America’s CupEcco perché il nuovo AC75 della Nuova Zelanda è rimasto a terra

Lars Bolle

 · 12.03.2026

"Taihoro" è stato portato fuori dalla sala.
Foto: Sam Thom / America's Cup
L’Emirates Team New Zealand è il primo team a far uscire dal capannone il proprio AC75 per la nuova America’s Cup. Tuttavia, il primo volo del «Taihoro» viene annullato perché i neozelandesi non vogliono correre rischi a causa del vento troppo forte. Dietro questa decisione c’è ben più che semplice cautela: la barca, apparentemente nuova, è in realtà un modello precedente sottoposto a una complessa ristrutturazione e potrebbe comunque rappresentare un passo avanti decisivo in termini di sviluppo.

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«Taihoro» esce per primo dal palazzetto

L'Emirates Team New Zealand è stata la prima squadra del nuovo ciclo dell'America's Cup a riportare sotto i riflettori il proprio AC75 “Taihoro”. Con questa mossa, i neozelandesi hanno lanciato un primo segnale forte: i detentori del titolo hanno presentato l’imbarcazione come il prossimo grande passo verso la difesa del titolo nel 2027 a Napoli.

Ma il vero momento di rivelazione, la prima uscita in mare della nuova barca, non c’è stato. Il motivo non era un problema tecnico, bensì la decisione di non correre rischi inutili date le condizioni del momento. Il vento si è alzato prima e con maggiore intensità del previsto. Per una barca che, pur sembrando familiare, è stata profondamente rivisitata in aspetti fondamentali, quella non era la giornata giusta per un debutto. L’albero è stato nuovamente smontato, la barca è tornata in rimessa e la prima giornata di navigazione è stata rinviata.

Questa decisione la dice lunga sulla nuova fase dell’America’s Cup. Ogni giornata di test è preziosa. Le imbarcazioni sono estremamente complesse, i carichi enormi, le esigenze di apprendimento elevate. Allo stesso tempo, il numero di giorni di prova è limitato a 45 fino a metà gennaio 2027. Chi rischia di subire un danno in una fase iniziale di sviluppo non perde solo materiale, ma soprattutto tempo. Un solo giorno di test perso può fare davvero la differenza.

Non è una barca completamente nuova

L'aspetto forse più importante del “Taihoro” è che questa imbarcazione non è una costruzione completamente nuova. Si tratta infatti della piattaforma AC75 già utilizzata con successo dall’Emirates Team New Zealand nel precedente ciclo della Coppa. Ciò è una conseguenza dell’attuale regolamento.

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La 38ª edizione dell’America’s Cup è caratterizzata, più delle precedenti, dal controllo dei costi, dalla pianificabilità e dalla stabilizzazione strutturale. La competizione non solo deve rimanere affascinante dal punto di vista tecnologico, ma deve anche diventare economicamente più gestibile. Per questo motivo, i team non possono sviluppare scafi AC75 completamente nuovi. Devono invece continuare a lavorare con le piattaforme esistenti e possono modificarle solo entro un quadro ben definito. Ciò cambia radicalmente la logica di sviluppo della Coppa. Il classico colpo da maestro sotto forma di un concetto di barca radicalmente nuovo viene limitato. Il progresso si sposta così maggiormente sui dettagli. Per saperne di più sul nuovo regolamento, leggete il nostro Articoli speciali.

Laddove le regole consentono delle modifiche

C'è spazio per apportare modifiche, ma è chiaramente limitato. Le modifiche erano possibili soprattutto in tre direzioni. Da un lato, era consentito riconfigurare la cabina di pilotaggio per adattarne la disposizione alle nuove modalità di lavoro dell'equipaggio. In secondo luogo, erano consentiti interventi strutturali in misura limitata, purché venisse mantenuta la forma di base della fusoliera. A ciò si aggiungevano aperture funzionali e adeguamenti di dettaglio volti a migliorare l’efficienza aerodinamica.

Batterie al posto dei pedali

Una delle conseguenze più evidenti del nuovo regolamento è la scomparsa dei "ciclisti". Gli atleti che nelle passate edizioni della Coppa generavano energia idraulica con le gambe sono ora vietati. Al loro posto subentra un sistema di batterie standardizzato. Ciò modifica l’architettura dell’imbarcazione, il bilancio energetico e i compiti a bordo. Laddove un tempo la pura prestazione fisica di resistenza faceva parte del concetto generale, ora la gestione delle risorse energetiche limitate assume un ruolo di primo piano.

