Michael Good
· 11.09.2026
Alla Nautitech Catamarans di Rochefort sono cambiate molte cose nell’ultimo decennio. Durante una precedente visita della redazione di YACHT, il cantiere, situato non lontano da La Rochelle, si presentava ancora come una piccola azienda poco strutturata. In occasione della prova del nuovo Nautitech 41 Type S, emerge ora un quadro completamente diverso.
Da quando Nautitech fa parte della Bavaria Yachtbau Holding, l’influenza della produzione seriale tedesca di yacht è innegabile. La produzione è oggi organizzata in modo efficiente e sincronizzata con precisione. La realizzazione avviene in parte su linea di montaggio e in parte con un sistema modulare, con processi chiaramente coordinati e una capacità produttiva che arriva fino a 80 nuove imbarcazioni all’anno. Il CEO di Bavaria, Norbert Leifeld, è responsabile del marchio Nautitech, ma dal punto di vista operativo i francesi mantengono la propria autonomia e dispongono di team dedicati per lo sviluppo, la progettazione, gli acquisti e la vendita.
Il Nautitech 41 Type S succede al 40 Open presentato nel 2013 e costituirà in futuro il modello di ingresso nella gamma, volutamente compatta, completata dal 44 Open e dal 48 Open. In questo modo, il cantiere copre il segmento compreso tra i 12 e i 15 metri di lunghezza dello scafo con tre modelli ben distinti. I progetti sono firmati da Marc Lombard Yacht Design e si presentano visivamente come una famiglia inconfondibile, caratterizzata da una forte identità di marca.
Come i due modelli più grandi, anche il 41 Type S ha un carattere decisamente sportivo. Il catamarano è realizzato con una struttura alleggerita e monta un albero relativamente alto e potente con il boma posizionato in basso. Due postazioni di comando situate a poppa sottolineano il carattere grintoso dell’imbarcazione. Nautitech rinuncia alle derive retrattili, come quelle comunemente utilizzate nei catamarani da competizione, ad esempio quelli di Outremer o Catana. Al loro posto vengono impiegate chiglie a pinna fisse.
Il 41 Type S non si posiziona quindi come un catamarano ultraleggero senza compromessi, bensì come un’imbarcazione da crociera sportiva – un “performance cruiser” a due scafi. Questo mix tra crociera e sport, molto diffuso tra le imbarcazioni monoscafo, occupa solo una piccola nicchia nel segmento dei catamarani.
Nel mercato europeo delle serie televisive spicca soprattutto il Excess 13 si presenta come un potenziale concorrente. Insignito del titolo di “Yacht europeo dell’anno 2026”, questo catamarano, anch’esso costruito in Francia e progettato da Marc Lombard, segue un approccio simile e, a parità di dotazione di base, offre presumibilmente un potenziale prestazionale analogo. Anche in termini di prezzo, entrambi i modelli sono sostanzialmente alla pari, sebbene l’Excess rimanga leggermente più costoso sia nel prezzo base che a parità di dotazioni.
Dal punto di vista costruttivo, il Nautitech 41 Type S si differenzia nettamente dai modelli più grandi 44 Open e 48 Open. Come novità, la linea di chiglia nella zona posteriore degli scafi è concava: l’inclinazione della chiglia diventa negativa verso poppa, mentre la carena nella zona centrale è più profonda per compensare. La forma concava ha lo scopo di generare una portanza dinamica e sollevare gli scafi a poppa durante la navigazione. In particolare sullo scafo di bolina, meno sollecitato, l’acqua può così staccarsi prima dalla poppa. Durante il test di YACHT al largo di La Rochelle, questo effetto è stato ben osservabile a partire da una velocità di circa otto nodi.
Le forme dello scafo ottimizzate per la resistenza dimostrano un effetto tangibile durante il test. Nonostante un vento di soli otto-dieci nodi, il Nautitech prende bene velocità grazie a un armo potenziato. Al vento in poppa, il loggimetro segna 6,7 nodi con un angolo del vento vero di 50 gradi. Si tratta di valori notevoli per un catamarano da crociera di queste dimensioni e di questa tipologia. Con il Code Zero opzionale, la velocità al vento al traverso supera gli otto nodi.
