Testo di Klaus Berger
La vela a gaff è quadrata e viene issata sul gaff tramite due scotte: la scotta di picco e la scotta di calza. Da quando è stata sviluppata diversi secoli fa, la vela a gaff ha quasi completamente soppiantato la maggior parte delle altre forme di vela, ad eccezione della vela a pennone sulle grandi imbarcazioni a vela e di vele più semplici come la vela a spietto e la vela a lugger sulle imbarcazioni di piccole dimensioni, fino a quando non è stata sostituita dal motore nelle imbarcazioni commerciali e dalla vela d’alto mare negli yacht.
Si possono distinguere almeno due tipi di vela a gaffa fondamentalmente diversi: il tipo classico e quello olandese.
Nella classica vela a gaff, il gaff è solo leggermente più corto del boma e forma con la cima dell’albero o lo Stenge un angolo compreso tra 35 e 50 gradi. Questo angolo di picco deriva dal taglio della vela: Il lato superiore, o laccio del gaff, forma di norma un angolo retto con la diagonale tra il punto di attacco e il punto di scotta. Ciò significa che il gaff di una vela stretta, come ad esempio la randa di una ketch, non è mai così ripido come nel caso di una vela larga. Poiché però una vela con un picco alto offre una maggiore potenza, si tratta solo di un male necessario, poiché un gaff più ripido su una vela stretta si sporgerebbe troppo verso l’esterno.
Una vela a gaffa classica prevede una vela di testa, affinché l’imbarcazione non rallenti troppo con vento leggero. Esistono notevoli differenze tra l’armamento a gaffa delle imbarcazioni britanniche e francesi e quello delle imbarcazioni tedesche e scandinave.
Soprattutto sulle imbarcazioni britanniche, la randa è sempre piuttosto bassa, con una balumina piuttosto corta. Sopra di essa viene poi issata una vela di testa relativamente grande, che già per la sua superficie fa parte della normale armatura di bolina ed è tutt’altro che una semplice vela ausiliaria per vento leggero. In Germania e in Scandinavia, invece, si sono sempre utilizzate vele a gaff più alte e vele di testa relativamente più piccole.
Molti yacht costruiti a cavallo tra il XIX e il XX secolo e fino agli anni Trenta sono dotati di una randa con un gaffel più ripido. Questo tipo di vela è più efficace di bolina, poiché la balumina del gaffel, piuttosto ripida, insieme alla balumina anteriore o alla balumina dell’albero, forma un lungo bordo di attacco. Queste vele vengono sempre utilizzate senza vela di testa, che, dato l’angolo acuto tra il gaff e la cima dell’albero, potrebbe comunque essere solo minuscola. Rispetto a una vela alta, questo tipo di vela a gaff è ancora un po’ più complicato da manovrare. In compenso, però, l’albero è piuttosto corto, cosicché l’attrezzatura, una volta ammainata la randa, presenta un peso in testa d’albero e una presa al vento ridotti.
Sulle acque interne c'è un altro vantaggio da non sottovalutare: grazie all'albero corto, è possibile passare sotto alcuni ponti senza doverlo abbassare, basta solo ripiegare la punta del gaffel.
La vela a gaffa olandese presenta una balumina piuttosto lunga, una balumina inferiore lunga e una gaffa molto corta, talvolta ricurva. A volte la gaffa è così corta che, vista da lontano, la vela sembra un’ampia vela alta. Vele simili erano utilizzate in passato anche da numerosi tipi di imbarcazioni americane, spesso in un armamento a due alberi simile a quello di una goletta.
Poiché il baricentro di questa vela olandese a gaff, piuttosto stretta nella parte superiore, è piuttosto basso, essa è particolarmente adatta a imbarcazioni piatte e prive di zavorra, come le barche olandesi a fondo piatto, che hanno una stabilità inferiore rispetto alle imbarcazioni a pescaggio profondo dotate di zavorra. La lunga balumina del albero costituisce un buon bordo di attacco, per cui queste vele tirano bene al vento anche senza vela di testa, in ogni caso meglio di una vela a gaffa bassa quando è issata senza vela di testa.
Di norma, anche il gaffo corto viene armato con la drizza di picco e quella di base. Tuttavia, soprattutto sulle imbarcazioni più piccole, è possibile cavarsela anche con un’unica drizza, che può essere fissata al gaffo un po’ dietro l’albero oppure passare attraverso diverse pulegge distribuite lungo il gaffo.
Proprio come quasi tutte le altre forme di vela, la vela a gaff può essere utilizzata con o senza boma. In passato, la vela con boma veniva spesso chiamata anche “vela a giek”, mentre quella senza boma era nota come “vela a scotta”. Il bordo inferiore della vela con boma può essere fissato al boma tramite una corda di scorrimento, dei cursori o una scanalatura, oppure avere un bordo inferiore libero, come nella maggior parte delle imbarcazioni da diporto. In questo modo è più facile terzarolare. Inoltre, è possibile alzare il colo per alleggerire rapidamente la vela dalla pressione del vento.
Un’evoluzione moderna del tradizionale armamento a gaff è l’armamento a gaff a forca, noto anche come armamento a wishbone. La vela a gaff a forca viene issata sull’albero maestro di un ketch con scivoli e binario, proprio come una vela alta. Ha però la forma triangolare di un fiocco alto e viene tesa all’estremità di scotta tramite un gaffello a forcella, che assomiglia quasi a un boma. Una scotta del gaffello conduce dalla punta esterna del gaffello a forcella all’albero di mezzana.
Sotto la vela a gaffa allargata viene issata una vela di strallo, solitamente con boma, su uno strallo fisso che va dalla cima dell’albero di mezzana alla base dell’albero di trinchetto. Il vantaggio è una superficie velica ampia, poiché lo spazio tra l'albero maestro e l'albero di mezzana viene sfruttato appieno, a differenza di quanto avviene con una vela alta. Inoltre, la manovrabilità è più agevole rispetto all'armamento a gaffa con vela di testa.
Uno svantaggio è il costo elevato di produzione, dovuto alla forma ricurva del boma a forcella e alla complessità dei raccordi. Inoltre, si verificano problemi difficili da risolvere quando la scotta del boma si rompe e il boma a forcella si libera da solo nella parte alta dell’alberatura.
Questo per quanto riguarda le forme tradizionali di vela oggi in uso alle nostre latitudini. Naturalmente ne esistono molte altre, più esotiche, come la vela latina o la vela a forbice del Pacifico. Ma queste sono un argomento che riguarda gli archeologi navali o gli etnologi.
Più impegno, più fascino, spesso anche più peculiarità: il Gaffelrigg ha ancora oggi una reale rilevanza, o vive soprattutto di tradizione ed estetica? Scrivete la vostra opinione nei commenti.