Jill Grigoleit
· 31.07.2026
Diversi avvisi pubblicati sull’app Navily, dedicata alle zone di navigazione, nonché una segnalazione inviata da un lettore alla rivista YACHT, descrivono in modo concordante episodi simili. Secondo quanto riferito, gli uomini chiedono denaro per l’ancoraggio, sebbene nella baia non siano state posizionate boe. Gli skipper non ricevono ricevute elettroniche ufficiali.
Secondo quanto riferito dal Il blogger croato Kristijan Antić La baia di Vinišće fa parte dell’area portuale ufficiale della contea di Spalato-Dalmazia. Secondo la legislazione croata, l’amministrazione portuale può in linea di principio riscuotere una tassa di ancoraggio in tale zona, anche in assenza di boe o ormeggi. Per l’ancoraggio libero all’interno dell’area portuale designata viene solitamente addebitata circa la metà della tariffa di ormeggio standard. Il semplice fatto che vengano richieste delle tariffe non costituisce quindi di per sé un indizio di frode.
Antić esprime tuttavia un giudizio decisamente più critico sul modo in cui viene effettuata la riscossione. Secondo la legislazione croata, tali pagamenti devono essere registrati ai fini fiscali. Ciò significa che la riscossione della tassa avviene tramite un sistema di registrazione elettronico che stampa una ricevuta ufficiale con codice QR.
Le ricevute scritte a mano da un blocchetto di ricevute non soddisfano tali requisiti e sono considerate un chiaro segnale di allarme. Anche la minaccia di una sanzione immediata di 500 euro appare discutibile. I dipendenti di un’amministrazione portuale non sono autorizzati a infliggere ammende. Tale competenza spetta esclusivamente al capitano di porto o alla polizia marittima.
Anche Bodo Müller, nostro collaboratore di lunga data ed esperto della Croazia, si dice sorpreso. È la prima volta che sente parlare del fatto che a Vinišće vengano riscossi diritti di ormeggio. In passato, tuttavia, si sono verificati ripetutamente casi in cui dei truffatori, muniti di tesserini di servizio contraffatti, si sono spacciati per rappresentanti delle autorità. A quanto gli risulta, gli esattori autorizzati devono poter esibire tre elementi: un documento ufficiale che li identifichi come concessionari o incaricati, un listino prezzi certificato dalle autorità e un sistema di cassa elettronico in grado di stampare immediatamente una ricevuta fiscalizzata.
Se manca una di queste caratteristiche, è opportuno nutrire sospetti. Anche Müller consiglia, in questi casi, di rivolgersi alla Capitaneria di porto (Lučka kapetanija) o alla Polizia fluviale (numero di emergenza 195). In base alla sua esperienza personale, i presunti esattori spesso spariscono non appena viene annunciato un controllo d’identità.
Chiunque venga invitato a pagare a Vinišće o in un’altra baia croata dovrebbe innanzitutto farsi mostrare o farsi rilasciare una ricevuta ufficiale fiscalizzata con codice QR. Se gli addetti alla riscossione non sono in grado di presentarlo o esercitano pressioni sull’equipaggio, si consiglia di far verificare la loro identità tramite la capitaneria di porto competente o la polizia marittima.
Al momento non è ancora chiaro se gli attuali episodi verificatisi a Vinišće siano effettivamente opera di truffatori o se si tratti di comportamenti scorretti da parte di singoli aventi diritto. YACHT ha quindi presentato una richiesta alle autorità croate competenti e fornirà aggiornamenti non appena sarà disponibile una dichiarazione ufficiale.

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