Silverruder 2026Partenza ideale, ma si prospetta una notte movimentata

Ursula Meer

 · 18.09.2026

Silverruder 2026: partenza ideale, ma si prospetta una notte movimentataFoto: Ursula Meer
Ogni anno la griglia di partenza è particolarmente affollata, soprattutto nella classe “Keelboat Medium”, come qui nel 2022.
332 velisti in solitaria, 15 nazioni, 134 miglia – e una partenza in condizioni perfette. Il Silverruder 2026 ha avuto questa mattina a Svendborg un inizio da sogno. Ma ciò che li attende ora è una vera sfida: raffiche fino a 35 nodi, onde corte e ripide sulla punta settentrionale di Fionia e una notte in mare – da soli. Vi racconteremo di barche speciali, velisti coraggiosi, un costruttore amatoriale che guida la sua classe e un duello tra Dehler che non avrebbe dovuto aver luogo. Benvenuti nell’avventura in solitaria più dura d’Europa.

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La Silverruder – la “Challenge of the Sea” intorno a Fionia, chiamata da alcuni anche “Ironman of the Sea” – è ormai da tempo molto più di una semplice regata. È una competizione amatoriale di alto livello che anno dopo anno attira gli stessi volti: veterani che non riescono a resistere alla sfida. Gareggiano su vere e proprie barche da regata o su moderne imbarcazioni d’epoca, su barche a chiglia o su trimarani aperti. La “famiglia Silverruder”. Oggi la regata è giunta alla sua 15ª edizione. La partenza si è svolta in condizioni ideali: vento moderato, visibilità perfetta, un porto pieno di aspettative. Il Silverruder 2026 è partito.

Delle 443 imbarcazioni iscritte, 332 hanno effettivamente preso il via. Il motivo per cui le altre non sono partite è presto detto: il tempo. E non è stato affatto facile.

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Cosa attende i velisti

Il meteorologo e velista della Seascape Jure Jehrmann ha indicato durante il briefing raffiche fino a 30 nodi; il modello meteorologico danese è andato ancora oltre, prevedendo raffiche fino a 35 nodi da ovest-sud-ovest. Soprattutto sulla punta settentrionale di Fionia, che il percorso in senso antiorario considera il tratto più impegnativo, ciò potrebbe rappresentare una vera sfida.

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Il conduttore Jan Hansen – esperto di lunga data di queste 134 miglia nautiche e lui stesso più volte partecipante alla Silverruder – prevede che in quel tratto si impiegheranno fino a quattro ore in traversata. Il suo consiglio per tutti coloro che riusciranno ad arrivare fin lì: navigare più vicino alla costa. All’interno il vento soffia forse a 20 nodi invece che a 25, ma l’onda corta e ripida – che si forma dove l’acqua profonda incontra quella bassa – rimane al largo.

La buona notizia: allo stato attuale, non sembra che ci sarà quella bonaccia sotto i ponti che, durante la regata Silverruder, a volte costringe i partecipanti a prove di pazienza che durano ore o addirittura a navigare a ritroso contro la corrente. Le prossime ore ci diranno se il vento sarà sufficiente per stabilire nuovi record.

Il campo: quindici nazioni, un unico obiettivo

All’inizio della regata a Svendborg, l’organizzatore Philip Cossen ha ribadito ciò che molti dei partecipanti già sapevano: chi è in grado di percorrere lunghe distanze e navigare di notte in solitaria, può partecipare alla Silverruder, percorrere le 134 miglia e arrivare al traguardo. Anche Jan Hansen sottolinea il carattere particolare della regata: «Questa non è una regata per vincere: è una regata per arrivare al traguardo».

E questi potenziali finalisti provengono da ogni parte del mondo. Con 252 imbarcazioni iscritte, i tedeschi costituiscono di gran lunga il contingente più numeroso – un dato degno di nota per una regata danese in casa, alla quale partecipano 123 imbarcazioni danesi. Seguono la Svezia (34), la Polonia (7), la Norvegia (6) e i Paesi Bassi (5). Dalla Svizzera, dalla Finlandia, dal Regno Unito e dalla Slovenia sono arrivate da due a cinque imbarcazioni ciascuna, dalla Francia due – tra cui anche un nome d’eccezione. Anche l’Italia e l’Ungheria sono rappresentate da una barca ciascuna. In totale, oggi si sfidano a vela atleti provenienti da 15 nazioni, tra cui cinque donne.

