Fridtjof Gunkel
· 20.07.2026
Woy, è semplicemente l’acronimo di “wooden yachts”. Che però non sono affatto semplici. Il primo modello, il Woy 26, ha sorpreso per le sue linee completamente originali, anzi, assolutamente innovative: bordo libero basso, larghezza moderata, prua negativa, ordinate armoniose e, per di più, una superficie velica imponente con randa Fathead e sartiame senza strallo di poppa. La barca ha fatto girare la testa a tutti, si è rivelata una vera forza in mare e ha vinto subito il titolo di Yacht europeo dell’anno 2026, celebrando un debutto in fiera molto apprezzato a Düsseldorf. E poi il Woy 26 ha sorpreso ancora con le sue qualità intrinseche: è stato realizzato con il nuovo metodo di produzione dell’infusione sottovuoto del legno, messo a punto personalmente dal direttore del cantiere Jan Brügge.
La Woy 26 viene realizzata tramite Infuso di legno. Il procedimento è simile all’infusione sotto vuoto utilizzata per gli yacht in plastica. Il materiale da costruzione, costituito da tessuti o impiallacciature di legno, eventualmente combinato con un’anima a sandwich in legno di balsa o schiuma, viene posizionato sul modello. Esso poggia su uno strato separatore e viene ricoperto esternamente con una rete e successivamente con una pellicola per vuoto. Una pompa a vuoto aspira la miscela di resina epossidica e indurente, formulata in modo da garantire una buona fluidità, da un contenitore attraverso i materiali, mentre la pellicola a vuoto comprime gli strati di legno (o i tessuti).
La nuova imbarcazione dovrebbe però poter essere costruita a costi più contenuti. Viene realizzata con la tecnica delle listelle e laminata sia all’interno che all’esterno con tessuto in fibra di vetro e resina epossidica. All’interno le listelle di legno rimangono a vista, mentre all’esterno l’imbarcazione viene verniciata. Almeno lo scafo. Il pozzetto e il ponte presentano il legno al naturale. Entrambi creano un bel contrasto.
Anche con la struttura convenzionale il peso sarà contenuto: dovrebbe arrivare a 1,5 tonnellate, di cui 0,6 tonnellate solo per la chiglia, mentre la pinna è in carbonio per abbassare il baricentro. Anche sotto altri aspetti la Woy 28 si dimostra performante: la superficie velica, composta da randa Fathead e fiocco, è di 45,5 metri quadrati. Rapportata al peso, questa superficie determina un indice di velatura di ben 5,9 (adimensionale). La barca si colloca quindi nella categoria delle imbarcazioni da regata ad alta planabilità. A questo contribuisce anche il gennaker da 85 metri quadrati, che viene issato su un bompresso estensibile.
La barca è un progetto completamente nuovo, secondo quanto afferma Martin Menzner di Berckemeyer Yacht Design. Si ispira tuttavia alla LA 28, quel gioiellino in mogano a vista con prua convessa e bordo libero rialzato, che è tra le imbarcazioni più emozionanti della sua categoria. Mentre la LA attinge ispirazione dalle classiche imbarcazioni da regata, la nuova Woy, così come la sua sorella minore, si presenta come un’imbarcazione ultramoderna, senza seguire l’estetica tipica delle imbarcazioni da regata.
L'imbarcazione è dotata di un sartiame in carbonio della Pauger, pale del timone in carbonio e un motore elettrico retrattile da 3 kilowatt. È provvista di una chiglia sollevabile che consente di ridurre il pescaggio da 2,00 metri a 1,05 metri tramite un sistema elettroidraulico. Il pozzetto è ampio e aperto. I banchini sono lunghi solo la metà del pozzetto stesso; lo spazio rimanente può essere utilizzato per sdraiarsi e prendere il sole. Sottocoperta sono previste quattro cuccette; il cliente della prima imbarcazione, ora consegnata sul Lago di Costanza, non ha richiesto ulteriori dotazioni di comfort.

Vice caporedattore YACHT