boris Herrmann e al team Banque Populaire di Loïc Berrehar. Ruyant aveva varato la sua “razzo da cucina” in estate è stato il primo dei tre skipper a arrivare, poco prima di Boris Herrmann, ma era già senza sponsor principale. Una settimana fa, poi, Ruyant aveva ufficialmente rinunciato alla ricerca di un nuovo partner per la Route du Rhum.
«La mia delusione è enorme. Ma la storia è ben lungi dall’essere finita». Thomas Ruyant
In una dichiarazione pubblica, Thomas Ruyant aveva espresso la sua delusione, ma ha anche espresso la sua speranza per il futuro: «La mia delusione è enorme. Questa gara occupa un posto speciale nella mia storia. Vi ho partecipato e l’ho vinta due volte. In qualità di campione in carica, ovviamente volevo assolutamente tornare e difendere questa vittoria.» Ora non se ne farà nulla, perché la ricerca di un partner non ha avuto esito positivo.
Thomas Ruyant ha dichiarato: «Avevamo tutto ciò che ci serviva per scrivere una grande storia: un team motivato e di talento, una nuova imbarcazione che ci ha impressionato e che ha già dimostrato un potenziale incredibile fin dalle prime uscite. Quando ho intrapreso questo progetto, sapevo che avrei dovuto gareggiare contro il tempo, soprattutto nella costruzione della nuova imbarcazione. Ma la vita di uno sportivo è fatta di vittorie e delusioni. Di momenti in cui tutto fila liscio come l’olio e altri in cui bisogna accettare che le cose non vadano secondo i piani.»
La conseguenza per chi non scende a compromessi: «Non siamo riusciti a trovare una partnership che ci avrebbe permesso di partecipare a Saint-Malo alle condizioni giuste. Oggi devo rinunciare a questa Route du Rhum. Ma non a ciò che verrà dopo.
La serie di regate IMOCA proseguirà, con altre regate leggendarie a partire dal 2027. E il Vendée Globe 2028 si profila già all’orizzonte. L’ambizione è ancora più grande. E anche l’energia.”
Ruyant considera il suo ritiro dalla Route du Rhum una sconfitta in una singola tappa, ma non un addio definitivo all’Imoca. Ha dichiarato: «Ho un’enorme voglia di navigare, di partecipare a regate d’altura e di vincere. E soprattutto di continuare a scrivere e raccontare storie straordinarie – con un team, una barca e dei partner che condividono questa ambizione. La storia è ben lungi dall’essere finita. Auguro a tutti voi una fantastica Route du Rhum – Destinazione Guadalupa!»

Giornalista sportivo