Fridtjof Gunkel
· 06.08.2026
Dal comunicato ufficiale: “BFinora è stato fantastico, un inizio davvero ottimo e impressionante… Ma bisogna accettare il fatto che non si può controllare tutto. I velisti e il team tornano a casa con il cuore pesante: l’ANT ARCTIC LAB è ormai finito. Norbert sta tornando a Les Sables... A causa di gravi problemi all’intero sistema elettronico di navigazione e agli impianti elettrici, ieri alle 15:45 UTC Norbert ha dovuto invertire la rotta. Al momento funzionano solo i sistemi di emergenza. Lo scafo e le attrezzature sono intatti ed è possibile mantenere i collegamenti di comunicazione essenziali. Può navigare in sicurezza e dovrebbe arrivare a Les Sables nel corso della prossima settimana.”
Il velista austriaco Norbert Sedlacek punta, con il progetto ANT ARCTIC LAB, a compiere un giro del mondo in solitaria e senza scali attraverso tutti e cinque gli oceani. La rotta prevista conduce da Les Sables-d’Olonne (il porto di partenza della Vendée Globe) fino all’Artico, intorno alle isole Spitsbergen, per poi proseguire intorno all’Antartide e tornare in Francia. Il progetto funge anche da test estremo per un’imbarcazione Open 60 sostenibile e in gran parte riciclabile.
| Esperimento | Anno | Cronologia | Motivo del fallimento o del rinvio |
| 1° tentativo | 2018 | Sedlacek ha invertito la rotta a sud dell'Irlanda. | Diversi sistemi tecnici e componenti delle attrezzature non erano ancora operativi. I problemi principali riguardavano l'alimentazione elettrica. |
| 2° tentativo | 2019 | Anche questa spedizione si è conclusa al largo delle coste irlandesi, dopo circa sette giorni. | Una tempesta ha causato problemi alla vela di prua J1. L’antifocale, il sistema di avvolgimento e la vela sono stati danneggiati; inoltre, una vela è andata persa. Sedlacek ha attribuito almeno una parte dei problemi a un proprio errore di manovra. |
| Terzo tentativo previsto | 2020 | La partenza non ha avuto luogo. | La pandemia di coronavirus ha impedito lo svolgimento dell'evento. Inoltre, Sedlacek ha dovuto sottoporsi a un intervento chirurgico per un tumore. |
| 3. Tentativo effettivo | 2021 | Sedlacek si spinse fino alle acque a sud-est dell’Islanda e all’incirca fino al 63° parallelo. | Non è stato possibile garantire in modo affidabile l'alimentazione elettrica di sistemi importanti come l'autopilota e l'elettronica di navigazione. Per motivi di sicurezza, il volo è stato interrotto. |
| 4° tentativo | 2022 | L'abbandono è avvenuto pochi giorni dopo la partenza, al largo della costa meridionale dell'Irlanda. | Con un vento di circa 40 nodi e il mare agitato, l'imbarcazione è entrata in collisione con un oggetto sconosciuto. Nell'incidente si è rotto il fissaggio del timone di dritta, ovvero il sistema di sospensione del timone. |
| 5° tentativo | 2023 | L'esperimento è durato solo cinque o sei giorni. | A seguito di una tempesta al largo dell’Irlanda, sono stati riscontrati danni alla chiglia basculante. Sono stati colpiti la chiglia stessa e i relativi sistemi elettronici. Alla luce delle rotte artiche e antartiche da percorrere, il team ha ritenuto che non fosse giustificabile proseguire la traversata prevista. |
| 6° tentativo | 2026 | Sedlacek è ripartito il 26 luglio 2026. Durante la prima tappa in direzione delle Isole Svalbard, ha invertito la rotta al largo dell’Islanda. | Guasto dei sistemi elettronici di navigazione e di altri componenti importanti. |
I sei tentativi di Norbert Sedlacek non sono falliti a causa di un unico difetto ricorrente. I problemi riguardavano ogni volta aspetti diversi:
Ciò che accomuna questi esperimenti è il fatto che i problemi si sono verificati in acque europee o poco dopo. Finora Sedlacek non ha mai intrapreso alcuna spedizione negli oceani meridionali più remoti.
1. Una nave sperimentale estremamente complessa dal punto di vista tecnico
L’“Innovation Yachts” non è stato costruito come uno yacht convenzionale, bensì come prototipo sperimentale. Il suo obiettivo è quello di consentire una circumnavigazione del mondo senza scali e, al contempo, dimostrare la resistenza delle fibre vulcaniche, dei materiali compositi riciclabili, delle resine sostenibili e dei sistemi elettrici. In questo modo sono state impiegate contemporaneamente diverse tecnologie nuove o insolite in condizioni estreme.
2. La lunghezza e la difficoltà del percorso previsto
Il percorso si estende per circa 32.000 miglia nautiche e circa sei mesi in mare da sola. Il percorso attraversa l’Artico e l’Oceano Antartico, ovvero regioni in cui è praticamente impossibile effettuare riparazioni. Dal punto di vista del team guidato da Norbert Sedlacek, è quindi più sensato tornare indietro già al primo guasto rilevante per la sicurezza, piuttosto che mettere a rischio l’imbarcazione in un secondo momento, lontano da qualsiasi aiuto.
3. Un progetto di sviluppo, non solo un tentativo di record
Sedlacek considera espressamente l’ANT ARCTIC LAB come un processo di sviluppo continuo. Dopo ogni interruzione, i componenti interessati sono stati analizzati, rivisti e rinforzati. In un’intervista rilasciata a YACHT ha spiegato, in sostanza, che non avrebbe senso intraprendere un viaggio di 35.000-40.000 miglia nautiche con un sistema di alimentazione non affidabile o un impianto danneggiato. L’obiettivo non è quello di perdere la barca in modo spettacolare, ma di dimostrare che il progetto funziona nel lungo periodo.
Nel caso di sesto tentativo nel 2026 i fatti a disposizione sono decisamente più scarsi rispetto ai precedenti casi di interruzione di gravidanza. Si sa solo che:
Per ora si può affermare con certezza solo che anche questo tentativo si è concluso prima di raggiungere le zone ad alto rischio vere e proprie. Il sesto tentativo si inserisce quindi in una serie in cui l’affidabilità tecnica e i limiti di un progetto sperimentale di imbarcazione sono stati i fattori determinanti.
Da solo contro il vento – Il giro del mondo senza scali in 343 giorni Il libro descrive il giro del mondo in barca a vela compiuto da Wilfried Erdmanns in solitaria e senza scali, contro i venti e le correnti dominanti. Al centro della narrazione ci sono le tempeste, la solitudine, le risorse limitate e lo stress psicologico di un viaggio lungo mesi. Per l’articolo su Norbert Sedlacek, il resoconto di questa esperienza offre una prospettiva vivida sulle sfide e sui rischi di un progetto di navigazione a lungo raggio di questo tipo.
Incidenti nautici si concentra maggiormente sulle cause di incidenti concreti. Tra gli argomenti trattati figurano la perdita del timone e della chiglia, le collisioni, il mare agitato, gli incagli, le comunicazioni di emergenza e gli errori umani. In questo modo, il volume integra la storia personale della spedizione con un’analisi oggettiva dal punto di vista della sicurezza tecnica. I lettori potranno così valutare meglio i guasti tecnici e le decisioni operative nel contesto di progetti velici estremi.

Vice caporedattore YACHT