Musei dei relittiL’inferno della vigilia di Natale – Museo dei relitti di St. George

Christian Tiedt

 · 16.09.2026

Il remo originale della “St. George”, rinvenuto per caso nel Mar Baltico.
Foto: Strandingsmuseum St. George
Sulla solitaria costa del Mare del Nord dello Jutland, la vigilia di Natale del 1811 si verificò una delle più grandi tragedie della storia della navigazione. L’evento è documentato dal Museo dei naufragi di St. George a Thorsminde, in Danimarca.

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La parte occidentale dello Jutland è costellata da spiagge infinite, delimitate dalle dune da un lato e dal Mare del Nord dall’altro. In una soleggiata giornata estiva si presenta un quadro tranquillo. Ma l’apparenza inganna: il mare è poco profondo e le sabbie davanti alla costa, in continuo mutamento, sono insidiose. Quando il tempo cambia, questa lunga costa esposta al vento può trasformarsi rapidamente in una trappola mortale per le imbarcazioni incaute.

Era il 24 dicembre 1811. Quel giorno, un uragano si abbatté sul Mare del Nord e colpì con tutta la sua forza una manciata di navi britanniche, separate da un convoglio di dimensioni ben maggiori. La guerra di Napoleone in Europa rende necessaria questa misura di protezione: 150 navi mercantili a vela, sotto la scorta della Royal Navy, pesantemente cariche, sono in viaggio dalla Svezia meridionale verso l’Inghilterra.

  • Museo: Museo degli shipwrecks di St. George
  • Ubicazione: Thorsminde, Danimarca
  • Inaugurato nel 1992
  • Relitto: la nave da guerra britannica “St. George”, arenatasi nel 1811

Impotenti di fronte alla furia della natura

Ma di fronte alla furia della natura, anche le navi da guerra più grandi possono contare solo sulla fortuna. E due di esse hanno esaurito la loro fortuna quella vigilia di Natale: la HMS «Defense», una nave a due ponti con 74 cannoni, e la ancora più potente HMS «St. George», chiamata invano in onore del santo patrono d’Inghilterra, con 98 cannoni distribuiti su tre ponti.

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Il tre ponti è già danneggiato e naviga solo con il timone di emergenza. Eppure l’ammiraglio e il comandante si credono al sicuro. Questa valutazione si rivelerà fatale non solo per loro. La nave da guerra viene spinta sempre più vicino alla costa, completamente fuori controllo, dopo che, durante una vana manovra di ancoraggio, il timone di emergenza è stato distrutto dalla cima dell’ancora e anche il fiocco di tempesta è stato strappato via dal vento.

1.400 persone perdono la vita

Verso le sei del mattino, la “St. George” si incaglia infine poco più a sud di Thorsminde, a pochi passi dalla spiaggia. Ma la risacca micidiale impedisce l’evacuazione. Le scialuppe si capovolgono non appena toccano l’acqua. Un’onda gigantesca trascina in mare diverse centinaia di uomini dal ponte; questi annegano o muoiono congelati nelle acque gelide.

Una dozzina di marinai su due zattere riescono a raggiungere la spiaggia. Sono gli unici sopravvissuti della “St. George”. Anche la HMS “Defense”, che si era avvicinata troppo alla nave più grande, va perduta. In questo caso sopravvivono quattro uomini. Perdono la vita quasi 1.400 persone: marinai, ma anche alcuni civili imbarcati, tra cui donne e bambini.

Museo degli arenamenti di St. George

I nomi delle vittime dell’annegamento ricoprono oggi una delle pareti del Museo degli arenamenti di St. George a Thorsminde, a nord dell'imboccatura del porto e del fiordo di Nissum. Ampliato più volte nel corso degli anni, dal 1992 documenta la catastrofe. L'attenzione è rivolta in particolare alla “St. George”, dal cui relitto è stato possibile recuperare numerosi reperti.

Molti di essi sono esposti nel museo in modo suggestivo. Illustrano la vita quotidiana e il lavoro dei marinai a bordo, così come il funzionamento di una nave da guerra dell'epoca delle guerre napoleoniche e, infine, il drammatico naufragio stesso. Tra i reperti più imponenti figurano, oltre ai cannoni, l’ancora e l’imponente timone alto 11,5 metri.

Una scoperta casuale che diventa un monumento commemorativo

La perdita del timone, avvenuta in precedenza nel Mar Baltico, aveva creato le condizioni per la successiva catastrofe nel Mare del Nord. Il timone fu ritrovato per caso nel 2003, durante la costruzione di un parco eolico offshore a sud di Gedser. Dopo un’analisi archeologica, è stato trasferito al Museo dei relitti di St. George, dove oggi, eretto in posizione verticale, ricorda come un monumento commemorativo nero la tragedia della vigilia di Natale del 1811.

Visitatori che arrivano in barca

Nel porto di Thorsminde, nella parte meridionale di Vesthavn, situata a ovest della chiusa e del ponte, sono disponibili posti barca per gli ospiti. Sono disponibili servizi di assistenza. L’imboccatura è segnalata da fanali. La distanza dal museo è di circa 750 metri.

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Christian Tiedt

Christian Tiedt

Editor Travel

Christian Tiedt was born in Hamburg in 1975, but grew up in the northern suburbs of the city - except for numerous visits to the harbor, North Sea and Baltic Sea, but without direct access to water sports for a long time. His first adventures then took place on dry land: With the classics from Chichester, Slocum and Co. After completing his vocational training, his studies finally gave him the opportunity (in terms of time) to get active on the water - and to obtain the relevant licenses. First with cruising and then, when he joined BOOTE in 2004, with motorboats of all kinds. In the meantime, Christian has been able to get to know almost all of Europe (and some more distant destinations) on his own keel and prefers to share his adventures and experiences as head of the travel department for YACHT and BOOTE in cruise reports.

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