SveziaHöga Kusten – Trysunda e Mjältön sono tappe imperdibili

Nico Krauss

 · 09.10.2026

Svezia: Höga Kusten – Trysunda e Mjältön sono tappe imperdibiliFoto: Nico Krauss
Entrata nella baia di Baggviken sull’isola di Mjältön.
​La Höga Kusten non è proprio dietro l’angolo. In compenso, ad attendere tutti i velisti che non temono la distanza c’è un tratto davvero straordinario della costa del Mar Baltico. Nella seconda parte faremo scalo a Trysunda e Mjältön.

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​Così a nord della Svezia, i porti sono sempre vuoti e le baie dove gettare l’ancora deserte. Posso persino arrivare a tarda sera e trovo sempre un posto libero – almeno così pensavo ingenuamente. Entrando nella baia di Trysunda, mi rendo conto che non è proprio così. Durante la consueta occhiata con il binocolo, lo shock: dove dovrebbe esserci un pontile, vedo solo barche. Ammassate come i corpi di un banco di aringhe. Senza alcuno spazio libero per il mio piccolo e modesto yacht.

«Siamo venuti per restare – magari per un paio di settimane!», mi spiega più tardi Kjell Larsson, che è arrivato con un piccolo motoscafo dalla vicina Härnösand. Il semplice natura idilliaca e porti turistici dispone di circa 25 posti barca.

Il gioiello Trysunda

«Trysunda è il gioiello della Höga Kusten!», assicura Kjell. Le tradizionali case dei pescatori, una cappella storica, baie riparate, acque cristalline e sentieri escursionistici rendono l’isola una meta turistica da cui non si vorrebbe proprio andarsene subito. «Da altre parti della Svezia arrivano qui pochi diportisti», dice Kjell, «ma anche gli abitanti della provincia di Västernorrland vogliono godersi le vacanze estive: perché andare così lontano?» Ha proprio ragione: dopotutto anch’io ho percorso centinaia di miglia per arrivare qui, proprio come le altre centinaia di ospiti internazionali provenienti dalla Danimarca, dalla Finlandia o dalla Germania che ogni anno visitano questa regione.

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Non c'è più nemmeno un millimetro di spazio

È stato Kjell a salutarmi con la mano al mio arrivo, indicando l’acqua davanti a sé: «Qui c’è ancora posto!». Non riuscivo a capire cosa intendesse, dato che il pontile era completamente occupato. Ma poi mi ha fatto entrare in uno stretto varco tra le barche ormeggiate una accanto all’altra. Dietro di me l’ancora si calò in acqua e, avvicinandomi lentamente al pontile, entrai a far parte dello sciame. Ormai non c’era davvero più nemmeno un millimetro di spazio!

In teoria. Infatti, quando la sera un piccolo yacht si avvicina al pontile e lo skipper cerca visibilmente un posto libero, gli faccio cenno con la mano e, insieme a Kjell e contro ogni logica fisica, riesco a ritagliare un altro spazio nel fitto sciame di scafi.

Da Kappeln alla Höga Kusten

Quando il velista al timone mi saluta con un «Moin», rimango di stucco: è Hans Krees con il suo Winner 9.50! Un vicino di pontile del mio porto di origine, da Henningsen & Steckmest sulla Schlei! Il mondo è davvero piccolo. Hans mi invita a salire a bordo, beviamo del vino bianco alla giusta temperatura e lui mi racconta le sue avventure: da Kappeln a Trysunda ha navigato in quattro settimane, procedendo a tappe giornaliere; qui sul posto ha previsto di restare circa dieci giorni: «Basta almeno per non limitarsi a passare di qui senza fermarmi». Aveva preparato meticolosamente la lunga traversata fino a qui in solitaria, senza però seguire rigidamente la rotta pianificata sul plotter. «Non si può certo ignorare l’arcipelago di Stoccolma.»

Tutte queste miglia per arrivare fin qui, un’intera estate a vela per la Höga Kusten: ne vale la pena? «Per chi è già stato nei fiordi norvegesi, il termine “Höga” assume un significato un po’ diverso», osserva Hans. Tuttavia, ci sono comunque molte belle impressioni e luoghi interessanti.

Mjaltön: l'isola più alta della Svezia

Come questa qui, Trysunda, che nonostante le numerose imbarcazioni e gli equipaggi emana un’atmosfera quasi familiare. Oppure Mjältön, con i suoi 236 metri sul livello del mare, l’isola più alta della Svezia. Pendii boscosi, ripide coste granitiche e la baia naturale ben protetta di Baggviken, dotata di pontile e ormeggio. Da qui i sentieri escursionistici conducono alla vetta, da cui si gode una vista mozzafiato sul Golfo di Botnia e sull’arcipelago che lo circonda.

Parte 1 del reportage lo trovate qui
La terza parte seguirà a breve

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Nico Krauss

Freier Fotograf

Nico Krauss ist gebürtiger Hamburger, aufgewachsen zwischen Nordsee und Wattenmeer vor Sylt. Dort lernte er auf einer kleinen Jolle segeln. Seit den 1990er-Jahren ist der Fotograf und Texter auf maritime Motive spezialisiert und gehört zu den renommiertesten Wassersportfotografen Europas. Neben Reportagen für YACHT und BOOTE sowie den DK-Buchverlag fotografiert er für seine Galerie. Er hat ein Faible für klassische Yachten und Fahrtensegeln; seine alte Hallberg-Rassy 31 bringt ihn am liebsten nonstop in die schwedischen Schären oder in die norwegischen Fjorde.

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