Dopo la nebbia e la pioggia, arriva un’insolita mini-estate scozzese. Il viaggio a bordo della «Bolero» prosegue da Tobermory lungo l’isola di Mull, nel Sound of Sleat, fino al remoto Loch Nevis: tra frutti di mare, raffiche di vento, delfini, foche e balenottere nane.
In Scozia bisogna prendere il tempo così com'è. E come è! Le previsioni promettono sole e temperature intorno ai 30 gradi. Proprio ora, sotto i primi caldi raggi di sole, un pescatore sta ormeggiando e lancia in acqua il suo pescato – cesti di plastica pieni di granchi – legati a lunghe corde, affinché rimangano freschi. «I migliori li vendo direttamente qui ai ristoranti», racconta, aggiungendo ridendo: «E il resto va in Europa».
Ci piacerebbe assaggiare il pescato del giorno in uno dei locali, ma la rara “mini-estate” scozzese ha attirato moltissime persone in cerca di una breve vacanza. Senza prenotazione è impossibile trovare posti liberi nei ristoranti. Quindi opteremo per il fast food. Ma che fast food! Nella bancarella dalle strisce verde fresco del Fisherman’s Pier Seafood ci preparano: capesante freschissime con un black pudding eccezionale, merluzzo alla griglia con insalata di cavolo, insalata verde e pane appena sfornato. Mangiati al tramonto da semplici scatole di cartone, mentre i bambini sfrecciano sulla baia con i gommoni Topper e le piccole barche da pesca colorate dondolano sul molo. Chi ha bisogno di un ristorante in un momento del genere?
All’ingresso del Mishnish Pub un ragazzo ci accoglie con un sorriso radioso. «Non c’è più niente da mangiare. Sono io il cuoco e ho finito il turno», spiega. «Ma qui potete bere tutta la notte. Questa è la Scozia!», aggiunge ridendo. All’interno, sopra il camino, un’iscrizione dipinta in lettere dorate su legno scuro ci dà il benvenuto: «Benvenuti! Sedetevi, prendete un bicchiere e mettetevi comodi».
Il pavimento in legno scricchiola sotto i passi, dalle finestre filtra l’ultima luce del giorno sulla baia. Gli altri ospiti chiedono con gentilezza e interesse da dove veniamo e dove siamo diretti. Ci vuole un attimo per trovare un'intesa linguistica, dato che il dialetto scozzese è incredibilmente lontano da ciò che ci hanno insegnato a scuola e all'università. Di solito, però, bastano due frasi con un accento teutonico per far incontrare i due estremi della stessa lingua su un terreno comune. Un giovane racconta della vita piuttosto dura quassù, soprattutto dopo la Brexit, alla quale l’industria offshore dà un po’ di slancio. Alcune settimane su una piattaforma petrolifera o in un parco eolico, poi altrettante a casa: questo garantisce un certo benessere. Ma per alcuni a caro prezzo, se le settimane libere vengono trascorse principalmente tra degustazioni di whisky e pinte di birra chiara. «Allora potremmo anche chiamare Tobermory “not-so-sober-mory”».
Anche Tobermory ha una propria distilleria, situata in posizione strategica proprio sul porto e con il fiume Gearr Abhainn alle spalle, che un tempo forniva l’energia necessaria per i processi di macinazione e ammostamento. La sua acqua si raccoglie più in alto sulle colline e scende a cascata, formando un’imponente cascata. Il sentiero che sale costeggia la costa attraverso un fitto bosco. Di tanto in tanto, cascate più o meno grandi sgorgano dalla ripida collina, mentre il fiume serpeggia attraverso piccole rapide.
Alberi nodosi si ergono in piedi o giacciono a terra, sradicati da una delle numerose tempeste, ricoperti di muschio sul suolo della foresta. Pietre antichissime testimoniano ancora le fondamenta di antiche abitazioni. Piccoli varchi tra i rami offrono una vista sulla baia, sullo Sound of Mull e sulle Highlands che si estendono alle loro spalle. Un mosaico immenso e vivace, che risplende di un verde chiaro al sole per poi sbiadire di nuovo sotto le nuvole che scorrono veloci.
In alto, la cascata scende maestosa lungo una ripida parete di pietra scura. Il terreno lungo il sentiero che porta al suo bordo porta tracce di torba, vecchie radici d’albero e roccia. Il vento non porta alcun rumore prodotto dall’uomo, ma piuttosto il profumo dei fiori, del bosco e della torba, con un tocco di mare e di sale.
