Helgoland, la roccia rossa nel Mare del Nord; molti hanno dimenticato che l’unica isola d’alto mare della Germania non è tedesca da molto tempo. Fu solo nel 1890 che ciò avvenne, dopo che l’Impero tedesco l’aveva ricevuta dalla Gran Bretagna in cambio di Zanzibar. L’imponente faro, nella sua forma attuale, è il risultato diretto di questo scambio – in modo tragico.
Colonia della Corona britannica: questo fu Helgoland per quasi 100 anni, dal 1807 – quando fu “sottratta” ai danesi durante le guerre napoleoniche – fino al 1890. In quel periodo l’isola subì una trasformazione spettacolare, passando da roccaforte del contrabbando a località balneare. Ai vacanzieri in cerca di refrigerio estivo, infatti, non importava che al porto dell’Unterland sventolasse l’Union Jack.
Qui troverete altri fari davvero speciali.
Per la navigazione nel Golfo di Germania, la roccia di arenaria colorata con le scogliere circostanti rappresentava quindi sia una meta che un ostacolo. Fu così che già nel 1810 gli inglesi costruirono il primo faro. Rimase in piedi fino al 1902, quando fu sostituito da un successore più potente. Il suo progetto ricalcava quello del faro di Capo Arkona, sull’isola di Rügen. Potrebbe essere ancora in piedi oggi, se prima l’imperatore e poi Hitler non avessero visto Helgoland soprattutto come una fortezza pesantemente armata.
Poco prima della fine della guerra, il 18 e il 19 aprile 1945, la Royal Air Force sferrò pesanti bombardamenti sull’isola. Anche il faro cadde vittima della distruzione. Quando il fumo si diradò, dall’ermo desolato dell’entroterra spiccava ormai un unico edificio: un bunker sopraelevato, quel blocco quadrangolare di cemento da cui era stata diretta la difesa antiaerea di Helgoland.
Con la pace tornò anche la necessità di fornire nuovamente un punto di riferimento alla navigazione. Fu così che, in mancanza di altri edifici, l’ex postazione di controllo antiaereo, che aveva subito solo lievi danni, nel 1952 fu dotata di una struttura provvisoria che fungeva da faro e divenne il nuovo faro. Nel 1964, dopo essere stato sopraelevato e rivestito di mattoni rossi, assunse nelle linee generali l’aspetto che ha oggi. Grazie alla sua funzione pacifica, il suo passato bellico è ormai quasi irriconoscibile.
Sempre dal 1964, sulla sua sommità ruota il faro tedesco più potente. La sua portata nominale è di 28 miglia marine. Una lampada allo xeno ad alta pressione emette una luce con un'intensità di 35 megacandele. Ciò corrisponde all'incirca alla luce di 35 milioni di candele o di 350.000 lampadine a incandescenza da 100 watt. In condizioni favorevoli, i suoi lampi sono visibili persino dalla terraferma.
Soprattutto in estate, Helgoland accoglie numerosi visitatori che arrivano con la propria imbarcazione. Il porto sud è sì un porto di rifugio federale, accessibile a qualsiasi marea, ma non è presente un porto turistico commerciale.
Sono disponibili posti barca a seconda delle dimensioni dell'imbarcazione, nel porto sud lungo il pontile galleggiante che costeggia la banchina est, presso il pontile centrale (del Club di sport acquatici di Helgoland, iscrizione anticipata), nonché, se del caso, presso la banchina nord e quella ovest. L’iscrizione in loco avviene presso il Autorità portuale di Helgoland. A ciò si aggiungono gli ormeggi nel porto nord-orientale, dove occorre registrarsi presso il comandante del porto del WSC Helgoland.

Editor Travel