Steffi von Wolff
· 26.06.2026
«Ma dov’è quel maledetto bidone verde?!», chiede mio marito con tono seccato. «Secondo il plotter dovrebbe essere lì davanti, ma non c’è. La vedi da qualche parte?» – «No. Ma lo sai anche tu dove andare. Abbiamo già percorso questa rotta così tante volte.» – «Ma deve pur essere da qualche parte!», si agita mio marito. «Forse è stata rubata», dico. Dopotutto, sarebbe possibile. Il valore del materiale, basti pensare all’aumento dei prezzi delle materie prime. Oppure qualche burlone con fantasia marittima ha decorato il proprio vialetto d’ingresso con quella boa. In tal caso, presto ne sparirebbe anche una rossa. «Ma chi mai ruberebbe un boa di segnalazione?» Mi guarda come se gli avessi detto che è la persona più sensibile e tenera del mondo intero. Non so perché, ma mi viene in mente la mia amica Andi, che una volta ha detto: «Ah, ci sono uomini fantastici ad ogni angolo. Peccato che la Terra sia rotonda». Ma questo è un altro discorso.
Ecco che arriva Marcel con la sua barca. «Vedete da qualche parte il galleggiante verde?», ci grida, e mio marito ora mi guarda come se avesse vinto una medaglia d’oro. «Vedi, nemmeno lui la vede!» – «Non ho detto che non la vedo.» Mio marito prende il binocolo e sembra un partecipante a una riunione operativa della NATO. «Vedo quella più vicina», grida ora a Marcel. «Ma l’altra deve pur esserci», risponde Marcel, «non è possibile!»
Ma cosa c’è di così difficile da capire nel fatto che manchi un boetta? Come si fa a prendersela così tanto? Da qualche parte sarà pur finita. Il fissaggio si è allentato, oppure qualcuno l’ha rubata, o chissà cos’altro. «Ma ieri, quando siamo passati di qui, galleggiava ancora!» Marcel e mio marito fissano l’acqua come se il boetta potesse riemergere lentamente per la vergogna.
Arrivati al porto di Sonderborg, siamo tutti seduti insieme a fare una grigliata. Proprio tutti. Compresi sei uomini. Sarebbe l’occasione giusta per fare una chiacchierata piacevole. Mio marito e Marcel raccontano a tutti dell’incidente terribile, pericoloso e catastrofico. Un mormorio si diffonde tra i commensali. «Cosa, la boa è sparita?», chiede Heiner sbalordito. «Ma non possono farlo! Stanno rovinando tutto!»
Marcel tira fuori il cellulare e cerca una foto che poi viene fatta girare. Ha fotografato, in tutta serietà, il punto in cui dovrebbe trovarsi la boa. Insomma, ha fotografato l’acqua. «Non va bene», mormora Hanno, che in linea di massima commenta tutto con la frase «Non va bene». Persino i tramonti. Arriva sul posto un nuovo gruppo di persone per il barbecue. «Ma cosa si sente dire: il bidone del canale navigabile di Marstal è sparito?» – «Ma come è potuto succedere?»
«Ma che è successo?», chiede un altro uomo che passa di lì per caso. «Il bidone è sparito.» – «Quale bidone?» – «Ma quello verde vicino a Bredholm!» – «Ma non è possibile!» – «E invece sì. Cioè no, il bidone non c’è.» – «No!» – «E invece sì!» – «Incredibile!»
Si beve della birra e ora si fa sul serio. L’uomo se ne va e torna con delle carte nautiche; una viene stesa sul tavolo di legno e a un certo punto le teste si scontrano, perché tutti vogliono vedere “quel punto” sulla mappa. «Qui! Deve trovarsi proprio qui!» – «Queste sono carte del 1984», dice Frank il più anziano. «E allora? Il canale navigabile non è mica sparito!», risponde Frank il più giovane. «Ci sono passato una volta in direzione di Svendborg», dice qualcuno che non conosco. «Me lo ricordo benissimo, perché non vedevo l’ora di mangiare gli anelli di calamaro da Bendixen.» – «La pescheria proprio sul porto?» – «Sì.» – «Hanno anche i panini al pesce?» – «No.» – «Avete mai notato anche voi che nei porti danesi non ci sono quasi bancarelle con i panini al pesce?», chiede un altro sconosciuto.
Mormorio collettivo di approvazione. «A Copenaghen ce ne sono», dice mio marito. «In quale porto?» – «Non me lo ricordo più.» – «Copenaghen è bella.» – «Ma costosa.» – «Non così cara come la Norvegia. Lì una pallina di gelato costa otto euro.» E così via. Michi ha una spiegazione: «Un tempo le tonnellate erano ancora affidabili.» Tutti annuiscono con reverenza. Nessuno sa quando possa essere stato quel «un tempo». Probabilmente durante l’Impero. Cerco di mantenere la calma, ma ho fame e nessuno si occupa della carne alla griglia. Nel frattempo, la discussione continua.
