RegateEcco come i giovani equipaggi e i velisti fai-da-te si avvicinano alle regate a basso costo

"Helium" è la protagonista di questo divertente canale YouTube.
Foto: Hannes Cord/Sailing Generation
​Non tutti i progetti a basso budget iniziano con una grande campagna pubblicitaria all’estero. Vi presentiamo due percorsi alternativi per avvicinarsi al mondo delle regate d’alto livello: un equipaggio giovane che utilizza la propria barca anche come piattaforma di contenuti e un armatore che punta sulle prestazioni soprattutto grazie al proprio impegno personale. Ciò che accomuna entrambi è la volontà di ottenere il massimo dal proprio progetto con mezzi limitati.

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​La vela da regata come progetto collettivo

Quello che era iniziato come un hobby sull’Elba si è trasformato in un progetto velistico di successo con una propria comunità. Hannes Cord, oggi ventottenne, dieci anni fa ha filmato per la prima volta le sue avventure su una deriva – inizialmente solo per sé stesso, con una GoPro e senza progetti concreti. Da quelle riprese private è nato poi qualcosa di più: Cord si è messo in proprio come regista con una propria agenzia e ha fondato «Sailing Generation».

Insieme a tre amici, oggi gestisce la “Helium”, un Matcher 37 che funge da laboratorio galleggiante per la produzione di contenuti video. I quattro si dividono tutte le spese: dall’attrezzatura all’ormeggio, passando per i dispositivi di sicurezza e il certificato di misurazione ORC. Con il massimo impegno, l’equipaggio dimostra che la vela da regata è possibile anche con mezzi limitati.


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Ispirati da velisti d'altura come Lennart Burke, Melwin Fink o il nuovo arrivato Jannes Llull A modo loro, dimostrano cosa si può fare. Documentano tutto: i lavori sulla barca, la vita a bordo, le crociere – e, di recente, le loro prime regate, durante le quali imparano cosa significa gareggiare, invece di limitarsi a navigare. «Non si tratta di perfezione, ma di gestire insieme una barca da giovani», afferma Cord in un’intervista con YACHT. La curva di apprendimento è ripida, ma è proprio questo il bello del progetto: battute d’arresto, improvvisazioni, emozioni – il tutto immortalato in video, in modo affascinante, simpatico e divertente.

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E questo riscuote successo. Secondo i dati forniti dagli stessi gestori, l’omonimo canale ha totalizzato lo scorso anno oltre 150.000 visualizzazioni e la community è in crescita. I prossimi appuntamenti in programma sono l’Ærø Rund e la regata di 24 ore nella baia di Kiel. Vincere sarebbe bello, dice Cord. Ma lo spirito di comunità e i contenuti di qualità sono il vero obiettivo.


​Gare fai-da-te invece di costosi yacht di serie

Dopo la morte del padre nel 2014, Runar Åsly si è trovato di fronte alla scelta se rilevare il Dufour 425 di famiglia o intraprendere un’altra strada. Ha deciso di rinunciare alla barca e agli elevati costi di manutenzione. Ha invece optato per un vecchio 30 piedi danese, che ha ristrutturato secondo le proprie idee.

Quello che all’inizio sembrava un compromesso si è poi trasformato in un progetto a sé stante: massime prestazioni con un budget ridotto. Il nome «Terra Pi» dice già tutto: una combinazione di «Terra», che sta per Terra, e «Pi», che sta per Raspberry Pi, con cui Åsly ha realizzato la propria soluzione di navigazione utilizzando OpenPlotter.

Rispetto alla Dufour, all’inizio la barca sembrava semplice e malandata, racconta Åsly. Ma già dopo poche settimane la sua opinione è cambiata completamente: la barca era maneggevole e offriva esattamente ciò che cercava. Ha rinnovato le vele, sostituito il timone, revisionato gli interni e modernizzato l’impianto elettrico. «Non è più proprio economica», dice, «ma rispetto agli yacht moderni contro cui gareggio nelle regate, spendo comunque solo una frazione dei costi». Condivide le sue esperienze su Instagram.

La sfida più grande, però, è stata una riparazione importante dello scafo. Un precedente proprietario aveva tentato invano di modificarne la forma subacquea. Con l’aiuto di alcuni amici è riuscito a portare a termine la riparazione: «La maggior parte di queste operazioni non le avevo mai fatte prima. Si tratta di un processo di apprendimento». Il consiglio di Åsly: «Compra una barca in buone condizioni strutturali, non con una bella verniciatura». Abituarsi fin da subito a eseguire i lavori da soli è fondamentale. Inoltre, bisogna accettare che un progetto del genere non sia mai davvero concluso. «È proprio questo il senso della cosa».

​Due percorsi diversi, lo stesso nucleo

Entrambi gli esempi non parlano di materiali perfetti o di idee già pronte. Raccontano di persone che partono con mezzi limitati, si assumono le proprie responsabilità e sviluppano il loro progetto passo dopo passo. È proprio questo il fascino di queste gare a basso costo: non sta nell’apparenza patinata, ma nel fare.


La vela da regata è davvero oggi soprattutto una questione di soldi, o alla fine sono piuttosto l’impegno, la voglia di imparare e lo spirito di squadra a fare la differenza? Scrivete la vostra opinione nei commenti.

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Fabian Boerger

Fabian Boerger

Editore Notizie & Panorama

Fabian Boerger ist an der Lübecker und Kieler Bucht zuhause – aufgewachsen in diversen Jollen und an Bord eines Folkeboots. Seit September 2024 arbeitet er als Redakteur im Panorama- und News-Ressort und verbindet dort seine Leidenschaften für das Segeln und den Journalismus. Vor seiner Zeit bei Delius Klasing studierte er Politikwissenschaften und Journalistik, arbeitete für den Norddeutschen Rundfunk und das ZDF. Sein Volontariat machte er bei der MADSACK Mediengruppe (LN, RND). Jetzt berichtet er über alle Themen, die die Segelwelt bewegen – mit dem Blick des Praktikers und der Präzision des Journalisten.

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