151 Miglia Trofeo CetilarGara di endurance in Toscana decisa dalla bonaccia

YACHT

 · 02.06.2026

Bellezza della bonaccia: il mattino sorge per "ARCA SGR" - ancora poco vento.
Foto: Studio Taccola Fabio
La 17a edizione della 151 Miglia Trofeo Cetilar è stata la più lunga nella storia della regata. In condizioni di quasi assenza di vento nel Mar Tirreno, i maxi hanno impiegato più del doppio del tempo rispetto all'anno scorso.

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La 17a edizione della 151 Miglia Trofeo Cetilar al largo della costa toscana si sta trasformando in una prova di pazienza per tutti i 191 partenti. A causa delle condizioni meteo estremamente deboli sul Mar Tirreno, gli organizzatori - Yacht Club Repubblica Marinara di Pisa, Yacht Club Punta Ala e Yacht Club Livorno - hanno accorciato il percorso di 25 miglia prima della partenza. A Livorno hanno gareggiato dieci imbarcazioni di oltre 60 piedi nella classifica IRC. Si trattava della quarta tappa del Mediterranean Maxi Offshore Challenge. A differenza degli anni precedenti, il percorso non si è più svolto intorno allo scoglio della Giraglia, ma intorno all'isolotto di Pianosa, a sud-ovest dell'Elba. Da lì si è passati per Cerboli, a nord-est dell'Elba, fino all'arrivo a Punta Ala. Quest'anno è stata annullata anche la svolta alle Formiche di Grosseto, dando alle squadre l'ulteriore sfida tattica di navigare intorno alla costa orientale dell'Elba.

Contrasto con la Miglia dell'anno precedente

Le condizioni erano in netto contrasto con l'edizione del 2025, quando il 100 piedi "ARCA SGR" di Furio Benussi aveva stabilito il nuovo tempo record di 15 ore, 31 minuti e 57 secondi, a una velocità media di 9,7 nodi. Quest'anno, l'"ARCA SGR" di Trieste ha tagliato il traguardo solo domenica pomeriggio, alle 14.40. Il tempo di 24 ore e 40 minuti corrisponde a una velocità media di soli 5,1 nodi sul percorso ridotto. "È stata molto lunga, con venti leggeri, ma è sempre una bella regata - adoro la 151 Miglia. Per noi è la quinta volta", ha commentato lo skipper Furio Benussi, che si è alternato al timone con il fratello Gabriele durante la regata. "ARCA SGR" si è assicurata ancora una volta la vittoria in linea.

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Fermo al largo di Pianosa

Le prime quattro ore di regata sono state ancora promettenti con nove-dieci nodi di vento da nord-ovest. Dopo il passaggio di Gorgona, però, il vento è crollato completamente. "È stato incredibilmente leggero. Durante la notte, la raffica massima è stata di tre o quattro nodi, non di più", ha spiegato Furio Benussi. Durante l'avvicinamento a Pianosa, il campo si è fermato completamente per tre ore. Le barche successive hanno recuperato, il che è stato come far ripartire la regata. "È stata una follia da Gorgona all'Elba. Ma non siamo giocatori di pallavolo, basket o calcio: il tempo fa parte del nostro sport", ha detto Benussi. La pazienza dei partecipanti è stata messa a dura prova. Il Grand Soleil Maxi One "Ely-J" di Alessandro Pini è stata l'ultima barca della classe Maxi a tagliare il traguardo alle 2.26 di lunedì mattina, a una velocità media di 3,46 nodi.

"Nice" ha trionfato nella classifica IRC

Il 78 piedi "Nice" di Marco Malgara, CEO e fondatore di ICE Yachts, è il miglior risultato in IRC. L'imbarcazione è conosciuta sulla scena come "Capricorno" e ha trascorso 31 anni nelle mani della famiglia Del Bono. Alessandro Del Bono l'ha portata in giro per il mondo e ha partecipato a regate, vincendo anche il Mediterranean Maxi Inshore Challenge dell'IMA nel 2022. "È stata una giornata interessante, molto difficile", commenta Malgara, "abbiamo avuto diverse soste e per questo è stato molto, molto difficile. Ma alla fine, anche se questa barca ha 31 anni, è stata la prossima ad arrivare dopo ARCA". "Nice" ha raggiunto il traguardo quasi due ore dopo "ARCA SGR" di Benussi e ha vinto la classe Maxi in tempo calcolato davanti a "Durlindana IV" e al Felci/Farr 80 "Atalanta II" di Carlo Puri Negri, che aveva vinto la classe Maxi lo scorso anno.

Concentrazione richiesta per le ore

A bordo di "Nice", Malgara ha condiviso il timone con l'ex olimpionico sloveno Mitja Kosmina, un esperto maxi velista. "È stato molto difficile, con poco o niente vento per alcune ore", ha spiegato Kosmina. "Girare intorno all'isola di Pianosa è stato molto difficile. Ci è voluta molta concentrazione per finire la regata e si consuma molta energia per cercare di muovere queste grandi barche. La sosta più lunga è durata circa due o tre ore, ed è stata davvero dura". L'anno scorso, "Nice" e "Atalanta II" erano già saliti sul podio della classe Maxi dietro a "Cippa Lippa X" di Guido Paolo Gamucci. Quest'ultimo non ha potuto prendere il via quest'anno perché la regata era troppo vicina al Campionato Europeo IMA Maxi della settimana precedente.

Programma di sostegno e impegno sociale

La 151 Miglia Trofeo Cetilar è nota non solo per le sue condizioni impegnative, ma anche per il suo ampio programma di supporto. Dopo la cerimonia di premiazione a Marina di Punta Ala, la tradizionale cena per tutti gli equipaggi delle 191 imbarcazioni partecipanti si è svolta nella club house e nel parco dello Yacht Club Punta Ala. Anche in questa occasione l'IMA ha fatto una donazione alla Fondazione Mare Oltre Onlus. L'organizzazione benefica permette ai velisti a mobilità ridotta di navigare sul catamarano Elianto, appositamente progettato per le persone in sedia a rotelle. La regata da Livorno a Punta Ala rimane quindi un appuntamento fisso nel calendario dei maxi del Mediterraneo, indipendentemente dal fatto che le condizioni di vento producano tempi o crolli da record.

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