Barche speciali, persone speciali

Il modello fai-da-te: Kimoca Khaos

Se c’è una barca che in questa stagione, nel mondo della vela danese, ha fatto parlare di sé già prima della partenza, quella è proprio la Kimoca Khaos di Kim Haugaard Da Nyborg. 3,5 anni di lavori, tutto realizzato in proprio: scafo, ponte, albero in fibra di carbonio, boma in fibra di carbonio. Il risultato non è un comodo cruiser da navigare in solitaria, bensì una vera e propria macchina: in porto giace compatta e snella, ma una volta in acqua Kim dispiega i bracci – e dai 3,5 metri si arriva a sette. L’albero si erge per 20 metri verso il cielo, il bompresso si protende in avanti di 2,5 metri, la superficie velica solo con il Code Zero: 75 metri quadrati. A ciò si aggiungono: una chiglia orientabile, che può essere ruotata lateralmente per mantenere lo scafo in posizione verticale anche con vento forte; inoltre, derive, due timoni sollevabili, due stralli di poppa e zavorra d’acqua. Costruita per due persone: da solo, Haugaard avrà davvero il suo bel da fare.

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Attualmente la “Khaos” è in testa alla classe Keelboats Medium e sta quindi lottando per un record di percorso che resiste dal 2021: lo detiene proprio Jan Hansen in questa categoria con 18 ore, 31 minuti e 47 secondi. Il fatto che oggi Hansen conduca la cerimonia di partenza invece di regatare in prima persona conferisce alla situazione una certa ironia. Se la “Khaos” di Kim Haugaard riuscirà a strappargli il record potrebbe decidersi durante la virata verso nord, con questa imbarcazione ampia e complessa, all’estremità settentrionale di Fionia.

Il veterano: Franz Schollmayer sulla Corsa 30

75 anni, una barca aperta dalle prestazioni eccezionali e una storia che ancora oggi, a distanza di anni, viene raccontata durante gli incontri tra velisti: Franz Schollmayer del Segelclub Rheingau è uno di quei velisti che da anni sono fedeli al “Silverruder”. Con la sua Corsa 30 «Firlefranz» è una presenza fissa in regata, nonostante durante la Vegvisir Race le cose siano andate davvero male: Schollmayer è caduto in mare, ma è riuscito a raggiungere la costa a nuoto da solo.

In passato, con la sua leggendaria Esse 850 – anch’essa soprannominata “Firlefranz” – deteneva il record di percorso nella classe piccola con un tempo di 20 ore, 23 minuti e 14 secondi. Fino a quando, nel 2021, Oliver Schmidt-Rybandt non lo ha battuto di quasi due ore con il suo Dehler 30 OD.

La rivelazione: Marlene Brudek con la JPK 10.30

Da quando, da principiante della vela, si è iscritta per la prima volta al “Silverruder”, ha Marlene Brudek non si è quasi mai perso una regata importante. Prima una piccola Sunbeam, poi una First 27 e ora la JPK 10.3 “Heartbeat 2” – una barca con cui nel frattempo ha persino attraversato l’Atlantico in entrambe le direzioni. Rispetto alla sua vecchia First 27, la JPK 10.30 rappresenta un salto di qualità in termini di velocità e superficie velica, ma anche di complessità. In condizioni di regata serrate, con altre imbarcazioni ravvicinate alla partenza, questa sportiva francese è decisamente più impegnativa da manovrare.

Il designer al timone: Sam Manuard sul First 38E di Jan Hansen

Quest’anno Jan Hansen non potrà partecipare alla regata, poiché sua figlia si sposa questo fine settimana. Il suo posto a bordo del suo Beneteau First 38E “The Beast” – detentore del record nella sua classe – sarà invece occupato da un francese: Sam Manuard, lo stesso progettista dell’imbarcazione. Manuard si è recentemente distinto per lo sviluppo della Pogo RC far parlare di sé. Se ora navigasse da solo attraverso lo Svendborgsund con la sua stessa imbarcazione, potrebbe scrivere una pagina di storia davvero speciale: riuscirà a battere, con la barca che lui stesso ha progettato, il record stabilito dal suo committente?

