Pascal Schürmann
· 08.07.2026
Uno dei momenti salienti del numero è l’ampio reportage sul viaggio in barca a vela che inizia a pagina 46. In esso, una coppia tedesca che sta compiendo il giro del mondo in barca a vela racconta di paesi lontani e di incontri profondi con le persone che vi abitano. L’attenzione non è rivolta esclusivamente all’arrivo in acque esotiche, ma all’immersione nelle culture straniere – ovvero proprio quella parte di un giro del mondo in barca a vela che va ben oltre i semplici itinerari nautici.
Proprio in questo dovrebbe risiedere uno dei punti salienti dal punto di vista emotivo di questo numero: la voglia di viaggiare, sì – ma con una certa profondità.
Altrettanto interessante è il racconto sui fari a partire da pagina 34. Sotto il titolo “Opere pionieristiche”, si spiega come sono nati i segnali marittimi e perché sono rimasti indispensabili fino ad oggi. L’argomento coniuga la storia della navigazione con un’utilità del tutto pratica e dimostra che alcune invenzioni, pur essendo antiche, non hanno perso nulla della loro importanza.
Il fatto che i fari continuino a svolgere un ruolo così importante in un mondo altamente digitalizzato è proprio ciò che rende interessante questo articolo.
Per i velisti che amano le barche piccole e maneggevoli, la recensione della J/7 a partire da pagina 70 è una lettura imperdibile. Con questo modello, gli specialisti delle imbarcazioni da diporto di J/Boats lanciano per la prima volta sul mercato un daysailer: una piccola imbarcazione che si concentra esclusivamente su ciò che conta davvero nella vela: sport e divertimento.
Già l’annuncio suscita curiosità, perché qui non sono le dimensioni o il comfort a fare da protagoniste, bensì l’esperienza diretta della navigazione a vela. Chi vuole sapere come si vive questo concetto in acqua, troverà le risposte nel resoconto della prova in mare.
Completamente diverso, ma altrettanto affascinante, è il Puffin 42 a partire da pagina 74. Questo yacht in alluminio è un’imbarcazione per individualisti, con uno scafo dalle forme arrotondate e un’ampia tuga, che si distingue nettamente dal mercato di massa. La domanda più interessante è: il suo aspetto originale è all’altezza anche dal punto di vista velistico? È proprio questo che chiarisce la prova.
Particolarmente utile è l’ampio articolo pratico dedicato alla corretta tecnica di “stuccatura e levigatura” a partire da pagina 84. In esso mostriamo passo dopo passo come riparare autonomamente i graffi sullo scafo. Chi non vuole semplicemente accettare i difetti sulla carena o sul ponte troverà qui una guida completa per effettuare la riparazione in autonomia.
Inoltre, la rivista è ricca di altri argomenti che ne giustificano l’acquisto. Nella rubrica “Panorama” si parla, tra l’altro, di un necrologio dedicato al vincitore della Vendée Globe Charlie Dalin, della Helga Cup, di un incidente al largo di Helgoland, dell’incendio spento a Kalkgrund e di una barca a vela da estremi recuperata.
A ciò si aggiungono un approfondimento sulle nuove aree protette lungo la costa tedesca del Mar Baltico e sulle loro conseguenze per i velisti, nonché un servizio sugli abusi sessuali sui minori nelle associazioni veliche, scaturito da un caso verificatosi ad Amburgo.
La seconda parte del reportage di viaggio sulle isole settentrionali di Capo Verde risveglia la voglia di viaggiare; a questo si aggiunge un saggio di Steffi von Wolff sulla crociera estiva come il periodo più bello dell’anno. Chi è alla ricerca di consigli sulle destinazioni, a partire da pagina 60 troverà una guida all’isola di Møn che va oltre le famose scogliere di gesso.
Non mancano nemmeno i ritratti e le storie di retroscena: la seconda carriera velistica del 66enne Til Kleinstäuber, impressioni dalla Cowes Classics Regatta e, per concludere, un finale insolito con la domanda su come Philipp Kümpel sia giunto all’idea di comporre una sinfonia marina per grande orchestra.
I gadget estivi a partire da pagina 64 si rivelano davvero pratici – dal gioco da tavolo impermeabile al bar galleggiante –, così come l’attrezzatura con gommone navigabile, dispositivi per la visione notturna, caricabatterie e tela da vela di alta gamma, nonché nella cambusa con un piatto di pasta veloce da preparare e utili utensili da cucina. A ciò si aggiungono nuove imbarcazioni come la Hanse 461, la JPK 48 FC, la Halcyon 50 e la T-Boats 26.
Un’altra imbarcazione che non mancherà di attirare l’attenzione è la “Simena”: un ketch retrò di lusso lungo 62 metri, che sembra più un omaggio ai bei vecchi tempi che un classico superyacht.
In sintesi, YACHT 15/2026 offre l’intera gamma di argomenti legati alla vela: dal giro del mondo in barca a vela all’officina, dai segnali marittimi ai gadget estivi, dalle barche da diporto ai lussuosi ketch retrò. C’è davvero molto da leggere per tante ore di piacevole lettura.
Il numero 15/2026 di YACHT è disponibile da subito in edicola e nelle librerie; inoltre, sarà presto disponibile anche nella App Delius Klasing disponibile per il download. Oppure potete ordinarlo direttamente qui...
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