A ciò si aggiunge un cambiamento importante dal punto di vista della politica sportiva: nella 38ª America’s Cup, su ogni AC75 dovrà navigare almeno una donna. Per la squadra neozelandese, si prevede che sarà Jo Aleh, vincitrice della medaglia d’oro e d’argento olimpica nella classe 49erFX. Questo non ha solo un significato simbolico, ma comporta anche conseguenze concrete dal punto di vista sportivo e organizzativo. Il percorso dalle competizioni giovanili e femminili alla Coppa vera e propria risulta così molto più chiaro rispetto al passato.

Al momento del rollout non era ancora chiaro quale impatto avrebbe avuto il nuovo concetto di equipaggio sulla distribuzione dei membri dell’equipaggio nella cabina di pilotaggio. Semplicemente non c’erano foto del ponte. Finora, su ciascun lato dell’imbarcazione sedevano un timoniere, un trimmer delle vele e due timonieri al volante; le posizioni non venivano cambiate. Ora l’equipaggio principale è composto da cinque membri attivi, tra cui una donna, oltre a un velista ospite.

Un decollo anticipato come chiaro obiettivo di sviluppo

Dan Bernasconi, capo progettista del team neozelandese, ha chiarito in occasione della presentazione del “Taihoro” perché un’imbarcazione dall’aspetto esteriore familiare possa comunque rappresentare un notevole passo avanti dal punto di vista tecnico. Ha affermato che, sebbene lo scafo rimanga la caratteristica più evidente di un’imbarcazione da Coppa, la sua importanza in termini di prestazioni viene spesso sopravvalutata. Questo perché gli scafi trascorrono così tanto tempo fuori dall’acqua che le differenze nelle loro prestazioni sono minori di quanto molti possano immaginare.

Bernasconi ha inoltre indicato con estrema chiarezza dove Team New Zealand si aspetta il maggiore miglioramento immediato delle prestazioni. «La differenza più significativa in termini di prestazioni sarà un decollo più precoce». Con ciò si intende il raggiungimento più rapido dello stato stabile di foiling, soprattutto in condizioni di vento debole.

Questo miglioramento è stato ottenuto soprattutto grazie alla riduzione del peso. «Abbiamo alleggerito notevolmente l’imbarcazione». È interessante notare che Bernasconi ne illustri subito anche il rovescio della medaglia. Una barca più leggera non comporta automaticamente solo vantaggi in tutte le condizioni. Tanto più che il peso è stato evidentemente ridotto in gran parte sui bracci dei foil, il cui braccio di bolina contribuisce al momento di sollevamento. «Con vento forte, quindi, sulla carta l’imbarcazione sarebbe più lenta. Compensiamo però questo aspetto con foil migliori, vele migliori e sistemi di controllo più efficaci. Nel complesso, la velocità massima rimarrà probabilmente simile o aumenterà addirittura leggermente. Nella fascia di vento più bassa, la differenza dovrebbe essere maggiore.»

La prossima Coppa sarà avvincente?

Proprio per questo motivo, la nuova America’s Cup dovrebbe diventare ancora più equilibrata. Se vengono eliminati i nuovi scafi, i costi vengono limitati in modo più rigoroso, il ciclo si fa più serrato e gli ambiti di sviluppo ancora aperti si concentrano maggiormente su aspetti di dettaglio altamente complessi, allora i team tenderanno ad avvicinarsi tra loro. Bernasconi ritiene che questa volta la competizione tra tutti i team sarà decisamente più serrata.


Il lancio e l'intervista a Dan Bernasconi


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Lars Bolle

Lars Bolle

Caporedattore Digitale

Lars Bolle è caporedattore Digital e uno dei cofondatori della presenza online di YACHT. Ha lavorato per molti anni come redattore nella sezione Test & Technology e ha coperto molti eventi velici. Il suo curriculum velico personale spazia dalla vela agonistica in dinghy (campione tedesco nel 1992 nel Finn Dinghy) alle crociere in dinghy storiche e moderne e ai viaggi charter.

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