Jill Grigoleit
· 12.06.2026
Mentre Santorini affascina per la sua spettacolarità e Mykonos attira con il suo fascino, Milos seduce per la sua varietà. Le forze vulcaniche hanno creato qui un paesaggio che spazia da scenari lunari a spiagge caraibiche e aspre formazioni rocciose.
Non c’è quasi nessun altro ancoraggio più riparato nelle Cicladi dell’enorme porto naturale di Milos. L’isola, di forma quasi circolare, è di origine vulcanica. Al centro si trova un golfo profondo e molto aperto, che già nell'antichità fungeva da rifugio sicuro. Oggi Milos è per molti equipaggi la tappa perfetta per superare le giornate di Meltemi, fare rifornimento e allo stesso tempo ammirare uno dei paesaggi costieri più spettacolari della Grecia.
Già nell’antichità, dalla città portuale di Adamas l’ossidiana estratta a Milos veniva spedita via mare verso il Mar Egeo. Ancora oggi qui batte il cuore marittimo dell’isola. Ma in realtà Milos non è meta dei velisti proprio per visitare il caotico porto dei traghetti. Dalla Marina di Adamas ci vogliono circa 10 minuti in auto (circa 4,5 km) per raggiungere la ben più graziosa Plaka, detta anche Milos Chora. Già entrando nell'ampia baia, uno dei più grandi porti naturali dell'Egeo, si notano le case bianche che si affacciano su una scogliera a picco sul mare. La città fu fondata nel Medioevo come rifugio dalle incursioni dei pirati, in posizione elevata sul mare. Finestre e porte colorate e bouganville adornano le tipiche case bianche nei vicoli stretti. Un soggetto fotografico dopo l’altro. Dalla fortezza di Kastro si può ammirare uno dei tramonti più belli delle Cicladi.
Chi è appassionato di storia può programmare una visita al Museo storico di Plaka. Questo imponente edificio, situato sopra il parcheggio, è stato progettato nel 1870 dall'architetto tedesco Ernst Ziller e oggi ospita importanti reperti archeologici dell'isola.
L'8 aprile 1820, il contadino Georgios Kentrotas scoprì nei pressi del villaggio di Trypiti una delle sculture più famose dell'antichità, la «Venere di Milo» (nota anche come Afrodite). Oggi piccole mostre e repliche ricordano il ritrovamento, mentre l'originale si trova al Louvre di Parigi.
Chi parte da Atene o da Lavrion, si fa strada attraverso le isole di Kea, Kythnos, Serifos e Sifnos fino a Milos; da quest’ultima, la distanza da Milos è di poco meno di 20 miglia. La zona è considerata impegnativa, anche se le singole tappe tra le isole non sono troppo lunghe. La densità di porti e marine è limitata, ma in compenso ci sono innumerevoli baie ben protette dove gettare l'ancora. Soprattutto, il Meltemi è l'elemento dominante. Alcuni velisti lo temono, altri invece apprezzano questo vento che soffia in modo molto affidabile durante l'estate. La costa meridionale è protetta dal Meltemi, ma se il vento soffia da ovest verso sud e poi verso est, la costa non è navigabile. Se invece il mare è calmo, è possibile navigare lungo la costa meridionale e visitare anche la famosa spiaggia di Firiplaka Beach.
Il molo cittadino di Adamas, situato a est del molo dei traghetti, è stato prolungato verso est. Di conseguenza, il porto turistico di Adamas, solitamente ben riparato dal Meltemi, è ora diventato un rifugio sicuro anche in presenza di forti venti provenienti da sud. Ancoraggi ben protetti sono, ad esempio, Ormos Pollonia e Voudia, a nord-est di Milos.

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