Più tardi, dopo aver mangiato al Macgochans Pub sul porto, ritroveremo tutti questi aromi in un bicchierino di Tobermory invecchiato 15 anni: la Scozia distillata. Accanto a noi è seduta l’equipaggio di un grande veliero. Un portoghese si avvicina a noi. «Vi piace qui?», ci chiede, anticipando la risposta: «Io lo adoro!»
La mattina seguente la rotta prosegue verso nord-ovest con vento moderato. Il vento soffia, eccezionalmente, in modo piuttosto costante, sebbene debole. La barca costeggia lentamente il versante esposto al vento dell’Isola di Mull. Solo qua e là crescono alcuni alberi, il resto è ricoperto da una peluria verde. Superiamo Corrachadh Mòr, il punto più occidentale della terraferma britannica, e poco più a nord il grande faro di Ardnamurchan. La roccia grigio-marrone a dritta sembra stratificata, con i bordi superiori ricoperti di muschio. Nessun albero, nessun cespuglio che possa attecchire qui. A babordo si trovano le Small Isles, Muck ed Eigg e le cime appuntite del Rhúm, poi l’Isola di Skye. Quante possibili destinazioni per un tour delle isole nordiche!
All’imbocco del Sound of Sleat, il corrente di marea Nelle acque di un blu intenso si formano di nuovo onde impetuose, anche se piccole, prima che una lunga risacca proveniente dall’Atlantico culli dolcemente la barca. Il vento si placa. Lungo la costa frastagliata scorgiamo piccole baie e “lochs” più grandi con spiagge dai riflessi dorati. I cormorani popolano a stormi intere formazioni rocciose, mentre un tordalco si posa sull’acqua. Lontano davanti a noi si ergono le Highlands: quelle più vicine e pianeggianti sono verdi, mentre quelle più lontane, avvolte in una foschia blu, sono maestose e imponenti.
Nel giro di pochi minuti il vento riprende a soffiare. Prima a 18 nodi, poi a 25. Appena la vela è issata, bisogna già ridurne la superficie, soprattutto perché forti raffiche e venti discendenti continuano a turbinare intorno alla barca. «Ci è già capitato spesso qui», racconta Edgar. «A volte le raffiche raggiungono il doppio della forza del vento di base.» I delfini si divertono un mondo e fanno a gara con la barca a chi salta più in alto.
Da Loch Ceann Traigh il vento ci soffia forte contro, ma nella profonda baia una scogliera sabbiosa e alte montagne boscose ci offrono riparo. L'ancora viene calata a dieci metri di profondità, a una certa distanza dalle altre tre imbarcazioni presenti in questo splendido luogo. Dalla terraferma giunge il profumo dei pini e della sabbia. Un sule dal becco grosso emette un verso rauco e fragoroso, mentre le procellarie gracchiano in coro. Quando il sole tramonta dietro le Ebridi, tinge dapprima il cielo di vivaci tonalità arancioni, poi, fino a ben oltre mezzanotte, di tutti i colori della tavolozza pastello. Il silenzio assoluto e le volute di nebbia che aleggiano davanti alle isole conferiscono alla notte un’atmosfera mistica quasi esagerata.
L’atmosfera è completamente diversa il pomeriggio seguente nel pub più sperduto della Scozia, a Inverie, sulla sponda settentrionale del Loch Nevis. Al bancone dell’Old Forge, un gruppo di giovani in kilt – con fantasie che vanno dal quadrettato al mimetico – calze tirate su ben strette e scarponi, ride allegramente. All’esterno risuona musica dal vivo con flauto traverso e chitarra. Ciò che viene portato fuori dalla cucina sembra davvero invitante, ma ancora una volta tutti i tavoli sono riservati.
Qui le auto sono ammesse solo con un permesso speciale; chi non arriva in traghetto deve percorrere almeno 27 chilometri a piedi. Fortunato chi arriva con la propria barca. E non solo per le boe di ormeggio e per il panorama, ancora una volta mozzafiato, tra le alte montagne: lungo il tragitto abbiamo potuto osservare a lungo un grande branco di delfini che solcavano la baia veloci come frecce, saltando e compiendo piroette di continuo, oltre a foche che facevano capolino dall’acqua con curiosità. A coronamento di tutto, sono passate tranquillamente anche delle balenottere nane, le cui schiene e pinne brillavano al sole.
