Lasse Johannsen
· 29.06.2026
Sole sul Golfo dell’Argentario, a tratti brezze leggere, a tratti forte vento da ovest: la 25ª edizione della Argentario Sailing Week – Trofeo Miramis ha regalato, per quattro giorni, alcune delle immagini più belle della navigazione a vela dell’estate mediterranea. Quasi 50 yacht provenienti da dieci paesi e tre continenti hanno trasformato le acque al largo di Porto Santo Stefano in un museo galleggiante a vela, con una flotta che vanta complessivamente 3.478 anni di storia della nautica e della vela.
L'organizzatore di questa storica regata è lo Yacht Club Santo Stefano (YCSS), fondato nel 1960. La manifestazione è patrocinata dal Ministero del Turismo italiano, dalla Regione Toscana, dalla Provincia di Grosseto e dal Comune di Monte Argentario.
Da quest’anno la regata porta il nome ufficiale di Argentario Sailing Week – Miramis Trophy. Il nuovo sponsor principale, Miramis, è un’azienda internazionale operante nel settore dell’ospitalità con hotel e ristoranti in Toscana e in Svezia. «L’Argentario Sailing Week – Miramis Trophy rappresenta per noi un vero e proprio punto di riferimento nel mondo della vela e contribuisce ad affermare l’Argentario come destinazione per eventi internazionali», ha dichiarato Stefano Cuoco, CEO di Miramis, in occasione dell’inaugurazione.
La regata si è svolta in otto classi: Big Boats, Gaff Vintage, Marconi Vintage, Classic, Classic IOR, Cruiser, Spirit of Tradition e Swan Classic. Il commodoro e direttore di regata Marco Poma ha guidato la giuria in condizioni meteorologiche mutevoli: dal vento leggero a 4–5 nodi del terzo giorno al vento costante da ovest tra i 12 e i 16 nodi del secondo giorno di regata.
Il primo giorno è iniziato con la cerimonia di apertura nella sala del Consiglio comunale di Monte Argentario; in seguito, le prime regate hanno già offerto ciò per cui questa regata è famosa: immagini spettacolari di questi gioielli della vela nella confusione della partenza, sulla croce di partenza, durante i duelli serrati e nelle virate intorno alle boe.
I protagonisti della flotta dell’anniversario erano tre yacht della famosa classe NY 40 – progettati dal “Mago di Bristol” Nathanael G. Herreshoff, che con i suoi progetti vinse sei difese dell’America’s Cup tra il 1893 e il 1920. I 14 «Fighting Forties» furono costruiti tra il 1916 e il 1926 per i soci del New York Yacht Club – solo pochi sono sopravvissuti fino ad oggi.
A Porto Santo Stefano si sono sfidate tre di queste rare navi gemelle: la “Rowdy”, costruita nel 1916, la “Chinook”, dello stesso anno, e la “Marilee”, più giovane di dieci anni.
Da quando ha perso il suo armamento bermuda durante una burrasca da 40 nodi nel 2022 a Imperia, la “Rowdy” è tornata a navigare con l’armamento a gaff originale. La “Marilee” può addirittura montare, a scelta, due autentici armamenti Herreshoff: a gaff o bermuda. La “Chinook” naviga con il suo nome attuale dalla fine degli anni ’20 e nel 2014 e nel 2024 ha conquistato la vittoria di classe all’Argentario.
Il record di anzianità spetta al ketch a gaff “Cariad”, lungo 36 metri. Costruito nel 1896 a Southampton dal cantiere Summers & Payne, ha debuttato nelle regate durante la Cowes Week e nel 1898 ha vinto la Coppa Vasco da Gama a Lisbona. Dopo due cambi di nome, un giro del mondo (1920–22) e diversi restauri – l’ultimo dei quali, un rifacimento totale, risale al 2024 – è oggi uno dei veliere d’epoca di punta del Mediterraneo. Il suo attuale proprietario l’ha portata a Porto Santo Stefano come simbolo vivente della tradizione velistica britannica.
Oltre alle vittorie di categoria, vengono assegnati tre trofei speciali:
La regata attira ogni anno oltre 1.000 persone: armatori, equipaggi, ospiti e appassionati. La sua storia è iniziata nel 1992, quando una manciata di soci dello YCSS ha dato vita alla Vele d’Argento. Nel 1999 è stato coniato il nome attuale: da allora, quella che era un’iniziativa locale si è trasformata in un evento di richiamo internazionale dedicato alla vela d’epoca nel Mediterraneo.
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Vice caporedattore YACHT