Lars Bolle
· 21.07.2026
L’Adriatico croato, la zona di navigazione charter più popolare d’Europa, presenta un aspetto che molti equipaggi sottovalutano. Nella notte tra il 18 e il 19 luglio 2026 Una Nevera ha devastato la baia di Potkujni sull’isola croata di Unije. Diverse barche a vela sono state scaraventate sugli scogli; a sud di Capo Kamenjak, una barca a vela con equipaggio austriaco ha fatto naufragio. Non si tratta di un caso isolato. Il 16 giugno 2025, ad esempio, si sono verificati forti temporali sulla costa adriatica croata. La costa occidentale dell'Istria, compresa la località turistica di Rovigno, è stata particolarmente colpita. Raffiche di vento che hanno raggiunto i 110 km/h hanno causato danni ingenti e diversi feriti.
In ogni caso, la causa è stata rappresentata da tempeste improvvise e violente. Chi conosce i tre venti più pericolosi dell’Adriatico, ne comprende l’origine e sa come riconoscerli per tempo, può evitare scenari di questo tipo.
| Vento | Direzione | Carattere | Rischio principale | Prevedibilità |
| Bora | Nord-est | Freddo, secco, con raffiche di vento molto forti | Raffiche di vento da tempesta, localmente più intense | Gut (DHMZ) |
| Jugo | Da sud-est a sud | Caldo, umido, uniforme | Mare mosso prolungato, moto ondoso | Gut (DHMZ) |
| Nevera | Ovest | Temporale, di breve durata | Raffiche improvvise di vento con intensità di uragano | Difficile |
La bora, in croato “bura”, è un vento discendente secco e freddo proveniente da nord-est. L’aria fredda polare si accumula nell’entroterra, alle spalle delle Alpi Dinariche, e si riversa verso l’Adriatico, più caldo, sotto forma di una massa d’aria pesante e densa. La sua intensità dipende in modo determinante dal dislivello di pressione tra l’entroterra e il mare.
Ciò che rende la Bora particolarmente pericolosa per gli equipaggi è che le sue raffiche superano di gran lunga la velocità media del vento. Il 21 dicembre 1998, presso il ponte di Maslenica, nei pressi di Zara, il servizio meteorologico croato DHMZ ha registrato, secondo i propri dati, una raffica massima di 248 chilometri all’ora.
I velisti distinguono due tipi di fenomeno. La cosiddetta “Bora nera” è di origine ciclonica e arriva accompagnata da nuvole; le nuvole cumuliformi sulle cime delle montagne costiere ne sono il tipico segno premonitore. La «Bora bianca», invece, arriva in presenza di sole splendente e alta pressione atmosferica. È proprio questa a cogliere di sorpresa gli equipaggi inesperti, poiché il bel tempo non sembra dare motivo di cautela.
I corridoi del vento Bora più famosi in Croazia sono il Canale del Velebit, la Senjska vrata a sud di Senj e il Canale di Vinodolski. Nel Area dell'Istria e del Quarnero è proprio lì che questi punti caldi si concentrano maggiormente; stretti canali e alte radure montane amplificano l’effetto geoturbinico. In inverno la bora può soffiare per diversi giorni, mentre in estate una situazione di bora dura solitamente da uno a due giorni. Le baie ai piedi delle montagne non offrono una protezione sicura: gli effetti di canalizzazione possono colpirle più duramente rispetto ai tratti di mare aperti.
Lo Jugo, chiamato anche Scirocco o Široko, soffia da sud a sud-est. È caldo e umido e porta con sé nuvolosità, pioggia e scarsa visibilità. Poiché soffia lungo tutta la costa adriatica, genera un moto ondoso che persiste per ore anche dopo che il vento si è calmato e può rendere instabili gli ormeggi e gli attracchi.
Sebbene anche lo Jugo possa raggiungere la forza di una tempesta, secondo i dati del DHMZ soffia in modo più uniforme e con raffiche meno intense rispetto alla Bora. Nella zona meridionale, da Spalato a Dubrovnik è la zona in cui si verificano più spesso venti forti; anche lì soffia la bora, ma secondo le stime del servizio meteorologico con intensità minore rispetto al Kvarner. In estate lo jugo si manifesta più raramente, mentre nella bassa stagione e in quella post-stagionale si alterna spesso con la bora.
Un andamento tipico: la pressione atmosferica cala rapidamente, lo Jugo si rafforza. Quando poi la pressione risale e il cielo si schiarisce da nord, arriva la prossima Bora. Secondo quanto dichiara lo stesso DHMZ, esso è in grado di prevedere in modo affidabile sia la Bora che lo Jugo.
Il Nevera o Neverin non è, dal punto di vista meteorologico, un classico vento dell’Adriatico, bensì una tempesta locale. Si forma solitamente sulla penisola appenninica e attraversa l’Adriatico da ovest. Le previsioni meteorologiche convenzionali spesso lo rilevano solo quando è già vicino.
Secondo SeaHelp, il servizio di soccorso attivo nell’Adriatico, il Nevera è considerato, sulla base di anni di esperienza sul campo, il vento più pericoloso dell’intera zona. Si manifesta all’improvviso con raffiche che raggiungono la forza di un uragano, può cambiare direzione senza preavviso e si placa dopo un massimo di 45 minuti, accompagnata da piogge torrenziali. Secondo quanto riferito dal servizio, boe strappate, danni agli yacht e imbarcazioni capovolte rientrano tra i tipici scenari di intervento.
Chi in estate presta attenzione a un’app per il rilevamento dei fulmini è avvantaggiato: le celle temporalesche che si spostano dall’Italia verso l’Adriatico costituiscono un affidabile segnale di allerta precoce. La reazione più sicura è quella di raggiungere per tempo un porto o una baia ben riparata.
Vi presentiamo le migliori app meteo in questo articolo prima.
Il Previsioni marine per piccole imbarcazioni del DHMZ Fornisce previsioni meteorologiche marine aggiornate quotidianamente per l'Adriatico croato, suddivise per tratti costieri, con avvisi di raffiche di vento, dati sulle condizioni del mare e livelli di pericolo. È la fonte più affidabile per la bora e il jugo; tuttavia, nemmeno questa previsione riesce sempre a rilevare tempestivamente la nevera. A titolo integrativo, si consiglia di utilizzare un’app per il rilevamento dei fulmini con dati in tempo reale.
Bora, Jugo o Nevera: quale vento dell'Adriatico vi ha mai sorpreso in mare e come avete reagito? Scrivetelo nei commenti.

Caporedattore Digitale