Christian Tiedt
· 23.08.2026
Testo: Caro Käßler
È arrivato il nostro ultimo giorno in barca a vela. La mattinata si presenta grigia. La pioggia batte sul ponte, la luce è fioca. Solo a mezzogiorno intendiamo affrontare le circa 25 miglia nautiche per tornare a Lerwick. Prima di allora c’è ancora tempo per una breve scesa a terra a Yell. Incontriamo i nostri primi pony delle Shetland: piccoli, arruffati, curiosi. Qualche filo d’erba si fa strada furtivamente attraverso la recinzione – naturalmente dal lato apparentemente più verde. Con tanto di sbuffo di soddisfazione.
Proseguiamo verso l’Old Haa Museum and Tearoom, uno degli edifici più antichi di Yell. Poche stanze, tanta storia. Sulla via del ritorno, un’ultima sosta al Brough Store, ben fornito. Acquistiamo qualche provvista per l’ultima volta. Il cielo rimane coperto, ma qualche raggio di sole disegna macchie dorate nell’abitacolo. E il vento soffia di nuovo forte – questa volta di poppa – a una velocità costante tra i 17 e i 20 nodi, con raffiche ben più intense.
Allontanarsi! Ma davanti alla prua c’è un peschereccio. Non c’è molto spazio di manovra. E adesso? La decisione: ripetere la manovra di Brema. Il pescatore lì accanto osserva la scena e ci porge due parabordi sferici per creare un po’ più di spazio tra la barca e il molo. Gentile, pragmatico e preciso.
Dopo diversi tentativi riusciamo a salpare. Facciamo rotta verso Lerwick. All’inizio navighiamo con vento al traverso, finché, oltre Whalsay, il vento non gira. Abbandoniamo la nostra rotta attraverso il West Linga Sound per imboccare invece il passaggio esterno intorno a Whalsay. Il piano non va a buon fine. Il vento soffia di prua e il mare è agitato con onde che raggiungono i due metri. Accendiamo il motore.
A bordo regna la calma. Oggi molti preferiscono stare per conto proprio. È una di quelle giornate in cui si percepisce che, a volte, andare in barca a vela significa anche: resistere, stare in silenzio insieme, prendersi cura gli uni degli altri. Verso le 21:30 raggiungiamo il Bressay Sound. L’imboccatura del porto di Lerwick ci sembra familiare – eppure è di nuovo un momento di arrivo. Un arcobaleno si stende sopra la marina. Siamo esausti, ma soddisfatti.
E ogni giorno è sempre la stessa storia: venerdì è di nuovo tempo di "Abwettern". Noleggiamo un’auto e cerchiamo di trarne il meglio. Prima tappa: Sumburgh Head, la punta meridionale delle Shetland. Un sentiero ripido conduce al suggestivo faro. C’è molto vento.
È uno spettacolo incredibile vedere gli uccelli che lottano contro la tempesta per raggiungere i propri nidi. Sumburgh è un paradiso per le sule, le pulcinelle di mare e i gabbiani. Con un po’ di fortuna qui si possono avvistare anche le balene. Oggi, purtroppo, no. Nel museo si possono invece scoprire la storia naturale, la tecnologia dei fari e la storia militare – oltre a una sala da tè con vista panoramica, dolci da gustare con offerta libera e un negozio di souvenir piccolo ma raffinato.
Il Visitor Center di Hoswick offre tutto il necessario per una sosta pranzo, mentre il Knitwear Village, proprio accanto, propone capi in lana delle Shetland in tutte le varianti: dai berretti ai maglioni. Caldi, eleganti e di qualità eccezionale. La tappa successiva è St. Ninian’s Beach.
Un ponte di sabbia di conchiglie bianca collega la terraferma all’isola antistante. Si è formato dopo l’ultima era glaciale, con l’innalzamento del livello del mare, quando le onde si infrangevano intorno all’isola. Acqua turchese, verde intenso – e in mezzo a tutto questo ci siamo noi, con il nostro prossimo appuntamento: andiamo alla sauna Haar.
Un rimorchio per cavalli riadattato, riscaldato a legna. Tre sessioni di sauna, intervallate da un tuffo nell’Atlantico settentrionale. Pazzesco? Assolutamente sì. Ma indimenticabile. La sera, poi, il primo pub. L’atmosfera: rumorosa, festosa, karaoke. I nostri ragazzi raccolgono tutto il coraggio che hanno e si esibiscono in «Uptown Girl». I bicchieri tintinnano, gli applausi sono scroscianti.
La mattina seguente facciamo i bagagli, salutiamo la “Sparkling Spirit” e il nostro skipper, che la prossima settimana incontrerà il suo nuovo equipaggio e condizioni meteorologiche completamente diverse. Che anche il loro viaggio sia speciale! Ci carichiamo gli zaini sulle spalle e portiamo con noi le Shetland: nel cuore, nei nostri diari di bordo, nelle nostre storie.

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