Ancora più impressionante dei semplici dati di misurazione è il comportamento dinamico del catamarano. Il Nautitech reagisce in modo rapido e preciso ai comandi al timone, vira con agilità e perde solo leggermente velocità durante la virata. Successivamente riprende rapidamente la velocità precedente.A ciò contribuiscono soprattutto il peso ridotto e la concentrazione delle parti pesanti al centro dell’imbarcazione. A differenza di molti catamarani, i due motori diesel non sono collocati nelle poppe, ma più avanti, sotto le cuccette delle cabine di poppa. Anche i serbatoi del gasolio sono disposti centralmente negli scafi, sotto il pavimento. La distribuzione concentrata delle masse non solo favorisce la maneggevolezza in virata, ma riduce anche il beccheggio tra le onde.
Con il vento in poppa si avverte una leggera ma ben percepibile pressione sul timone. Ciò consente di governare il catamarano con grande sensibilità – una caratteristica piuttosto rara, in generale, per i catamarani. A ciò contribuisce anche il sistema di governo. Entrambi i volanti e i quadranti del timone, installati in posizione molto arretrata negli scafi, sono collegati tra loro tramite un unico cavo metallico continuo e non, come spesso accade nei catamarani, tramite una lunga asta di comando. Il sistema funziona in modo estremamente fluido, ma in caso di guasto non offre una vera ridondanza. L’autopilota accede direttamente a uno dei due quadranti del timone e, in caso di emergenza, potrebbe assumere il controllo, ma solo su un lato. Per questo motivo, su richiesta dei clienti, Nautitech equipaggia spesso le imbarcazioni con due autopiloti sincronizzati.
Le scotte, le cime di regola e le cime di trimmaggio passano sopra il tetto della cabina e sui ponti laterali fino alla postazione del timoniere sul lato di dritta. In questo modo, il timoniere può azionare tutte le funzioni essenziali per l’issaggio e la regolazione delle vele con movimenti brevi. Nonostante il genoa di serie con punti di fissaggio sul tetto della cabina, il catamarano rimane facilmente manovrabile in solitaria. Anche la scotta della randa e il traveller sulla trave di poppa sono facilmente raggiungibili e azionabili a un’altezza ergonomicamente ottimale sopra i verricelli. Già di serie, le scotte e le drizze sono realizzate in Dyneema a bassa elasticità, il che garantisce una trasmissione precisa della forza e bassi valori di allungamento.
Nella seconda parte si parlerà degli allestimenti interni: come Nautitech gestisce lo spazio all’interno, perché è possibile realizzare una “Smart Room” e quali scelte relative alla riduzione del peso e ai materiali risaltano in questo contesto.
Struttura a sandwich in vetroresina con resina vinilestere (strato esterno) e isopoliestere (interno) e anima in schiuma di PVC. Laminato realizzato con infusione sottovuoto.
Di serie è previsto l’armamento in alluminio Sparcraft con due crocette, oltre a un semplice set di vele in Dacron con genova e una randa steccata a testa quadrata. Il pacchetto «Boost your Sail», che comprende vele in laminato, stralli in tessuto e l’attrezzatura completa per il gennaker, bompresso incluso, è disponibile al costo aggiuntivo di 55.500 euro.
Vela su catamarano parte proprio dalle peculiarità della navigazione a vela su due scafi: vengono trattati i tipi di catamarani, la struttura e la manutenzione, le manovre e il regolazione delle vele, così come la navigazione con il gennaker e le tecniche avanzate. Il volume integra così la prova del Nautitech 41 Type S con la questione pratica di come sfruttare le prestazioni, la manovrabilità e le particolari procedure a bordo di un catamarano di stampo sportivo nella navigazione quotidiana.
Guida pratica alla navigazione a vela si concentra maggiormente sugli aspetti legati al viaggio e all’utilizzo. Il libro tratta la scelta dell’imbarcazione, le previsioni meteorologiche, le previsioni del vento, l’attrezzatura e le domande tipiche che sorgono prima della crociera. Per i lettori che non considerano il Nautitech solo come un progetto orientato alle prestazioni, ma desiderano valutarne l’idoneità come yacht da crociera, il libro fornisce criteri chiari per la pianificazione, la sicurezza e la vita quotidiana a bordo.
Quanto è importante per lei, in un catamarano da crociera, la prestazione velica sportiva – e in quali ambiti sarebbe disposto a scendere a compromessi in termini di comfort o carico utile?

Editore Test & Technology