Ursula Meer
· 15.09.2026
A ben quattro miglia marine da Copenaghen, Flakfortet si erge nel Sund come uno strano corpo estraneo: un’isola composta da circa due milioni di tonnellate di pietrame, cemento e sabbia, circondata da un molo. Al riparo di questa barriera si trova un porto. Chi vi attracca si trova proprio sotto le casematte di un ex forte marittimo, con vista su Copenaghen da un lato e sulla costa svedese dall’altro.
Per i velisti non si tratta di una semplice tappa. A seconda del porto di partenza, il viaggio dura solo dai 20 ai 40 minuti. Ci sono docce, un chiosco per l’essenziale, punti di ristoro e bunker storici da visitare. La marina può ospitare fino a 200 imbarcazioni. È proprio il mix tra porto riparato, posizione esposta e storia a rendere Flakfortet una delle destinazioni più insolite dell’Øresund.
Il forte fu costruito tra il 1910 e il 1916 come parte delle fortificazioni costiere di Copenaghen. Qui avrebbero dovuto essere di stanza fino a 550 soldati; tuttavia, la struttura non fu mai utilizzata in combattimento durante la Prima guerra mondiale. Nel 1968 l’esercito danese si ritirò e le casematte caddero in rovina.
La seconda storia di Flakfortet ebbe inizio nel 1975. L’Unione Velistica di Copenaghen prese in affitto la struttura abbandonata. Le postazioni di artiglieria furono trasformate in ormeggi, mentre la mensa degli ufficiali divenne un ristorante. Da allora l’isola è diventata un punto di ritrovo per velisti, escursionisti e visitatori provenienti da Copenaghen. Nel 2001 lo Stato danese ha venduto la struttura per tre milioni di corone (circa 401.000 euro) alla società svedese Malmökranen AB. I nuovi proprietari hanno investito circa due milioni di euro negli impianti sanitari, nel ristorante, nel servizio traghetti, nel trattamento dell’acqua potabile e in un sistema di alimentazione elettrica autonomo.
Flakfortet non è una novità assoluta sul mercato. Già nel 2015 si cercava un acquirente, all’epoca per 56,5 milioni di corone (circa 7,56 milioni di euro), ma senza successo. Da gennaio 2026 è in corso il prossimo tentativo di vendita. L’attuale Annuncio dell'agente immobiliare ora è in testa alla classifica con 42 milioni di corone (circa 5,62 milioni di euro).
Lo sconto di 32,75 milioni di corone (circa 4,38 milioni di euro) salta all’occhio. Tuttavia, chi sogna semplicemente un’isola privata con un proprio attracco dovrebbe leggere attentamente le condizioni. Flakfortet è sotto tutela monumentale dal 2002. Ristrutturazioni, ampliamenti e interventi di risanamento di grande entità devono essere concordati con l’Autorità culturale danese.
E, cosa ancora più importante per i velisti: l’accessibilità al pubblico fa parte delle condizioni concordate in occasione della vendita da parte dello Stato. Flakfortet non deve quindi diventare semplicemente un rifugio privato isolato. Questo aspetto è stato determinante anche nel 2018, quando l’amministrazione museale danese ha richiesto lo smantellamento delle modifiche apportate fino allo stato del 1995. Ciò avrebbe interessato gli impianti sanitari e il porto non avrebbe potuto continuare a funzionare. A seguito delle forti proteste da parte della comunità velistica e delle associazioni, l’autorità ha fatto marcia indietro nel giro di un mese. L’allora Controversia sulla sopravvivenza del porto turistico dimostra quanto il futuro del porto sia ancora strettamente legato alla tutela dei beni culturali.
42 milioni di corone (circa 5,62 milioni di euro) per un’isola dotata di porto, servizi di ristorazione e con Copenaghen a due passi sembrano, a prima vista, meno scoraggianti rispetto alla richiesta iniziale. L’annuncio attuale quantifica le spese correnti a carico del proprietario in 14.599 corone al mese (circa 1.953 euro). Da questi dati, tuttavia, non è possibile dedurre il costo effettivo della manutenzione, del personale, della gestione portuale e degli interventi di restauro in conformità con le norme sulla tutela dei beni culturali.
Per un gestore, una fondazione o un proprietario molto facoltoso con un progetto sostenibile, Flakfortet potrebbe quindi essere diventato effettivamente più interessante. Per la maggior parte dei velisti, la sua importanza risiede altrove: è un porto insolito e accessibile al pubblico nell’Øresund. Ed è proprio questo che rende la questione della vendita così avvincente: non solo chi potrà acquistare l’isola, ma anche chi la manterrà aperta alla comunità velistica in futuro.
Guida nautica Danimarca 2 accompagna il lettore attraverso l’arcipelago danese, dalla Fionia meridionale, passando per la Zelanda e Copenaghen, fino a Bornholm. Per una crociera nell’Øresund, il volume fornisce informazioni sulla zona, indicazioni per la navigazione e mappe dei porti, aiutando così anche a comprendere perché Flakfortet sia per molti equipaggi molto più di una curiosa isola fortificata in mezzo al canale navigabile.
Il sogno di avere un proprio porto turistico si avvicina grazie al nuovo prezzo – oppure Flakfortet, proprio per la sua storia e il suo ruolo pubblico, continua ad appartenere a tutti i velisti?

Redakteurin Panorama und Reise