Nel settore degli yacht di grandi dimensioni i progetti abbondano come la sabbia del mare. Soprattutto in un’epoca in cui è possibile realizzare in un batter d’occhio rendering mozzafiato. Ma solo dopo un’accurata analisi tecnica le linee di progetto si trasformano in un progetto realizzabile. Tyrena non vuole essere solo un progetto da «wow». Nel caso di questo catamarano lungo 76 metri con armo ad ala, un nome garantisce che non si tratti di una farsa realizzata in fretta e furia: VPLP Design. Per lo studio di progettazione fondato da Marc Van Peteghem e Vincent Lauriot Prévost nel 2004, lavorano oltre 40 persone in tre sedi francesi. L’elenco delle referenze è tanto lungo quanto illustre e comprende Imoca, catamarani XL, bolidi d’altura come il «Comanche» o il trimarano statunitense per l’America’s Cup 2010 – già dotato di vele ad ala. Con OceanWings Nel 2017 VPLP Design ha presentato un’imbarcazione con armo ad ala semirigido e avvolgibile. Del team del progetto Tyrena fa parte anche lo studio milanese Micheletti + Partners, che si è occupata della progettazione esterna e interna.
Per la Tyrena saranno utilizzate vele alari in due parti. Il telo si estende verso l’alto su entrambi i lati lungo alberi non sartiati, creando un profilo aerodinamico. Può essere issato come una vela tradizionale e anche terzarolato. Un sistema simile è stato sviluppato da VPLP per la nave da carico lunga 122 metri «Canopée» e la MODX 70. Sul catamarano da 21 metri, tuttavia, la vela rimane inizialmente distesa sul mini-boma e solo una volta gonfiata assume la forma che definisce sia il profilo che l’albero.
Sul “Tyrena”, lungo 76 metri, le vele alari dovrebbero ridurre il consumo di carburante fino al 40% in modalità ibrida. L’autonomia dichiarata, con il supporto del vento, va da 3.800 a 6.400 miglia nautiche. Con venti superiori ai 17 nodi, il catamarano dovrebbe raggiungere una velocità di fino a dodici nodi navigando esclusivamente a vela. Con i suoi 76 metri, il progetto sarebbe notevolmente più lungo del più grande catamarano da crociera attualmente esistente, che secondo VPLP Design misura 46 metri. I progettisti vedono in questa piattaforma un’alternativa ai classici megayacht a motore, non solo per quanto riguarda la propulsione, ma anche per la disposizione degli spazi abitativi.
Lo studio italiano Micheletti + Partners sta elaborando il concept degli interni, la disposizione e il design. L’ampia piattaforma tra gli scafi dovrebbe creare spazio per cortili interni riparati, terrazze e aree di soggiorno aperte. Secondo le stime di VPLP, un catamarano lungo 76 metri potrebbe offrire, in termini di spazio utilizzabile, possibilità che altrimenti sarebbero associate a uno yacht monoscafo lungo circa 130 metri.
Il team guidato dal fondatore dello studio, Lucio Micheletti, ha tratto ispirazione dall’architettura mediterranea classica – l’atrio romano, il peristilio greco o la masseria italiana – in cui la vita quotidiana ruota attorno a spazi protetti, che sono al tempo stesso privati e ombreggiati. Questo approccio si estende anche agli spazi rivolti verso l’esterno, come le logge italiane o i belvedere, che offrono una vista aperta sul paesaggio circostante.
«Lucio Micheletti e il suo team apportano qualcosa di nuovo: una sensibilità influenzata dal design automobilistico e dalla tradizione della cantieristica nautica mediterranea, mentre la nostra è radicata nelle prestazioni e nella purezza delle linee. Due culture, un unico concetto», spiega Quentin Lucet di VPLP.
Gli scafi stretti hanno lo scopo di limitare la resistenza all’acqua, contribuire a ridurre la potenza di propulsione necessaria e sfruttare in modo più efficace la propulsione eolica. Il notevole guadagno in termini di spazio deriva soprattutto dalla larghezza del catamarano. Anziché sistemare gli spazi interni esclusivamente in un unico scafo allungato, Tyrena li distribuisce su due scafi e sulla piattaforma che li collega.
Anche gli spazi esterni fanno parte del progetto. A poppa, quando la nave è all’ancora, una piattaforma mobile potrà essere abbassata in modo da creare un collegamento tra gli scafi. Dei deflettori mobili nella sovrastruttura convoglieranno l’aria verso il centro dell’imbarcazione, favorendo una ventilazione passiva. A prua è prevista un’area con piscina e vista sul mare. Il progetto punta quindi fortemente su spazi di soggiorno riparati, aperti e interconnessi.

Stellvertretender Chefredakteur BOOTE EXCLUSIV