Mallaig, subito a sinistra all’uscita da Loch Nevis, è un vivace villaggio di pescatori e punto di partenza per i traghetti diretti alle Ebridi, ma anche una tappa imperdibile per i fan di Harry Potter. È proprio da qui, infatti, che parte il treno rosso con la locomotiva a vapore nera che, nel romanzo, porta l’allievo di magia a Hogwarts e, nella realtà, accompagna i suoi fan attraverso le Highlands occidentali. In tutto il paese si trovano piccoli riferimenti a maghi e streghe.
I sentieri salgono ripidi. In alto, al di là delle siepi di fucsie in fiore, si apre un’ultima vista mozzafiato su un arcipelago altrettanto leggendario, prima che il treno mi riporti a Glasgow.
Christina ed Edgar proseguono la loro navigazione. Scoprono baie con spiagge che non hanno nulla da invidiare a quelle dei Caraibi, avvistano pappagalli sull’isola solitaria di Lunga e passeggiano tra i resti di antichi villaggi – nel selvaggio Ovest della Scozia, che in ogni insenatura e in ogni località supera ogni aspettativa.
Vento e condizioni meteorologiche: Il periodo migliore per visitarla va da maggio a settembre, con temperature medie comprese tra i 17 e i 20 gradi durante il giorno, mentre di notte possono scendere anche sotto i 10 gradi. All’inizio dell’estate il vento tende a soffiare da nord-est, mentre in seguito da sud-ovest con una velocità compresa tra i 10 e i 15 nodi. Sulle coste sono da prevedere raffiche e improvvisi cambiamenti di direzione del vento; sono possibili anche tempeste. Per l’utilizzo delle app meteo, UKV, il servizio ad alta risoluzione Modello meteorologico del Met Office britannico, che durante la crociera si è rivelata la più affidabile.
Navigazione: La corrente di marea è solitamente inferiore a due nodi, ma nei punti più stretti può raggiungere gli otto nodi. Quando il vento soffia in direzione opposta alla corrente, la navigazione diventa rapidamente difficile; è indispensabile pianificare attentamente la rotta. L’escursione di marea varia, a seconda del luogo e del periodo di marea, tra i 2,50 e i 5 metri. Sulle rotte principali circolano numerosi traghetti e navi mercantili.
Porti e punti di ancoraggio: Durante la stagione i porti si riempiono rapidamente, pertanto si consiglia di prenotare in anticipo; in alcuni casi è addirittura obbligatorio. La maggior parte dei porti dispone di pontili galleggianti. La guida ai porti “Welcome Anchorages” è disponibile gratuitamente in molti uffici portuali e è disponibile anche online in formato PDF.
Nelle baie e nei laghetti, quando le condizioni meteorologiche lo consentono, è possibile gettare l’ancora o ormeggiare a una boa di ormeggio. I velisti da crociera dispongono appositamente di «Antares 814 Charts» Hanno realizzato carte nautiche digitali dettagliate – sebbene non ufficiali – dei punti di ancoraggio e dei canali della Scozia occidentale. Presentano una scala più di dieci volte maggiore rispetto alle carte ufficiali dell’UKHO e mostrano molti più dettagli, come la profondità dell’acqua o la presenza di eventuali grandi massi sommersi. Alcune carte includono anche zone di secca e pendenze del fondale marino utili per l’ancoraggio.
Come arrivare Chi non viaggia in barca può prendere un volo per Edimburgo o Glasgow. Da lì è possibile raggiungere facilmente molte località costiere con autobus e treni, attraversando un paesaggio di una bellezza mozzafiato. Per l’ingresso nel Paese sono necessari un passaporto valido e un’autorizzazione elettronica di viaggio (ETA). L’ETA è disponibile all’indirizzo GOV.UK oppure tramite l’app “UK ETA”. Il costo è di circa 20 euro. Attenzione: i siti web di fornitori terzi applicano tariffe notevolmente più elevate!
Parte 2: Da Mull a Loch Nevis
Ulteriori letture sul territorio: La Scozia occidentale: aspra, ma accogliente.
Suggerimento per un webinar: Se desiderate pianificare in modo più sicuro le correnti di marea e l’escursione di marea per una crociera nelle Highlands occidentali, approfondite l’argomento Webinar sulla navigazione con le maree I fondamenti del calcolo delle maree.
I delfini, le balenottere nane e le baie solitarie dove gettare l’ancora sono un motivo sufficiente per dirigersi anche in una zona caratterizzata da rapidi cambiamenti meteorologici e forti raffiche di vento? Scrivete nei commenti la vostra opinione e le vostre esperienze sulla Scozia.

Redakteurin Panorama und Reise