L'indipendenza dell'Europa dal GPS si amplia. L'ESA lancia la sua prima missione di posizionamento, navigazione e temporizzazione in orbita terrestre bassa (LEO-PNT), destinata a integrare l'alternativa europea al GPS, Galileo, e a renderla più robusta.
La pressione temporale è enorme: l'Europa deve rendere operative le frequenze in banda L e S assegnate all'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT) entro il maggio 2026, per assicurarle al futuro sistema operativo. "Non avevamo solo un piano di sviluppo per essere pronti entro due anni, ma anche un obbligo di scadenza", spiega Roberto Prito, responsabile del programma Celeste all'ESA.
Da qui il lancio con Rocket Lab invece che con un lanciatore europeo: il sistema a razzo Vega era al completo al momento richiesto e altre opzioni europee non erano disponibili. I due satelliti IOD-1 (GMV, Spagna) e IOD-2 (Thales Alenia Space, Francia) si trovano in Nuova Zelanda dal 20 febbraio e dal 3 marzo e sono sottoposti ai test finali presso il complesso di lancio Rocket Lab Māhia.
Celeste sarà il terzo pilastro dell'infrastruttura PNT europea: EGNOS fornisce segnali di integrità dall'orbita geostazionaria per applicazioni critiche per la sicurezza come l'aviazione, l'alternativa GPS Galileo fornisce navigazione autonoma dall'orbita terrestre media con quasi 5 miliardi di utenti in tutto il mondo, e Celeste è destinato a portare resilienza, nuovi servizi e maggiore sicurezza dall'orbita terrestre bassa. Un aspetto importante è che molti utenti non vogliono più affidarsi al GPS. "Qualche anno fa, molti dicevano: Con quattro costellazioni satellitari globali e oltre 100 satelliti in orbita, possiamo usarli tutti", spiega Prito. "Oggi molti utenti non vogliono affidarsi a sistemi stranieri". Celeste sostiene la sovranità dell'alternativa GPS europea.
Gli undici satelliti previsti operano in quattro diverse bande di frequenza con applicazioni specifiche:
"Siamo più vicini all'utente, possiamo inviare segnali più forti e utilizzare frequenze che sarebbero molto complesse da MEO", spiega Prito. L'altitudine inferiore consente inoltre di determinare autonomamente l'orbita senza dipendere dall'infrastruttura della stazione di terra.
Celeste non mira a migliorare l'accuratezza del GPS alternativo a Galileo, che è già nell'ordine del centimetro e persino del millimetro per le applicazioni geodetiche. L'obiettivo è invece quello di raggiungere più rapidamente un'elevata precisione. "La dinamica dei satelliti LEO può aiutare a raggiungere un'elevata precisione in tempi molto più brevi", spiega Prito. Anche il time-to-first-fix, ossia il tempo necessario per determinare la prima posizione, è notevolmente ridotto.
Inoltre, sono previsti nuovi servizi che non sono possibili da MEO: Ricerca e salvataggio per gli utenti di smartphone (indipendente da altre reti), comunicazione bidirezionale per le emergenze, servizi speciali di cronometraggio.
Alla domanda sulla concorrenza di Starlink o Iridium, Benedicto chiarisce: "Dobbiamo stare attenti a non confrontare mele con mele. Questi sistemi utilizzano i segnali di telecomunicazione esistenti per calcolare una posizione: si tratta di 'segnali di opportunità'". Sebbene questi portino resilienza grazie alla completa indipendenza, non mirano alle stesse prestazioni dell'alternativa GPS europea Galileo o Celeste. "Sono importanti, ma diversi in termini di soluzione e di servizio target".
Nel 2025, l'amministrazione marittima svedese ha lanciato diversi avvertimenti sulle interferenze GPS diffuse nel Mar Baltico. Il LEO-PNT, con segnali più forti e diverse bande di frequenza, è destinato ad aumentare la resilienza dell'alternativa GPS europea. I test dell'ESA in Norvegia (Jammer test) hanno rivelato due minacce: Inceppamento Sovrasta i ricevitori con segnali di interferenza, Spoofing invia segnali falsi - ancora più pericolosi perché vengono visualizzate posizioni false senza che l'utente se ne accorga.
La banda C mostra una resistenza particolarmente forte a entrambi i tipi di interferenze e agli effetti naturali della ionosfera. Questo potrebbe portare a medio termine notevoli miglioramenti nella sicurezza dei naviganti nel Mar Baltico, indipendentemente dal GPS.
Il lancio degli otto satelliti aggiuntivi (Pathfinder B) è previsto per la metà o la fine del 2027. La "fase preparatoria in orbita" è già stata approvata alla conferenza del Consiglio ministeriale dell'ESA nel novembre 2025. Questa fase non è più solo dimostrativa, ma anche di preparazione e validazione di un sistema operativo. Resta da vedere quando i servizi saranno disponibili per la navigazione da diporto - il periodo di prova e dimostrazione durerà inizialmente fino al 2027, con un massimo di 300 satelliti in orbita entro il 2035.
Celeste Missione LEO-PNT:
Nuovi servizi offerti da Celeste:
Galileo: L'alternativa europea al GPS

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