«Forse è stata spostata.» – «Perché mai si dovrebbe spostare una tonnellata?» – «L’UE.» – «Giusto.» – «O i russi.» – «Ma i russi non rubano certo le tonnellate.» – «Come fai a saperlo?» – «Forse è stato il ghiaccio.» – «A luglio?» – «Il tempo sta impazzendo.»
Mezz’ora dopo sono emerse diverse teorie: il bidone è stato rubato. Il bidone non c’è mai stato. Prima si trovava più a ovest. La colpa è del nuovo aggiornamento delle mappe. I Verdi c’entrano qualcosa. Un tempo le boe avevano ancora un po’ di dignità. Le autorità stanno di nuovo tagliando le spese. È tipico della Germania. È tipico della Danimarca. Forse una balena. «Così non andiamo da nessuna parte», spiega Jan, e tutti annuiscono. «Non credo che fosse una balena.» – «Perché no?» – «Perché qui ci sono solo focene, e credo che loro non se la prendano con i bidoni verdi.»
Silenzio. Si riflette, poi un annuire collettivo. «Quella balena megattera – come si chiamava? –, ormai non può più fare nulla, purtroppo è morta.» – «Pensi che abbia rubato il bidone?» – «Come si chiamava, allora?» – «Johnny.» – «No.» – «Jimmy?» – «Neanche quello.» – «Ma non si può entrare nella testa di un animale del genere. Tutto è possibile. E se avesse scambiato il bidone per un granchio o per del plancton?» – «Si chiamava Mandy.» – «Neanche per sogno.» – «Che peccato che non ce l’abbia fatta!» – «Sì.» – «Sì.» – «Sì.»
«Con i danesi non si sa mai», dice un uomo, «loro rimuovono le tonnellate sicuramente senza burocrazia. In Germania bisognerebbe prima presentare una richiesta». Ha inizio una vivace discussione sui funzionari tedeschi, che nei loro uffici tengono piccoli spazzacamini con monete da 1 centesimo come portafortuna e cartelli con la scritta «Sono qui al lavoro e non in fuga».
«Bisognerebbe avvisare qualcuno», suggerisce Melina. Finalmente un’idea sensata. Silenzio imbarazzato. Ho quasi l’impressione che non si voglia porre fine a questa discussione. «Sì, assolutamente», dice poi mio marito con tono fiacco. «Sicuramente è un caso da segnalare.» – «A chi si chiama?» – «Alla polizia fluviale.» – «Ci rideranno dietro.» – «Magari la guardia costiera?» – «Per una boa?» – «Beh, prima che muoia qualcun altro.» – «Nessuno muore per una boa mancante.» – «Probabilmente lo dicevano anche sul “Titanic”.»
Nel frattempo, attorno al nostro tavolo si è formato un piccolo gruppetto di sapientoni, che ora però si osservano a vicenda mentre non fanno nulla. Tirano fuori i cellulari, aprono MarineTraffic e altri siti per cercare di scoprire qualcosa. «Ce l’ho!» grida quasi Michi. Tutti si girano verso di lui. «La boa è stata tirata fuori dall’acqua per essere sostituita.» – «Come, scusa?» – «È in manutenzione.» Silenzio. Si percepisce chiaramente come si diffonda una delusione collettiva di fronte a questa spiegazione spaventosamente logica. «Come fai a saperlo?» – «C’è scritto nelle notizie per i naviganti.» Silenzio sbalordito. «Le leggi?» Michi annuisce. Ora l’atmosfera si guasta definitivamente. Qui a nessuno piacciono le persone che sanno di cosa parlano. Jan si schiarisce la voce. «Beh… Comunque è mal organizzato.» – «Assolutamente.» – «Ci sarebbe dovuto essere almeno un cartello.» – «Sull’acqua?» – «Sì, perché no?»
E mentre il boetta scomparsa giace ormai da tempo tranquillamente da qualche parte, pulita e lucidata a puntino in un deposito di boette, una ventina di velisti tedeschi discutono per altre due ore se un tempo le boette fossero più pesanti. Se un tempo tutto fosse migliore. Faccio notare al gruppo che si sta facendo sempre più tardi e che mi andrebbe di mangiare una bistecca. Gli sguardi si posano sul piatto con la carne alla griglia. È vuoto. Le bistecche e le salsicce sono sparite. Il mio sguardo si posa su Shaky, il cane di Frank il Giovane. Sembra soddisfatto e sazio. «È di nuovo colpa del tuo cane», concordano tutti, e Shaky mi guarda con aria colpevole. «Beh», dice Frank il Giovane, «potremmo sempre andare al ristorante italiano e ordinare degli spaghetti al tonno, haha». Raramente ho riso così con lo stomaco che brontola.
Ah, già: Timmy. Timmy era il nome della balena. Ma ormai a nessuno qui interessa più.
Per chi vuole rimanere in tema: alcune informazioni di contesto sul perché Le boe di navigazione sono solo ausili alla navigazione sono, come i Segnalazione dei canali navigabili funziona e perché la Mare del Sud danese che per molti velisti rimane una meta da sogno.

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