In questa rubrica pubblichiamo articoli selezionati tratti da numeri della rivista YACHT risalenti a 100 anni fa. Nel numero 4/1926, la redazione descrive un veliero a motore progettato dall’ingegnere navale Hegge di Kiel.
Il progetto qui riportato rappresenta una combinazione tra yacht a vela e a motore, un tipo di imbarcazione finora poco diffuso da noi, ma per il quale ultimamente l’interesse sta crescendo notevolmente. All’estero, in particolare in Inghilterra e in America, questa tipologia di imbarcazione è già piuttosto diffusa. I disegni sono stati realizzati su commissione di un appassionato di sport nautico residente sul Reno, che intende intraprendere lunghi viaggi dal Reno verso il Mar Baltico e il Mare del Nord. La costruzione dell’incrociatore è iniziata nell’autunno dello scorso anno in un cantiere navale sul Reno.
Questo tipo di motoveliero è adatto soprattutto agli appassionati di sport che risiedono nell’entroterra, ma desiderano possedere uno yacht da crociera di grandi dimensioni adatto alla navigazione in mare aperto, che tuttavia non debba essere ormeggiato in un porto costiero, bensì nelle acque interne della propria regione di residenza. Pertanto, il pescaggio non deve essere eccessivo, in modo da poter raggiungere tutti i luoghi affascinanti della propria zona di residenza. È necessario un potente impianto motore per poter raggiungere il mare in brevissimo tempo con le proprie forze. Una volta in mare aperto, l’attrezzatura sufficientemente ampia garantisce ai partecipanti la tranquillità e il relax che la navigazione a vela offre. Con un’imbarcazione di questo tipo è possibile compiere viaggi più lunghi in un tempo relativamente breve, senza i costi elevati che comporta la gestione di uno yacht a motore di dimensioni equivalenti – per non parlare della maggiore sicurezza operativa garantita dalla doppia propulsione. L’esperienza con pescherecci a motore di grandi dimensioni dimostra che un tipo di imbarcazione di questo genere, dotata di una piccola attrezzatura da tempesta e utilizzando contemporaneamente il motore, affronta senza problemi anche il mare più agitato, mentre, nelle stesse condizioni, uno yacht a vela puro richiede un dispendio di tempo enorme, con grande fatica per l’equipaggio, e uno yacht a motore puro compie movimenti violenti, mettendo a rischio le proprie strutture.
Il design del presente progetto rappresenta una soluzione di compromesso tra l’esigenza di una buona velocità a motore, buone caratteristiche veliche e un’adeguata tenuta di mare. A seconda che la larghezza dell’imbarcazione venga aumentata o ridotta, è possibile enfatizzare in misura maggiore o minore l’una o l’altra caratteristica. In determinate circostanze, si potrebbe prendere in considerazione l’installazione di una piccola deriva per migliorare le prestazioni di bolina. Nel caso in esame, si è deciso di non procedere in tal senso per non complicare eccessivamente il comando e non aumentare inutilmente i costi di costruzione.
Dall’ampio pozzetto impermeabile è possibile osservare comodamente l’attrezzatura, proprio come su uno yacht a vela puro. Inoltre, tutti gli spazi sono raggiungibili dal pozzetto senza dover attraversare il ponte. Il motore è alloggiato in una sala macchine separata dagli altri locali e, per un migliore controllo, si trova nelle immediate vicinanze della postazione di comando. I dettagli dell’allestimento sono riportati nei progetti.
La propulsione è assicurata da un motore BMW da 45/60 PS, dotato di impianto di illuminazione e avviamento elettrico, che consente all’imbarcazione di raggiungere una velocità di circa 10 miglia nautiche. Tutti i comandi del motore sono collocati nelle immediate vicinanze della postazione di comando.
L'imbarcazione è armata a ketch. Nella disposizione delle vele si è prestata particolare attenzione alla massima semplicità di manovra. Una superficie velica di 72 m² non richiede di ridurre le vele troppo presto e, d'altra parte, è più che sufficiente anche in presenza di venti moderati.
Le strutture portanti sono in quercia, le ordinate fisse in profilato angolare zincato, il rivestimento esterno in larice, mentre le sovrastrutture e l’intero arredamento interno sono in mogano. La chiglia in ghisa ha un peso di 2,2 tonnellate. Gli spessori dei materiali sono conformi alle norme del Germanischer Lloyd per la classe più alta.
Sebbene al giorno d’oggi siano in pochi a potersi permettere la costruzione di uno yacht di tali dimensioni, il progetto dovrebbe comunque suscitare interesse generale grazie alle sue molteplici possibilità di utilizzo.
Le interessa sfogliare i vecchi numeri di YACHT? Troverà tutti i numeri dal 1904 al 1981 nell'archivio digitale dedicato allo yachting.