Christian Tiedt
· 27.03.2025
Sono ormai trascorsi 130 anni da quando, nel cantiere navale della compagnia di navigazione Rickmer Clasen Rickmers di Bremerhaven, fu varata una nave a vela in acciaio. Chiamata come il nipote dell’armatore, Rickmer Rickmers, la nave era destinata alle grandi rotte mercantili del mondo: verso Hong Kong, nella rotta del salnitro verso il Cile e lungo la rotta di Capo Horn.
Quella che era nata come una fiera nave mercantile a vela ha vissuto, nel corso di 130 anni, una storia movimentata come nave da trasporto militare, nave scuola e, infine, nave-museo. Oggi il tre alberi verde, simbolo di Amburgo, è ormeggiato presso i moli di St. Pauli ed è un monumento vivente a un’epoca della navigazione ormai lontana.
Il merito va ad alcuni appassionati dell’Elba. Erano convinti che una città che si definisce «porta sul mondo», che fin dai tempi della Lega Anseatica ha raggiunto fama e ricchezza grazie al commercio su tutti i mari, dovesse disporre anche di un monumento galleggiante.
Fondarono l’associazione Windjammer per Amburgo e si misero alla ricerca di una nave degna di questo nome. Pochi anni dopo trovarono ciò che cercavano, anche se l’oggetto del loro desiderio, nel corso della sua lunga e movimentata storia, aveva navigato per una compagnia di navigazione amburghese solo per quattro anni. Inizialmente, infatti, era stata costruita e aveva navigato sotto la bandiera della compagnia di navigazione Rickmers. E questa proveniva proprio dalla grande rivale di Amburgo sul fiume Weser: Bremerhaven.
In origine una nave a vele quadre con vele a pennone su tutti gli alberi, la “Rickmer Rickmers” perse il suo albero di trinchetto già nel 1904 durante un uragano nell’Oceano Indiano; per motivi di costo, fu rapidamente riarmata a barca a Città del Capo e dotata invece di un albero di mezzana a poppa.
La compagnia di navigazione amburghese Krabbenhöft acquistò la nave nel 1912 e la ribattezzò “Max”. Nei due anni successivi fu impiegata per il trasporto di carbone dal Galles al Cile e di salnitro dal Cile all’Europa. Con l’inizio della Prima guerra mondiale, nel 1914 la nave gettò l’ancora al largo delle Azzorre, territorio neutrale. Due anni dopo, tuttavia, fu confiscata dalle forze armate portoghesi e impiegata per il trasporto di materiale bellico verso la Gran Bretagna.
Dopo una ristrutturazione nel 1924, la barca a vela fu utilizzata come nave-scuola della Marina portoghese con il nome di “Sagres”, dotata di due motori ausiliari diesel a partire dal 1930. Sulle vele spiccava ora la croce dell’Ordine di Cristo, tipica delle navi a vela portoghesi. Nel 1958 vinse la Tall Ships’ Race da Brest a Las Palmas, sull’isola di Gran Canaria. Con l’entrata in servizio della successiva “Sagres” nel 1962, una nave gemella della “Gorch Fock” originariamente costruita nel 1938 per la Marina da guerra tedesca, la sua carriera in mare giunse infine al termine. Seguì l’impiego come nave da deposito, ormeggiata stabilmente a un molo della Marina Militare nei pressi di Lisbona.
In seguito il veliero cadde in rovina, finché nel 1978 un’associazione di Amburgo non lo notò e nel 1983 lo portò finalmente sull’Elba – non a titolo gratuito, ma in cambio di un’altra imbarcazione, uno yacht a scona, che pur essendo molto più piccolo era però idoneo alla navigazione. Quest’ultima era stata precedentemente acquistata appositamente grazie al contributo di numerosi finanziatori e naviga anch’essa ancora sotto bandiera portoghese. La «Rickmer Rickmers», restaurata nel suo aspetto storico risalente al 1910 circa, da allora è un punto di riferimento e una grande attrazione per i visitatori presso i Landungsbrücken di Amburgo, con il bompresso rivolto verso il mare.
Gli 800 metri quadrati del ponte espositivo sono suddivisi in quattro aree: la costruzione della nave, la navigazione mercantile a vela, l’utilizzo come nave scuola e l’attuale funzione di nave-museo. Gli alloggi dell’equipaggio e degli ufficiali offrono uno spaccato della vita dei marinai, a volte piuttosto dura. Nella galleria sotto l’Elba si tengono mostre d’arte temporanee, mentre il ristorante di bordo propone piatti classici della tradizione anseatica. Attività speciali: escape room, karaoke bar e arrampicata sulle sartie fino a 35 metri di altezza.
Orari di apertura: Tutti i giorni dalle 10 alle 18. Prezzi: Da 4 a 7 euro, biglietto famiglia: 18 euro, visite guidate per gruppi su richiesta: 75 euro più biglietto d’ingresso. Tel.: 040/3195959. Internet: rickmer-rickmers.de
Come arrivare in barca: Il simbolo galleggiante di Amburgo si trova a dieci minuti dal Porto sportivo cittadino che offre 120 coperti. Tel.: 040/364297

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