Solo un vincitore di metà percorso aveva già raggiunto il traguardo della Mini Atlantique il 29 luglio: il favorito Julien Letissier, a bordo di “Branchet”, era stato il primo a tagliare il traguardo mercoledì. La prima parte di questa mini-serie in due puntate Letissier ha completato il percorso da Les Sables-d’Olonne a Horta, nelle Azzorre, in 7 giorni, 11 minuti e 14 secondi. All’arrivo ha esultato dicendo: «Sono felicissimo e faccio fatica a credere di essere arrivato primo».
Poco più di undici ore dopo, in quel 30 luglio, lo aveva seguito Koki Sawaka, autore di una gara brillante, a bordo della “DMG Mori Sailing Academy 2”. Oltre alle difficoltà della regata e alla fase finale della tappa, caratterizzata da venti deboli e da momenti di tensione, Sawada ha dovuto affrontare una sfida dolorosa, poiché si era infortunato al pollice sinistro già nella fase iniziale della regata.
All’età di 27 anni, Koki Sawada è ora il primo giapponese ad aver raggiunto il traguardo intermedio della Mini-Regata, che si svolgerà fino al 2025 con il titolo “Les Sables-Les Açores-Les Sables”. Felice di questo risultato senza precedenti, ha dichiarato: «Gli skipper giapponesi della DMG Mori che mi hanno preceduto non avevano mai portato a termine questa regata. È quindi incredibile essere il primo velista giapponese dell’Academy a tagliare qui il traguardo».
Grazie al suo successo, il giovane giapponese di Zushi, nei pressi di Enoshima, sede di due edizioni dei Giochi Olimpici, si è assicurato al contempo buone possibilità di salire sul podio. E Koki Sawada ha rivolto anche un bel messaggio a tutti i nuovi arrivati:
«Un tempo 80 o 100 miglia nautiche mi sembravano una distanza enorme. Ma ora che l’ho percorsa, mi sembra una cosa di tutt’altro ordine di grandezza. È stata una dura battaglia, ma una gara fantastica». Koki Sawada
Il pilota della DMG Mori ha dichiarato dopo aver tagliato il traguardo: «Sono felicissimo. Ci è voluto più tempo di quanto pensassi. E non avrei mai immaginato di arrivare secondo! Come sapete, mi sono fatto male al pollice. È stata sia sfortuna che colpa mia: prima il mio timone si è staccato dal supporto e si è piegato verso l’alto. Ho cercato di risolvere il problema, ma in quel momento stavo navigando con lo spinnaker. Quando ho cercato di ammainare lo spinnaker, la scotta mi è scivolata di mano. È così che mi sono fatto male. Non ho ancora sensibilità nel pollice.»
A causa dell’infortunio, Sawada ha avuto difficoltà nel prosieguo della regata a eseguire le manovre in modo ottimale. «All’inizio non ho nemmeno issato lo spinnaker. Volevo semplicemente navigare in sicurezza», ha raccontato a Horta. Poi però ha cambiato idea, come ha spiegato Sawada: «Volevo continuare ad attaccare. Arrivare secondo è davvero qualcosa di molto speciale».
"Sono felicissimo e così orgoglioso!" Koki Sawada
Dopo i due solisti della categoria “Proto” più veloci, è arrivato al traguardo il primo classificato nella classifica delle imbarcazioni di serie. Anche in questo caso si è imposto uno dei favoriti, Ronan Jézégou di Brest, con il suo Raison Maxi 650 “Irish Express” del 2024. Con circa un’ora e mezza di vantaggio su Joseph Cloarec a bordo del “Mini Fifty Fifty”, anch’esso un Raison Maxi 650 ma di quattro anni più vecchio, e ben due ore di vantaggio sul terzo solista in barca di serie, Thomas Darmont, a bordo del terzo Raison Maxi 650 “Demosthene”, Jézégou si è assicurato un buon margine di vantaggio per la seconda metà della regata.
Si prevede che 56 solisti si prepareranno per il viaggio di ritorno da Horta a Les Sables-d’Olonne. Finora hanno dovuto ritirarsi sia quattro partecipanti con imbarcazioni prototipo che quattro con imbarcazioni di serie.
Tom Wehde, invece, non si è dato per vinto. Ritrovatosi al 17° posto nelle prime ore del mattino del 30 luglio, è riuscito a risalire fino al nono posto a bordo del suo Bertrand Vector 650 “Osterrath” del 2024. In questo modo è riuscito a recuperare otto posizioni nel giro di mezza giornata.
Mentre la franco-tedesca Carla Hénon-Steck, nella categoria Protos, giovedì sera, al settimo posto, aveva ancora circa 340 miglia nautiche da percorrere prima del traguardo, Tom Wehde, grazie alla sua energica volata finale, ha tagliato il traguardo in serata dopo 8 giorni, 2 ore, 22 minuti e 4 secondi festeggiare già a Horta.
Entrato a far parte del Team Next Generation nell’inverno del 2024 tramite un concorso come giovane promessa e futuro velista della classe Mini, il suo attuale quinto posto nella classifica delle imbarcazioni di serie su 53 imbarcazioni al via a metà del Mini Atlantique rappresenta la prestazione finora migliore di Tom Wehde. Il suo primo commento: «Gli ultimi giorni sono stati difficili, ma è fantastico essere qui adesso. Non ero mai stato alle Azzorre. È un’esperienza davvero speciale.»
Riguardo all’andamento della prima delle due tappe della Mini Atlantique, Wehde ha dichiarato: «I primi giorni sono stati molto ventosi. È stato bello e il tempo è volato. Ma la parte finale è stata più lenta. È stata una bella sensazione trovarmi da solo a bordo della mia barca». Negli ultimi giorni della prima metà della regata, sia i velisti delle classi Proto che quelli delle classi di serie hanno dovuto fare i conti con venti molto deboli.

Giornalista sportivo