Il dramma Dehler: uno contro tutti

Nella classe Keelboats Small, viste le previsioni del vento, avrebbe potuto essere un duello avvincente. La Dehler 30 OD È considerata l’imbarcazione di serie più veloce della sua categoria, e le edizioni precedenti hanno dimostrato di cosa è capace: nel 2021 si sono sfidate Oliver Schmidt-Rybandt e Max Gurgel hanno dato vita a un duello lungo 134 miglia nautiche, conclusosi con un vantaggio di due secondi per Schmidt-Rybandt – dopo quasi 18,5 ore. Da allora, il record di Schmidt-Rybandt di 18 ore, 32 minuti e 58 secondi rimane imbattuto.

Stamattina, alla partenza, Jan Hansen aveva indicato Max Gurgel come favorito della classe. Solo che Max Gurgel non è partito. E lo stesso vale per gli altri skipper iscritti con i Dehler 30 OD, tra cui Rolf Beckmann, che dopo il briefing meteorologico ha deciso di attenersi al limite di 30 nodi che si era autoimposto. «È stata una decisione difficile», racconta. Ciò che alla fine lo ha convinto non è stato solo il vento, ma le condizioni sulla punta settentrionale di Fionia: «Lì si forma un’onda relativamente corta e ripida, perché in quel punto l’acqua profonda incontra quella bassa – un metro e mezzo, ma corta. E questa onda è tutt’altro che piacevole per queste imbarcazioni». La prospettiva di affrontare un mare così agitato, per di più di notte, lo ha spinto, come molti altri partecipanti, a rimanere in porto.

Uno, però, è partito lo stesso: Kasper Wedersøe sulla sua “The Hulk”. Da solo contro il tempo, da solo contro il record di Schmidt-Rybandt. Resta da vedere se il vento gli darà la possibilità di batterlo.

​I campionati europei di regata: Seascape 27 / First 27 SE in lizza per il titolo di campione d’Europa

La Silverruder non è solo una regata in solitaria, ma ogni anno ospita anche il Campionato Europeo per la classe First 27 SE, organizzato sotto l’egida dell’EUROSAF. Un campionato europeo individuale a cui è possibile partecipare anche senza essere professionisti. I vincitori dello scorso anno sono stati Kåre Gibsholm-Madsen (Danimarca), davanti a Peder Edman e Janne Magnusson (entrambi svedesi).

Il fatto che il First 27 SE – anch’esso progettato da Sam Manuard – disputi oggi il proprio campionato europeo nell’ambito del Silverruder, mentre lo stesso Manuard naviga contemporaneamente sullo Svendborgsund a bordo del First 38E di Jan Hansen, è una di quelle piccole coincidenze che rendono il Silverruder così speciale. E chi conosce la classe lo sa bene: le barche sono veloci, la flotta è molto compatta e la lotta per il titolo è serratissima.

Quando arriveranno i primi al traguardo

In testa alla classe Multihull Large, come previsto, c’è Jan Andersen con il suo marlin nero. Nel 2021 ha percorso le 134 miglia nautiche in 14 ore, 8 minuti e 53 secondi: un record che da allora non è stato più battuto. Date le condizioni di vento odierne, non è da escludere che i multiscafi più veloci raggiungano il traguardo già stanotte.

Nella classe Keelboats Large è attualmente in testa Wolfram Heibeck con la sua “Black Maggy”. Il costruttore navale di Hooksiel, che un tempo ha letteralmente segato a metà la sua imbarcazione Open 40 per poter gareggiare nella classe superiore, detiene dal 2021 il record di classe con un tempo di 17 ore, 36 minuti e 50 secondi.

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Ursula Meer

Ursula Meer

Redakteurin Panorama und Reise

Ursula Meer ist Redakteurin für Reisen, News und Panorama. Sie schreibt Segler-Porträts, Reportagen von Booten, Küsten & Meer und berichtet über Seenot und Sicherheit an Bord. Die Schönheit der Ostsee und ihrer Landschaften, erfahren auf langen Sommertörns, beschrieb sie im Bildband „Mare Balticum“. Ihr Fokus liegt jedoch auf Gezeitenrevieren, besonders der Nordsee und dem Wattenmeer, ihrem Heimatrevier.

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