Per la Kieler Woche 2025 era stato l'artista di Bochum Cihan Tamti a convincere la giuria con il suo progetto. Quest'anno Erik Brandt, di Minneapolis, nello Stato americano del Minnesota, è riuscito ad avere la meglio sulla concorrenza proveniente dalla Germania e dalla Danimarca. Per chi volesse farsi un'idea: ecco i cinque progetti provenienti da Berlino, Amburgo, Stoccarda, Kiel e Copenaghen lo si può vedere qui.
Il vincitore di quest'anno, pur essendo figlio di padre tedesco, ha anche radici in questo Paese e ha trascorso parte della sua infanzia nella Germania settentrionale. Erik Brandt lavora come grafico già dal 1994 e attualmente è docente presso il Minneapolis College of Art and Design.
Estivo – Secondo la giuria, i colori del progetto di Erik Brandt hanno contribuito in modo determinante alla vittoria nel processo di selezione: il design è stato definito «accogliente, informale e caratterizzato da una particolare leggerezza», mentre «la palette estiva trasmette apertura e gioia di vivere». Quattro dei tre livelli mostrano ciascuno la scritta bianca KIWO in sezione, su uno sfondo di colore diverso.
Al centro dell’immagine spicca però una boa da regata arancione, con le vele e il sole sullo sfondo. Secondo la giuria, essa costituisce «un simbolo forte che unisce la vela all’atmosfera aperta e festosa della festa estiva». Anche se i progetti optano spesso per rappresentazioni più o meno astratte, i motivi hanno per lo più un chiaro carattere marittimo nel loro design. Il progetto di Erik Brandt per la Kieler Woche 2026 non fa eccezione.
Il design della Kieler Woche, oltre all’iconico manifesto, comprende anche tutta una serie di altre applicazioni e deve quindi essere davvero multifunzionale e avere un elevato grado di riconoscibilità. Tra questi figurano i classici articoli di merchandising come cappellini, tazze e borse, ma anche altri oggetti rappresentativi, come bandiere e striscioni. Il design deve essere adatto anche per la verniciatura di un'auto.
La selezione del progetto vincitore avviene tramite concorso già dal 1959. Altri motivi di quel periodo lo trovate qui. A confronto, non solo mettono in luce la lunga storia della Kieler Woche, ma offrono anche uno sguardo marittimo sulle tendenze del design degli ultimi decenni.

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