Tatjana Pokorny
· 21.06.2026
In occasione del summit di metà stagione della sesta edizione della SailGP, in Nuova Scozia erano richiesti nervi saldi, grande concentrazione e – come al solito – buone partenze. Con venti leggeri, ad Halifax si è vista per la prima volta da febbraio l’intera flotta dei 13 F50 foiler. La gioia, però, non è durata a lungo.
Dylan Fletcher e il Team Emirates GBR sono stati costretti al ritiro dopo una caduta vertiginosa nella gara di preparazione di domenica, a causa di un timone danneggiato. I brasiliani si sono scontrati con un tonno, sono stati costretti a ritirarsi e sono stati penalizzati dalla giuria con quattro punti per «danni gravi». Altri hanno regalato momenti di grande tensione in questa gara in condizioni di vento leggero. Si è regatato nel campo di regata canadese della SailGP, suddivisi in due gruppi.
In entrambi i gironi, nella lotta per l’accesso alla finale, hanno avuto la meglio le favorite: i Bonds Flying Roos (Australia), tre volte vincitori record della SailGP, e il team svedese Artemis, entrambi co-favoriti, hanno conquistato il primo posto nei rispettivi gironi. La lotta per i secondi posti è stata molto avvincente. La finale a quattro squadre era una novità e derivava dalla decisione di disputare le regate di gruppo.
Il secondo posto nel Gruppo A è stato conquistato in modo spettacolare dagli artisti spagnoli del vento leggero, alle spalle dei Bonds Flying Roos di Tom Slingsby, che hanno navigato con disinvoltura durante il girone principale. Nella regata di flotta più avvincente della giornata, Los Gallos sono riusciti a superare all’ultimo minuto, con una splendida rimonta, i neozelandesi, già tornati competitivi al loro debutto con la nuova imbarcazione. In un fotofinish, un vantaggio di un centimetro a parità di secondo al traguardo ha deciso l’accesso alla finale a favore di Diego Botín e del suo equipaggio.
I neozelandesi sono rimasti a bocca asciutta. Peter Burling, pur rallegrandosi per il ritorno finalmente avvenuto dei suoi Black Foils, ha anche deplorato l’occasione persa per accedere alla finale. Per la sua squadra, dopo la lunga pausa, la configurazione delle imbarcazioni per venti leggeri, soprattutto nella fascia di vento più forte, gli è sembrata «più difficile rispetto agli altri». Burling ha dichiarato: «In questo ambito gli altri erano superiori a noi, dato che avevano già adottato questa strategia a New York o a Rio». L’impresa degli spagnoli, invece, sarebbe stata premiata in seguito.
Nel secondo girone B, al termine della prima giornata, anche la squadra tedesca, che occupava il terzo posto, nutriva ancora delle speranze. Tuttavia, il Germany SailGP Team by Deutsche Bank si è precluso da solo la possibilità di conquistare il quarto posto in finale a causa di partenze deludenti. Il timoniere Erik Kosegarten-Heil ha dichiarato: «Oggi è stata dura. In realtà avevamo un buon feeling con la barca, ma purtroppo nelle partenze non siamo mai riusciti a partire bene».
Durante le regate, il team tedesco di SailGP ha cercato di ovviare alle difficoltà iniziali. Si è potuto vedere come l’equipaggio, composto domenica da cinque membri, abbia lottato e abbia messo a segno diverse belle rimonte. Tuttavia, alla fine, nella settima delle 13 gare della sesta stagione di SailGP, domenica sera si è classificato al settimo posto, mentre il team svizzero Explora Journeys Swiss SailGP di Sebastian Schneiter si è qualificato per la finale.
Nel suo bilancio, Erik Kosegarten-Heil ha dichiarato in occasione del vertice di metà stagione a Halifax: «Oggi abbiamo puntato troppo sull’attacco e troppo poco sulla difesa». In altre parole: la squadra tedesca ha puntato in alto, ha rischiato parecchio e, nella coraggiosa battaglia per l’accesso alla finale, ha perso alcuni punti preziosi per la classifica stagionale.
Erik Kosegarten-Heil ha espresso un giudizio critico sul fatto che i foiler stessero navigando con le loro ali a vela più grandi, da 27,5 metri, in condizioni di vento leggero che poi si è leggermente intensificato. Il due volte bronzo olimpico ha dichiarato domenica: «Le ali sono in realtà troppo grandi per il vento che c’era in quel momento. Normalmente sono progettate per un limite di velocità di 75 km/h. Se si supera quella soglia, le imbarcazioni si sbilanciano».
Si è visto, secondo il timoniere di Strande, vicino a Kiel, «che gli inglesi non ci hanno messo molto a perdere di fatto il controllo durante una manovra». Per questo motivo, ha affermato lo skipper tedesco alla sua terza stagione, «purtroppo è stata una scelta un po’ sbagliata». È la lega a decidere, prima delle regate, in quali configurazioni la flotta disputerà le gare. D’altra parte, però, Erik Kosegarten-Heil ha ammesso che navigare con quelle ali giganti è anche un piacere. Ha detto: «È fantastico! È divertente! Questi aggeggi ci fanno davvero andare avanti».
In finale, dopo un’ottima partenza, gli spagnoli sono stati superati dal Team Artemis con Nathan Outteridge, il “sussurratore del vento”, al timone. Tuttavia, Botín e il suo equipaggio hanno dato il meglio di sé nel momento cruciale: sono riusciti a reagire ancora una volta e hanno strappato la vittoria all’Artemis Racing. Le speranze dei Bonds Flying Roos di conquistare una quinta vittoria consecutiva, che avrebbe potuto stabilire un record, erano ormai svanite.
I Los Gallos hanno così festeggiato la loro prima vittoria della stagione. Il fatto che fossero già in ottima forma anche prima lo dimostra il secondo posto in classifica che gli spagnoli occupano nel campionato stagionale con 44 punti, dopo la tappa di Halifax. Gli australiani (66 punti) continuano a dominare la classifica, mentre gli inglesi (44 punti), a pari punti con gli spagnoli, mantengono il terzo posto anche dopo la sconfitta tecnica subita contro l’Halifax. Il Team Germany (27 punti) occupa il settimo posto in classifica.
Il 25 e il 26 luglio, la Rolex SailGP darà il via alla fase europea della stagione a Portsmouth. Il 22 e il 23 agosto, il campionato di regate veliche farà tappa a per la seconda volta dopo la prima del 2025 a Sassnitz. Cosa si augura Erik Kosegarten-Heil per i prossimi eventi? La risposta non si fa attendere: «Partire bene, sarebbe di grande aiuto».

Giornalista sportivo