“L’Hydroptère” è rinato. Il trimarano alare, lungo 18 metri e largo 24, con un albero di 28 metri, è di nuovo pronto a salpare dopo anni trascorsi in cantiere. Secondo quanto riferito dai partecipanti al progetto, il ritorno in acqua è previsto per la fine di settembre.
Si conclude così una lunga fase iniziata nel 2019 alle Hawaii. Lì il trimarani rivoluzionari era stato abbandonato dal 2015 e completamente spogliato delle sue attrezzature. Gabriel Terrasse e Chris Welsh lo hanno acquistato il 28 giugno 2019 in un'asta indetta dallo Stato delle Hawaii per evitare che finisse in discarica. Il Documentazione fotografica del progetto L’Hydroptère 2.0 illustra il percorso dalla barca abbandonata a Honolulu fino alla ricostruzione a Nantes.
Prima di essere trasportata in Europa, l’imbarcazione ha dovuto essere nuovamente equipaggiata in modo tale da poter navigare con le proprie forze dalle Hawaii a San Francisco. Il 2 novembre 2019 «L’Hydroptère» è salpato sotto la guida dello skipper Mike Price. Il 18 novembre il trimarano ha raggiunto la baia di San Francisco.
Successivamente è iniziato lo smontaggio in vista del viaggio di ritorno. Il trasporto verso la Francia si è svolto in tre fasi. La prima è iniziata nel febbraio 2021 e, nel marzo 2023, tutte le parti sono state infine riunite a Nantes. Lì è iniziata la vera e propria ricostruzione, con il supporto di Eric Rambaud in qualità di responsabile tecnico, esperto nella costruzione di aeromobili e di materiali compositi.
“L’Hydroptère” è stato progettato da Éric Tabarly e Alain Thébault. All’epoca l’idea era rivoluzionaria: le ali portanti avrebbero ridotto la superficie bagnata degli scafi e sollevato l’imbarcazione dall’acqua. Oggi i foil sono presenti sugli yacht dell’America’s Cup, sui trimarani Ultim, sugli Imoca e sui F50 della SailGP come al solito. Quando nacque il progetto di “L’Hydroptère”, si trattava ancora di un campo di sperimentazione avventuroso.
Il trimarano è poi diventato il simbolo di questa evoluzione. “L’Hydroptère” è stata la prima barca a vela a superare la soglia dei 50 nodi - una pietra miliare nella storia della vela.
Ma la sua importanza non risiede solo in questo record. «L’Hydroptère» dimostra quanto presto i progettisti abbiano cercato di coniugare i principi aerodinamici e idrodinamici nella vela. La ricostruzione del leggendario trimarano rappresenta quindi anche il restauro di un documento storico della tecnologia.
Il varo previsto per la fine di settembre non è ancora una garanzia che “L’Hydroptère Nouvel Horizon”, come si chiama ora il tri-scafo, possa tornare immediatamente a volare. Dopo anni di inattività, un viaggio in pezzi smontati e la completa ricostruzione, occorre prima verificare la struttura, i sistemi e il comportamento dinamico sull’acqua.
È proprio qui che sta la differenza tra un restauro esteticamente ben riuscito e un foiler nuovamente funzionante. Le prove in mare previste serviranno innanzitutto a verificare la piattaforma tecnica; solo in seguito si potrà valutare se il trimarano sarà in grado di tornare a volare.
A lungo termine, è prevista l’aggiunta di Lorient come ulteriore sede. Lì, “L’Hydroptère Nouvel Horizon” potrebbe essere esposto in occasione di manifestazioni, mostre ed eventi velici.
Vincere regate su derive e yacht illustra in modo chiaro gli aspetti tecnici delle regate. Fred Imhoff tratta argomenti quali il materiale, le forze esercitate sulle cime e sugli accessori, il regolo delle vele e l’influenza del vento e della corrente. Il volume integra così la storia de «L’Hydroptère» illustrando i principi alla base delle misure con cui le imbarcazioni da regata aumentano la loro velocità e sfruttano appieno il loro potenziale in acqua.
Allenarsi per vincere Si concentra sul rapporto tra assetto dell’imbarcazione e velocità. Il libro spiega come l’attrezzatura e gli accessori contribuiscano a generare velocità, come i profili delle vele possano essere adattati all’intensità del vento e alla rotta e quale ruolo abbia la preparazione dell’imbarcazione. Per i lettori, rende comprensibile la complessa messa a punto di un trimarano con foil, anche se la sua tecnologia va ben oltre la consueta pratica regatante.
A posteriori, come valuta il progetto “L’Hydroptère”: una pietra miliare audace nello sviluppo dei foil o una soluzione troppo intransigente dal punto di vista tecnico per garantire un successo duraturo?

Caporedattore YACHT