Fari specialiWesterheversand – un segnale nautico come simbolo della città

Christian Tiedt

 · 25.08.2026

Fari speciali: Westerheversand – un segnale nautico come simbolo della cittàFoto: picture alliance / imageBROKER
Un faro da libro illustrato: Westerheversand, sulla penisola di Eiderstedt, lungo la costa baltica dello Schleswig-Holstein. | McPHOTO / Klaus Steinkamp
​Fari speciali: è un’icona del Nord – Westerheversand. Ma è stato davvero solo il suo aspetto a rendere così famosa questa torre sulla costa del Mare del Nord dello Schleswig-Holstein?

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La Porta di Brandeburgo, il castello di Neuschwanstein, le pianure avvolte dalla nebbia della Foresta Nera e le sue alture soleggiate: cosa hanno in comune tutti questi luoghi? Fanno parte dei panorami più famosi della Germania, sia in patria che all’estero. Nessun filmato promozionale, nessuna guida turistica può fare a meno di questi simboli. Il nord non vanta tali attrazioni turistiche di primo piano e deve puntare su altri assi nella manica – con un fascino marittimo da libro illustrato: il faro di Westerheversand.

Un cliché in abito a righe

Nessun segnale marittimo tedesco è più famoso del Westerheversand. Con disinvoltura mette in ombra persino icone come il Capo Arkona a Rügen e il Roter Sand nell’Außenweser. Qui l’aspetto esteriore è tutto: la slanciata torre con la sua verniciatura a strisce rosse e bianche e le due casette dei guardiani frisoni che la affiancano incarna così perfettamente il cliché moderno di un faro che la sola sua vista suscita associazioni sensoriali: l’aria salmastra sulle labbra, il grido dei gabbiani nelle orecchie e così via.

  • Nome: Faro di Westerheversand, Eiderstedt, Germania
  • Ubicazione: Mare del Nord
  • Posizione: 54°22'24"N; 008°38'24"E
  • Altezza della torre: 40 m
  • Altezza delle fiamme: 41 m
  • Codice: (3) WRG15s.

Solo uno dei tre fratelli

Eppure, per gran parte del tempo, Westerheversand ha condotto un’esistenza molto più prosaica, come del resto è la norma per la stragrande maggioranza dei fari. Non sorprende quindi che l’idolo di oggi non sia un “figlio unico”. Ha due fratelli, a Hörnum sull’isola di Sylt e a Pellworm. Tutti e tre sono stati realizzati secondo progetti simili e con lo stesso tipo di costruzione, utilizzando lastre di ghisa, negli anni 1906 e 1907.

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Il faro di Westerheversand entrò in funzione nel 1908, fungendo da faro di orientamento per l'area marina a nord-ovest della penisola di Eiderstedt e da faro di riferimento trasversale per l'avvicinamento a Husum e Pellworm attraverso il Wattenmeer. La tecnologia e le prestazioni del faro si sono evolute, passando dalla lampada ad arco a carbone alla lampada allo xeno ad alta pressione. Nel 1978 gli ultimi guardiani lasciarono il posto e la torre fu automatizzata.

Come in un pellegrinaggio

Fin qui, tutto normale: eppure il Westerheversand risplendeva più degli altri fari lungo le coste locali – soprattutto in senso figurato. Forse la sua particolarità sta nel fatto che sorge completamente isolato, come un monumento, in mezzo a vaste praterie palustri e che è raggiungibile solo a piedi, quasi come lungo un percorso di pellegrinaggio.

È possibile, però, che la sua fama sia semplicemente dovuta al fatto che, negli anni Ottanta, un grande birrificio della Germania settentrionale lo abbia utilizzato per anni come testimonial pubblicitario. Detto questo, va comunque precisato che, senza il suo aspetto radioso, non sarebbe stato sicuramente scelto per quel ruolo...

Oggi le due ex case dei guardiani sono dedicate alla tutela della natura. Ospitano un centro informazioni del Parco Nazionale del Wattenmeer. Chi desidera ammirarlo può salire sulla torre e, dalla galleria situata sotto la lanterna, godersi una vista che spazia ben oltre la diga. Con tanto di aria salmastra e (a volte) gabbiani che strillano.

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Christian Tiedt

Christian Tiedt

Editor Travel

Christian Tiedt was born in Hamburg in 1975, but grew up in the northern suburbs of the city - except for numerous visits to the harbor, North Sea and Baltic Sea, but without direct access to water sports for a long time. His first adventures then took place on dry land: With the classics from Chichester, Slocum and Co. After completing his vocational training, his studies finally gave him the opportunity (in terms of time) to get active on the water - and to obtain the relevant licenses. First with cruising and then, when he joined BOOTE in 2004, with motorboats of all kinds. In the meantime, Christian has been able to get to know almost all of Europe (and some more distant destinations) on his own keel and prefers to share his adventures and experiences as head of the travel department for YACHT and BOOTE in cruise reports.

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